Scritto Luned́ 11 febbraio 2019 alle 19:42

Metastasi, Appello bis: anche Palermo, Nania e Bongarzone condannati per associazione mafiosa. Dieci anni all'ex 'dem'

Ernesto Palermo
Anche Ernesto Palermo, Alessandro Nania e Claudio Bongarzone erano sodali di quella che, a tutti gli effetti, deve essere considerata un'associazione per delinquere di stampo mafioso: è quanto ha stabilito quest'oggi la Corte d'Appello di Milano nuovamente investita - in diversa composizione - della Cassazione del "caso" dei tre supposti membri della locale 'ndranghetista di Lecco sgominata all'esito l'inchiesta denominata Metastasi la cui strada giudiziaria, già nel 2014, si era separata da quelle intrapresa invece da Mario Trovato e compagni.
Come si ricorderà, nel giugno del 2017 gli Ermellini, anziché chiudere la partita in relazione al terzetto che aveva optato per l'abbreviato, riconfermando le condanne irrogate in seconda battuta, aveva annullato la sentenza, rinviando la causa ai colleghi meneghini esclusivamente per la riqualificazione del reato associativo.
Originariamente chiamati a rispondere di associazione per delinquere di stampo mafioso, Palermo, Nania e Bongarzone, si erano infatti visti derubricare l'accusa più pesante mossa nei loro confronti in associazione semplice, venendo condannati dal GUP Roberto Arnaldi rispettivamente a 4 anni e 6 mesi, 6 anni e 8 mesi e 3 anni e 4 mesi, anche in considerazione dei benefici garantiti dal rito prescelto.
Non condividendo - evidentemente - tale "linea" la Suprema Corte, ormai un anno e mezzo fa, aveva ordinato il processo d'Appello bis, celebrato quest'oggi con la riqualificazione - in senso contrario - da associazione semplice ad associazione mafiosa e il conseguente inasprimento delle pene.  
A Ernesto Palermo, professore galbiatese, ex consigliere comunale a Palazzo Bovara tra le fila del PD, è stata irrogata una condanna a 10 anni e 4 mesi. 7 anni, 9 mesi e 10 giorni invece al lecchese Alessandro Nania. Per l'imprenditore Claudio Bongarzone, socio della Rinnovo Immobiliare e della DBM finite sotto la lente degli inquirenti anche in relazione al secondo filone investigativo legato non più alla mera esistenza di una supposta Locale 'ndranghetista a Lecco quanto piuttosto all'ipotizzato riciclaggio di denaro sporco da parte di sodali, conoscenti e affini, è stata infine stabilita una pena pari a 7 anni.
Scontato il nuovo ricorso in Cassazione, contro una pronuncia che, di fatto, però, va a ripianare una evidente discrepanza con la sentenza emessa a carico di Mario Trovato, Antonello Redaelli, Massimo Nasatti e Antonello Redaelli che - per la via ordinaria - sono stati riconosciuti responsabili, già a Lecco, con la conferma poi nei successivi gradi di giudizio, di associazione mafiosa. Rimangono tuttavia altre incongruenze a partire dalla supposta corruzione in favore dell'ex sindaco di Valmadrera Marco Rusconi per la quale Palermo è stato giudicato colpevole e il borgomastro assolto.
A.M.
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