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Scritto Martedì 29 luglio 2014 alle 18:14

Nuova Lc-Bg: per la galleria, a settembre il via allo sbancamento. Simonetti va a Roma

La galleria della nuova Lecco-Bergamo inizia a vedersi, almeno in disegno. All’imbocco nord, a gessetto rosso, è stata infatti tracciato l’arco del tunnel e, dopo le ferie agostane, sperando in un tempo minimamente più clemente, inizieranno le operazioni di sbancamento. Già realizzati, infatti, negli ultimi giorni i “campi di prova”, una sorta di carotaggio per valutare l’impatto dell’escavazione anche perché, come ricordato questa mattina dal presidente facente funzioni della Provincia di Lecco Stefano Simonetti, l’infrastruttura si inserisce in un “contesto molto costruito, tra la montagna da una parte e il lago dall’altra”.

Direttamente in cantiere, il numero uno di Villa Locatelli nonché assessore ai Lavori Pubblici, ha dunque, dapprima nuovamente rassicurato i residenti di Chiuso che si troveranno ad avere lo scavo proprio sotto casa: “vogliamo prenderci tutte le cautele del caso” ha asserito Simonetti, aggiungendo poi come, passo dopo passo, anche tutte le difficoltà incontrate in fase di cantiere, siano state superate, a cominciare dalle problematicità che avrebbero potuto interessare la chiesa del Beato Serafino, posta propria nell’immediatezza dell’imbocco nord, lungo corso Bergamo a Chiuso.

Il presidente f.f. Simonetti e l'ing. De Michelis

“Anche a Calolzio, i lavori vanno avanti: abbiamo trovato un accordo con la Erc per demolire un magazzino di materiali potenzialmente pericolosi, ora allocati in altra sede, senza alcuna ripercussione sulla produzione aziendale, con una spesa minima. Un accordo questo  che mi permette di ricordare l’importanza di avere un Ente intermedio che si confronta direttamente sul territorio” ha sottolineato il presidente, strenuo sostenitore della necessità di mantenere le provincie (con le loro funzioni e le necessarie risorse). “Anche a Calolzio sono già finiti i campi prova” ha poi ripreso, affiancato dall’ingegner De Michelis e dall’ingegner Angelo Valsecchi, direttore dei lavori e responsabile unico del procedimento. “Non è una galleria facile” il commento del primo, subito “rincuorato” dal secondo che ha posto l’attenzione  sulla fattibilità dell’opera, con le dovute attenzioni.

A Calolzio, per esempio, il tappo di fondo del tunnel (la base che dovrà impedire il reflusso dell’acqua sottostante) avrà uno spessore di ben 9 metri che diventeranno 6 a Chiuso, proprio per evitare “spiacevoli inconvenienti” che potrebbero minare un’infrastruttura tanto attesa e, per ovvie ragioni, anche tanto “cara”. “Il Ministero ci deve erogare diversi milioni di euro” ha evidenziato infatti Simonetti, anticipando che a settembre si recherà a Roma, dopo un’ulteriore aggiornamento dello stato dei cantieri, doveroso anche nei confronti di chi si troverà ad amministrare la Provincia, nella sua nuova forma, dopo le elezioni fissate per il 12 ottobre.

Indicato dalla freccia l'arco del tunnel, sotto i buchi effettuati quali prove

Se dunque, come ammesso dall’ingegner De Michelis, ora “siamo nella fase più delicata”, il motore dell’opera è la passione del direttore dei lavori, del responsabile del procedimento e delle maestranze come ha concluso il presidente.
A.M.
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