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Scritto Martedì 19 luglio 2016 alle 17:37

Lecco perduta/10: via Visconti, ''la porta'' verso la Valtellina

Via Azzone Visconti in una foto di 50 anni or sono
Via Azzone Visconti era la strada principale di collegamento dal Ponte Visconteo e passaggio obbligato del ”nodo” di traffico proveniente o diretto verso la Valtellina e la Valchiavenna. Il traffico veicolare da piazza Manzoni puntava sul lungolago verso la curva del ristorante Alberi. Il Ponte Vecchio di Azzone Visconti è stato l’unico ponte stradale di Lecco sino al 1955, quando venne inaugurato il Ponte Nuovo in fondo a via Leonardo da Vinci, nell’antica contrada Lazzaretto. Aveva un’importanza ancora maggiore lungo le rive dell’Adda, prima della costruzione, nei decenni di inizio secolo, dei ponti di Olginate e di Brivio. Dal “Visconteo” di Lecco c’erano trenta chilometri di riva per raggiungere a Paderno d’Adda l’imponente San Michele, ora ultracentenario. Per superare l’Adda, da sponda a sponda, si potevano trovare solo traghetti e natanti, da Olginate a Calolzio, da Brivio a Cisano.
    La via Azzone Visconti ha risentito nel suo sviluppo edilizio del traffico, del commercio, del movimento mercantile. Ha visto anche i binari del tram, della linea Lecco-Como che, transitando sul Ponte Azzone Visconti, aveva poi il capolinea in piazza Garibaldi. Il tram entrò in funzione nella primavera 1927 ed ha cessato, sostituito dai bus, a metà anni ’50.
    All’inizio del Novecento vi era il deposito dell’impresa Garbagnati, detto “Garbagnin”, che aveva l’incarico di manutenzione ghiaia delle strade. Nella stagione estiva si muoveva non solo ad inghiaiare, ma anche ad innaffiare contro la polvere, con la “Giorgia” dei cento rivoli a zampillo di fontanella. C’era il deposito legnami Bartesaghi, vicino al Ponte Vecchio. C’era un droghiere, Matteo Pozzi, detto “il Pigazzin”; aveva ricette utili alle fatiche di viandanti e di conducenti di carri. La più nota ricetta era detta “della Cavagnina”, dal nome della suocera del Pozzi che aveva inventato l’unguento miracoloso contro tanti malanni. Peccato che la ricetta sia stata smarrita.
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A.B.
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