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Scritto Martedì 12 luglio 2016 alle 13:55

Olginate: quando Santa Maria era centro culturale europeo grazie ai fratelli Podestà

Accademici e professori universitari italiani e tedeschi si sono ritrovati domenica al convento di Santa Maria La Vite a Olginate per ricordare i due fratelli Giuditta e Giuseppe Podestà.
Un'atmosfera frizzante, d'atri tempi, è tornata a riempire la grande Sala della Conchiglia. Lo stesso clima che proprio Giuditta Podestà -professoressa di Letterature Comparate in Germania, Spagna, Inghilterra, Irlanda e negli Stati Uniti d'America - era riuscita a creare intorno al complesso di Olginate, che aveva saputo trasformare in un luogo di incontri di intellettuali da tutto il mondo, un salotto di convegni e idee di livello internazionale.

Rita Marcon-Grothausmann, Dieter Rügge, Jutta Huntemann-Hintze e Giuseppe Leone

Una figura, quella di Giuditta, che è forse ancora poco conosciuta sul territorio ma che è stata davvero di primo piano nel panorama culturale del '900. E la riconferma, come dicevamo, è arrivata proprio domenica con la presenza di alcuni professori teutonici che sono voluti arrivare a Olginate per la presentazione del libro - scritto in italiano e in tedesco - "Giuditta e Giuseppe Podestà- Ricordi personali".
Un piccolo libretto per fare memoria di chi i due gemelli, anche e soprattutto dal punto di vista umano e personale.
E la presentazione non poteva che avvenire nell'ex convento che i Podestà restaurarono a proprio spese dal 1970 al 1983 e dove la professoressa fondò anche il Centro Internazionale di Studi Lombardi.

Giuseppe Podestà

"Nella Sala della Conchiglia si tenevano congressi di livello internazionale, che riunivano intellettuali da tutte le università del mondo. Giuditta era convinta che la letteratura potesse essere il collante per l'unione anche Politico dell'Europa, un'utopia che non ha smesso mai di coltivare, un tema su cui dobbiamo continuare a riflettere anche oggi vista la sua grande attualità" ha ricordato Giuseppe Leone, già animatore dell'associazione culturale Il Melabò.
Tra i primi a suggerire di raccogliere alcuni ricordi in quello che poi è diventato il libro, c'è stato in particolare Dieter Rügge, socio del associazione Santa Maria: "Nel 2001 venni qui a Olginate per il congresso "Quale anima per l'Europa Unita". Con Giuseppe e Giuditta trovammo un'intesa sulla necessità della formazione europea dei giovani che per tutti noi era il compito essenziale per il nostro futuro lavoro. Entrambi i fratelli avevano in particolare molte idee per azioni concrete e per lo sviluppo di Santa Maria La Vite in un centro europeo per la formazione dei giovani".

Giuseppe Podestà doveva la sua vita a un tedesco. Dopo l'8 settembre venne infatti imprigionato nel lager di Wietzendorf e arrivò l'ordine delle SS di sterminare tutti gli internati italiani richiusi. Il capitano Lohse si rifiutò però di eseguire il terribile comando e salvò così la vita a Giuseppe, venendo poi impiccato per aver disobbedito.
Tanti anche i ricordi di Giuditta che in Germania - essendo la prima direttrice dell'Istituto Italiano di Cultura di Wolfsburg - ha saputo lasciare un forte legame, un filo rosso che arriva diritto a Olginate.

"Mio marito ed io frequentavamo regolarmente le mostre, le letture, le manifestazioni musicali e le discussioni politiche che organizzava. Siamo stati molto impressionati dall'energia, dall'entusiasmo con il quale la professoressa realizzò la sua idea di far conoscere la cultura italiana in tutte le sue sfaccettature" ha sottolineato Jutta Huntemann-Hintze, insegnante nella città tedesca. "Più volte portai gruppi di miei studenti qui a Santa Maria: la nostra è una città molto moderna, industriale, sede della Volkswagen e fu perciò molto bello e molto diverso poter vivere in un edificio simile. Giuditta poi ci teneva delle vere e proprie lezioni sui luoghi che avremmo visitato".
Il nuovo libro sarà anche presentato all'Accademia Ligure di Scienze e Lettera a Genova e l'anno prossimo la Sala della Conchiglia tornerà ad ospitare un congresso internazionale dedicato ai 2 fratelli e incentrato sui temi centrali dello loro riflessione e attualità. Perché Olginate possa continuare a essere un epicentro di cultura, conosciuto anche all'estero proprio come lo era in passato.

"Siamo molto contenti di queste iniziative che riportano qui  il tema dell'internazionalizzazione della cultura, riscoprendo una figura di primissimo piano come è stata quella di Giuditta. Come Amministrazione non possiamo che favorire il lavoro dell'Associazione per valorizzare questa realtà" ha commentato l'assessore alla cultura D'Occhio Davide, presente al convegno.
P.V.
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