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Scritto Mercoledì 17 febbraio 2016 alle 16:02

ASST di Lecco: i nove consultori familiari, realtà radicate nel territorio. 10.667 utenti nel 2015 e 47.737 prestazioni erogate

Cambio di "casacca" per i consultori familiari attivi in provincia di Lecco. Dalla vecchia ASL (ora diventata ATS della Brianza) sono passati infatti sotto il controllo l'Azienda Ospedaliera della Provincia di Lecco, rinominata ASST sempre per effetto della riforma del sistema sanitario lombardo portata a compimento dell'amministrazione targata Maroni. Istituiti nel 1975 con la Legge 405, erogano prestazioni orientate prioritariamente alla prevenzione, alla promozione della salute e del benessere psicologico del singolo, della coppia, della famiglia e della comunità. Nel corso del tempo ed in risposta alle nuove esigenze emergenti si è inoltre dato spazio a ulteriori ambiti tra i quali il centro per la Cura del trauma, lo Spazio Giovani, lo svolgimento delle indagini psicologiche su disposizione dell'Autorità Giudiziaria (valutazioni per le coppie adottive,  tutela e penale minorile,  separazioni conflittuali). 9 i consultori operativi sul territorio provinciale con sedi a Lecco, Calolziocorte, Olginate, Oggiono, Cernusco Lombardone, Casatenovo, Introbio, Bellano e Mandello del Lario. Presso tali spazi si possono trovare diverse figure professionali: dall'assistente sociale al ginecologo passando dallo psicologo, l'infermiere - assistente sanitario e l'ostetrica, per un totale di 45 dipendente coordinati dalla dottoressa Ivana Bassani, responsabile di tale servizio al quale, nel corso del 2015 si sono rivolti complessivamente 10.667 utenti dei quali ben 5.902 al loro primo accesso presso questa realtà che, nel suo insieme, ha effettuato ben 47.737 prestazione con una media di 4 per ogni utilizzatore, valore quest'ultimo assolutamente relativo se si pensa alle "attenzioni" rivolte step by step alle donne in gravidanza che da sole appresentano il 49% delle fruitrici prese in carico dagli specialisti di area ostetrico-ginecologica.

In senso orario: Ivana Bassani, Anna Comi, Enrico Frisone e Stefano Manfredi

"La nostra è una realtà molto radicata nel territorio" ha argomentato la stessa dottoressa Bassani, prima di "tradurre in soldoni", con una serie di dati, tale affermazione condivisa anche dal direttore generale Stefano Manfredi e dal direttore socio sanitario dell'ASST di Lecco Enrico Frisone con il primo che ha calato anche sui consultori una serie di riflessioni già proposte a cominciare dalla necessità, in questa fase iniziale di riorganizzazione post-riforma, di continuare a erogare i servizi fino ad ora garantiti senza soluzione di continuità e dunque senza che l'utilizzatore si accorga dei cambiamenti in atto dei quali dovrà invece avere percezione solo in un secondo momento, quando il sistema - già di alto livello - verrà ulteriormente migliorato. "La buona sanità è comunemente rapportata all'alta complessità, l'eccellenza invece è far bene le cose che servono ai cittadini" ha così nuovamente sostenuto, sottolineando di intravedere, in tale senso, un "futuro roseo" per l'Azienda assegnatagli.


"Presso i consultori si ha la possibilità di essere accolti, si realizza la presa in carico e l'accompagnamento ai servizi" ha proseguito invece la coordinatrice, affiancata anche dal direttore del distretto di Lecco Luca Sesana e dall'infermiera Anna Comi. "La multidisciplinarità dell'equipé permette poi di dare spazi e importanza ai diversi bisogni degli utenti", con caratteristiche assolutamente eterogenee tra di loro per età (con tutte le fasce tra gli 0 e i 65 anni ben rappresentate), livello di scolarizzazione e dunque estrazione sociale. Differente invece il discorso circa la nazionalità di chi si rivolge ai consultori: l'84% dei fruitori nell'arco del 2015 è risultato infatti di origine italiana, con una percentuale dunque davvero residuale di stranieri.
"L'accesso è libero e spontaneo" ha ricordato la dottoressa Bassani. "Le prestazioni psico-sociali sono gratuite mentre quelle ostetrico-ginecologiche soggette a ticket". Di quest'ultime, il 49% - come già accennato - lo scorso anno hanno riguardato l'assistenza offerta alle donne gravide che vengono prese in carico grazie anche da un ambulatorio riservato proprio alla gravidanza fisiologica (esperienza analoga a quella portata avanti dalle ostetriche del Manzoni, con le quali si sono condivise procedure e con le quali ora - essendo entrambi i servizi offerti dalla stessa Azienda - sarà più facile confrontarsi, in maniera snella).


