Scritto Marted́ 08 gennaio 2019 alle 18:41

Limite di 50 km/h sulla SP72: 50 minuti di viaggio da Abbadia a Colico in una fotostoria tra rattoppi, parapetti rotti e... giudizi

Cinquanta minuti. Tanto il tempo impiagato a percorre i 36 chilometri della Sp72 che portano da Abbadia a Colico, nella tarda mattina di un soleggiato martedì di inizio gennaio, rispettando rigorosamente – o quasi - il nuovo limite di 50 chilometri orari imposto ieri dalla Provincia di Lecco con un’ordinanza del dirigente del settore Viabilità e infrastrutture Angelo Valsecchi.

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Il provvedimento, a differenza di quello che si poteva immaginare, non dipende da una situazione particolarmente critica del manto della strada che costeggia il nostro ramo del lago. Come dimostrano infatti le immagini scattate quest’oggi, l’asfalto della Sp72 è complessivamente in buone condizioni, pur con alcune eccezioni. Lo stato varia da Comune a Comune e in qualche caso anche da frazione a frazione: a tratti che appaiono di recentissima asfaltatura se ne alternano altri che necessiterebbero di un intervento manutentivo. Sebbene la Sp72 non sia costellata di grosse buche o altri evidenti pericoli, ci sono piccoli avvallamenti o tratti sconnessi per via di “toppe” di asfalto messe nel tempo ma nulla di allarmante. Certo si tratta di un’arteria stradale che presenta delle condizioni di oggettiva pericolosità, che da sole potrebbe spiegare le ragioni che hanno spinto l’ingegner Valsecchi - responsabile civile e penale di quanto accade sulle strade di competenza della Provincia - a prendere quel provvedimento.

La carreggiata infatti costeggia in larga misura il lago ed è separata da esso da parapetti non sempre in perfetto stato, anzi. In alcuni punti le protezioni mancano o sono decisamente sgualcite, in altre il classico guardrail lascia posto a bassi muretti in cemento che non infondono sicurezza. La presenza non isolata di mazzi di fiori sulle “staccionate” lascia intendere quanto possano essere fatali certi passaggi.

Questo da un versante, dall’altro in diversi tratti ci sono pareti di roccia soggette al pericolo di frane, protette certo dalle reti paramassi ma non per questo meno inquietanti per gli automobilisti. L’instabilità si manifesta plasticamente in località Tre Madonne dove da settimane vige il senso unico alternato e dove, dalle 18 di quest’oggi è scattato il blocco del passaggio – spezzando di fatto la 72 in due monconi – a causa dei rischi connessi al vento così come evidenziato dalla Regione che ha innalzato il livello d’allerta fino al grado “arancio”.

Tra gli altri pericoli da considerare percorrendo la provinciale c’è quello dell’attraversamento degli animali selvatici, segnalato dall’apposito cartello in diversi punti e la presenza di gallerie, non sempre illuminate elettricamente. Inoltre la strada è costellata di piccoli cantieri legati proprio alla manutenzione di reti paramassi o di parapetti, oppure a interventi di privati: anch’essi obbligano a rallentare fino a 30 o 20 chilometri orari e in certi casi impongono il senso unico alternato.
In realtà la conformazione stessa della strada, sinuosa e stretta tra lago e falesie, obbliga chi guida a mantenere in certi punti una velocità adeguata al tipo di percorso; così come nei centri abitati, la presenza di dissuasori e il buon senso, dovrebbero automaticamente imporre di ridurre la velocità. Diversamente accade in quei tratti fuori dalle zone urbane dove la strada si allarga un po’ e le curve si attenuano: qui l’automobile – e la moto probabilmente ancor di più - sembra prendere velocità da sola e rispettare il limite dei 50 chilometri orari diventa ben più difficile.

Il provvedimento della Provincia non sembra dettato dunque da una situazione emergenziale ma più da un atteggiamento di prudenza del dirigente Valsecchi, sulla cui testa pende già un condanna in primo grado proprio per la morte di un giovane biker all’altezza di Varenna. Forse poi ci saranno state delle valutazione economiche a monte di questa decisione. E non alludiamo solo alla mancanza (concreta) di risorse per la manutenzione di asfalti e parapetti. Nel 2019 infatti per Villa Locatelli cresceranno le spese per l’assicurazione RC: per via del tasso di incidenti registrato sulle strade di sua competenza, la Provincia ha cambiato “classe di merito”, passando dai 300mila euro attuali ai 400mila all’anno. Un balzello non indifferente che – immaginiamo, in assenza di spiegazioni se non la misera ordinanza – abbia inciso nell’adozione di un provvedimento “precauzionale”.
M.V.
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