Scritto Giovedý 29 novembre 2018 alle 14:04

Lecco: spettacolo e dibattito per 250 alunni per dire 'no' alla violenza contro le donne

“I diritti delle donne sono una responsabilità di tutto il genere umano. Lottare contro ogni forma di violenza nei loro confronti è un obbligo dell’umanità”. È con queste parole di Kofi Hannam che si è aperta la mattinata di oggi, giovedì 29 novembre, in sala Don Ticozzi a Lecco, dove è andato in scena “Malanova”, un intenso spettacolo di Ture Magro e Flavia Gallo incentrato sul delicato e attuale tema della violenza sulle donne, di cui domenica 25 si è ricordata la Giornata Internazionale.


Ture Magro sul palco

Una storia forte, di violenza, onore, dolcezza e fragilità, in cui si incontrano i punti di vista maschile e femminile, in un confronto costante fondamentale per ascoltare l’altro e capirne le ragioni.

VIDEO



Alla pièce teatrale, tratta dall’omonimo romanzo di Cristina Zagaria che narra la vicenda di uno stupro di gruppo ad opera di ‘ndranghetisti su una ragazza calabrese di soli 13 anni, hanno assistito oltre 250 studenti degli istituti superiori lecchesi “Medardo Rosso” e “Bertacchi”: dopo gli applausi finali, gli alunni hanno avuto la possibilità di avviare un dibattito sul tema grazie anche alla presenza di Annamaria Novielli, presidente del Comitato Unicef di Lecco, di Amalia Bonfanti e Mariarita Gradella dell’Associazione L’altra metà del cielo – Telefono Donna di Merate, e del dr. Danilo Di Laura, dirigente della Squadra Mobile della Questura di Lecco.



Prima dello spettacolo aveva invece preso la parola la dr.ssa Antonella Cassinelli, funzionaria della Provincia di Lecco presente nelle veci della consigliera delegata Marinella Maldini. “La violenza contro le donne è forse la violazione più grave dei diritti umani” ha dichiarato quest’ultima. “Per contribuire a contrastarla, il nostro Ente è da tempo in prima linea per promuovere una cultura di dignità e rispetto della persona, facendo parte anche della rete regionale dei Centri locali di Parità, che promuovono azioni per la valorizzazione delle donne e dei loro molteplici ruoli nella società, cercando di favorire tramite diversi progetti anche una sempre più necessaria conciliazione tra famiglia e attività lavorativa”.


Mariarita Gradella e Amalia Bonfanti, dell’Associazione L’altra metà del cielo-Telefono Donna

Ben 110 le donne prese in carico da gennaio 2018 dall’Associazione L’altra metà del cielo Onlus di Merate, presente sul territorio con due case di prima accoglienza a indirizzo segreto, per i casi di violenza più gravi e urgenti, e altre tre diverse strutture. Entro la fine dell’anno, sulla base delle recenti statistiche, sono previsti almeno altri dieci interventi di “soccorso”.



“Purtroppo i numeri sono in continuo aumento, con una progressiva e preoccupante riduzione dell’età delle vittime” ha spiegato la presidente della Onlus Amalia Bonfanti. “A differenza di quello che spesso si è propensi a credere, i responsabili della violenza – quasi sempre i partner – sono per il 60% uomini italiani, mentre la fascia d’età più colpita è quella fra i 35 e i 45 anni. Sappiamo che in questo ambito il lavoro da fare è ancora tanto, perciò iniziative come questa, che vedono coinvolti tantissimi giovani, femmine e soprattutto maschi, non possono che assumere un grande valore per la nostra società”.


Annamaria Novielli (Unicef) e Antonella Cassinelli (Provincia di Lecco)

Nel suo intervento, Annamaria Novielli di Unicef Lecco ha invece voluto raccontare ai ragazzi la celebre storia di Franca Viola, divenuta un vero e proprio simbolo della crescita civile dell’Italia nel secondo dopoguerra e dell’emancipazione femminile, rifiutando per la prima volta nel nostro Paese un matrimonio riparatore: a soli 15 anni, infatti, la giovane siciliana si fidanzò con Filippo Melodia, membro di un’agiata famiglia mafiosa. L’arresto di quest’ultimo per furto e appartenenza ad una banda malavitosa indusse il padre di Franca a rompere il fidanzamento, esponendo però la sua famiglia ad una serie di intimidazioni e minacce culminata con il rapimento, il 26 dicembre 1965, della 15enne, violentata, malmenata e tenuta segregata per otto giorni a digiuno in un casolare. Fingendo di accettare le nozze riparatrici con Filippo, “naturale conseguenza”, secondo la morale del tempo, dello stupro di cui Franca era stata vittima, i Viola cercarono l’aiuto degli agenti di Polizia, che riuscirono a liberare la ragazza e ad arrestare Melodia e i suoi complici.


Il dr. Danilo Di Laura, dirigente della Squadra Mobile della Questura di Lecco

Il caso sollevò in tutta Italia forti polemiche, toccando profondamente l’opinione pubblica e divenendo oggetto di numerose interpellanze parlamentari: fu anche grazie al “rifiuto” di Franca che si arrivò alla cancellazione del “delitto d’onore”, nonché al legale riconoscimento dello stupro come reato “contro la persona” anziché contro la morale.



Un’altra storia forte, la sua, che in un certo senso si è riallacciata a quella raccontata in “Malanova”: toccando i tasti giusti, l’intensa interpretazione di Ture Magro, da solo sul palco, ha colpito nel profondo tutti i ragazzi presenti in sala Don Ticozzi, che al termine della mattinata si sono letteralmente “uniti” con una serie di nastri rossi legati ai polsi per dire tutti insieme un grande “no” alla violenza contro le donne.
B.P.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
Print Friendly and PDF