Sempre nel 2015, poi, sono stati visti nei consultori familiari 1.067 neonati per consulenze madre/bambino, altro "tassello" particolarmente gravoso sul bilancio di tale strutture. "Il puerperio è un periodo delicato" ha sottolineato l'infermiera Anna Comi, parlando dei cambiamenti "fisiologici, emotivi e relazionali" che l'arrivo di un bimbo ingenera in un contesto di coppia. "Non sempre i genitori sono naturalmente pronti, soprattutto quando manca la famiglia allargata. Noi offriamo supporto nell'acquisizione delle competenze genitoriali e della comprensione del nuovo ruolo". Sottolineata così l'importanza di dare continuità al percorso pre e post nascita, con la possibilità di interrelazioni anche con i pediatri di libera scelta e i medici di medicina generale, parte della rete territoriale. "Si prevedono diversi momenti: nei primi due mesi si tratta per lo più di incontri individuali, con l'ostetrica e l'infermiera e la mamma con il bimbo, per monitorare il benessere di entrambi", senza dimenticare alcun aspetto, dallo stato emotivo della donna all'accrescimento del bebè senza tralasciare anche la relazione instaurata tra i due, con uno "sguardo attento e discreto anche sul nucleo famigliare" nei casi più problematici.
Non mancano poi gruppi tematici e spazi per l'allattamento (6 i consultori che ne sono dotati) a disposizione delle mamme per la poppata o il cambio del pannolino.

Un'immagine recente del punto allattamento aperto presso il consultorio Calolziocorte

"Stiamo lavorando per rendere le strutture aperte ai cittadini, luoghi dove anche le associazioni possono trovare posto: da Telefono Donna a l'Altra metà del cielo ma anche Alma Alba e la Lega del latte per quanto riguarda l'allattamento o piccoli progetti con Les Cultures. Il nostro - ha aggiunto Ivana Bassani - è un servizio per i cittadini ma che può essere anche usato dai cittadini". Inquadrati in questo senso i corsi con Nati per Leggere e Nati per la musica ma anche i rapporti con l'Aci per il trasporto sicuro dei piccoli e le associazioni di soccorso per le lezioni di disostruzione pediatrica.
Non mancano poi servizi dedicati ai giovani: nel 2015 hanno avuto accesso ai consultori familiari 923 adolescenti (da 14 ai 20 anni) sia per pareri di tipo ostetrico-ginecologico sia per consultazioni psicologiche. In tutte e 9 le strutture, i ragazzi vengono seguiti con particolare attenzione ma a Lecco, Calolzio, Cernusco e Oggiono sono stati istituiti sedute a loro dedicate, con appuntamenti velocizzati e la garanzia di trovare, per esempio, una ginecologa donna. Nel capoluogo e a Cernusco, invece, in virtù anche dello stretto collegamento rispettivamente con il Manzoni e il Mandic, si concentra l'attività legata alle interruzioni volontarie di gravidanza con le utenti sottoposte a un colloquio preliminare con l'assistente sociale e il ginecologo a seguito del quale, se decidono di proseguire il percorso verso l'aborto, viene rilasciata loro la necessaria certificazione e poi fissato il pre-ricovero in ospedale, senza che le stesse debbano attivarsi poi di persona.
Nel mettere in evidenza l'entusiasmo della dottoressa Bassani e dell'infermiera Comi nell'illustrare la loro attività, il direttore socio-sanitario dell'ASST, ha ribadito come nell'organizzazione aziendale sia fondamentale, quando si parla di presa in carico, andare alla ricerca degli utenti, intercettando i loro bisogni e quella fetta di popolazione che al momento "ci scappa". Elevati ad esempi i circa 700 nati in provincia di Lecco i cui genitori non si sono poi rivolti, per i controlli, ai consultori (e non tutti chiaramente sono residenti fuori territorio) ma anche la possibilità di programmare visite a domicilio o di avviare progetti ritagliati sugli stranieri per avvicinarli ai servizi offerti e ancora la necessità di investire sui giovani e in tema di supporto alle donne vittime di violenza. Insomma, "partire da buone basi non vuol dire non si possa migliorare ulteriormente", per dirla con un'espressione del dg Manfredi.
A.M.
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