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Scritto Mercoledì 27 gennaio 2016 alle 23:07

Introbio: la morte di uno scalatore nel '14 finisce in aula. Indagata la guardia medica

Prima udienza stamani davanti al GUP del tribunale di Lecco, Paolo Salvatore, per la complessa vicenda giudiziaria originata dalla morte - avvenuta nell'aprile 2014 - di un alpinista residente ad Annone Brianza.
L'uomo, secondo gli elementi emersi all'epoca dei fatti, avrebbe accusato un improvviso malore a seguito di un'arrampicata sulle montagne della Valsassina. Accompagnato da un amico alla vicina guardia medica di Introbio, il 52enne era venuto a mancare più tardi all'ospedale Manzoni di Lecco, dove sarebbe giunto privo di sensi.
Una morte, quella del padre di famiglia, che si poteva evitare? E' questo l'interrogativo che dovrà essere sviscerato nelle aule del tribunale lecchese, accertando se i protocolli di soccorso sono stati correttamente applicati.
Il procedimento apertosi quest'oggi presso il palazzo di giustizia della città vede indagato, con ipotesi di reato di omicidio colposo, proprio il medico ''di guardia'' a Introbio, dal quale l'annonese si era recato in prima battuta.
Un'udienza lampo quella tenutasi stamani dinnanzi al sostituto procuratore Silvia Zannini e al dottor Salvatore che, per legittimo impedimento - essendosi occupato delle prime fasi di indagini sulla vicenda - ha affidato il fascicolo al collega Massimo Mercaldo. Si torna in aula quindi il prossimo 22 marzo per l'avvio della fase preliminare d'udienza.
La difesa - rappresentata dall'avvocato Gianluca Giovinazzo del foro di Como - ha già anticipato l'intenzione di non avvalersi di alcun rito alternativo, affrontando eventualmente la fase dibattimentale del processo, se il giudice dovesse optare per il rinvio a giudizio del medico.
G.C.
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