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Scritto Martedì 29 luglio 2014 alle 13:01

Lecco: è mancato il maestro Giorgio Gaslini. A Villa Gomes custodito il suo ricco 'fondo'

E' venuto a mancare un caro e sincero amico delle nostre terre, che ben conosceva ed amava per avervi passato un significativo periodo della giovinezza. Lo ricordo, con nostalgica commozione, al piovoso debutto della sua opera jazz "Mister O", la prima del genere composta in Italia, al Teatro Romano di Verona nel 1996, quando, stretti con lui cordiali rapporti grazie all'assessore Cesana ed a Gianna Colombo, si stava definendo il progetto di quello che, qualche tempo dopo, sarebbe  stato il Fondo Giorgio Gaslini.
Il Maestro ci ha lasciato tutto il suo archivio, i suoi libri, le sue registrazioni sonore, le sue partiture: il loro inventario e la loro collocazione iniziarono alla fine dello scorso millennio.......e sono ancora in attesa di conclusione !  Noto che si trovarono i mezzi per investimenti certamente meno solidi.......ma posso solo far voti per il futuro!
Mi piace credere che i lecchesi sentano il dovere di ricordare degnamente  un signore che ha saputo creare e diffondere la musica al suo massimo livello ed ha voluto lasciarne tutto il patrimonio alla nostra Città.
Grazie ancora!
Il grande Mistero oggi è in scena per Lui!

Pino Pogliani

Il Maestro Gaslini
Si è spento quest’oggi,  a Borgo Val di Taro, il maestro Giorgio Gaslini, tra i più prolifici jazzisti italiani, così legato alla città di Lecco da donare all’amministrazione comunale un fondo che costituisce ancora oggi la raccolta più prestigiosa della Biblioteca specializzata in musica - sezione staccata della Biblioteca Civica "Uberto Pozzoli" – ospitata nei locali di Villa Gomes a Maggianico.
Il progetto mosse i primi passi agli inizi del 1996 (sindaco Giuseppe Pogliani, assessore alla cultura Luca Cesana) e venne formalizzato da un Atto di donazione, sottoscritto dal maestro il 20 marzo 1997, cui seguì la Delibera di accettazione, approvata all'unanimità dal Consiglio Comunale riunitosi in seduta straordinaria il 27 giugno 1997, così come riportato sulla pagina del sito istituzione dal Comune di Lecco dedicata al fondo. A partire da quel momento, in più riprese, il materiale documentario cominciò ad affluire a Villa Gomes: subito iniziarono i lavori di collocamento, riordino e inventariazione - a cura di Gianna Colombo e di Lucio Quadrio - a tutt'oggi completati solo per una parte del materiale.
Cresciuto nella scena musicale milanese degli anni quaranta, Gaslini aveva iniziato a suonare il pianoforte a sette anni, sviluppando ben presto la sua inclinazione per il jazz, genere all'epoca relativamente sconosciuto in Italia, in quanto appannaggio di pochi cultori e scoraggiato dalle politiche autarchiche del regime fascista. Da adolescente si esibì in vari club milanesi e nel 1949 si iscrisse al conservatorio, dove conseguì i diplomi di pianoforte, composizione e direzione d'orchestra. Fu l’inizio di una strabiliane carriera che lo porto a sostenere all’incirca quattromila concerti in tutto il mondo, Cina compresa e a firmare più di 90 album, con collaboratori sia italiani che stranieri. E’ stato inoltre autore anche di colonne sonore, collaborando con registi come Antonioni, Lizzani e Argento (sue, fra tutte, le musiche del celeberrimo Profondo Rosso) nonché compositore di saggi.
Nel fondo ceduto alla Città di Lecco, sono confluiti l’ Archivio personale e professionale dell’artista (ricchissima raccolta,costantemente in crescita, di articoli di giornale, lettere, programmi di sala, foto, recensioni e manifesti che documenta gli oltre cinquanta anni di carriera del Maestro), libri (circa 650 volumi di storia e teoria della musica, in prevalenza riguardanti il jazz e la classica), registrazioni sonore (circa 1000 Lp in vinile e oltre 400 CD, sia di composizioni originali di Gaslini, incise ed eseguite dallo stesso, sia di grandi autori della musica classica e del jazz, nonchè una piccola, ma interessante raccolta di dischi di musica etnica) e “musica scritta” (partiture originali manoscritte, 138 delle quali sono state rilegate e ordinate cronologicamente).
Un “tesoretto” insomma che ora perpetuerà la memoria di un jazzista dal cuore d’oro.
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