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Scritto Giovedì 22 settembre 2016 alle 14:23

Lecco perduta/27: 50 anni fa la medaglia d’oro al lavoro lecchese

“Una “cattedrale” della Lecco industriale del Novecento:
l’Acciaieria Ferriera del Caleotto, demolita intorno al 1990
C’è una medaglia d’oro al lavoro lecchese, conferita dalla Camera di Commercio di Como nel 1966, quindi 50 anni or sono. La cerimonia si svolse presso il salone Don Rodrigo, in occasione della premiazione di 97 lavoratori e di 21 titolari di aziende individuali per la loro fedeltà al progresso economico. Era presente l’on. Giorgio Oliva, sottosegretario al Ministero Industria e Commercio. Intervennero il prefetto di Como, Giovanni Zecchino, il presidente della Camera di Commercio, Giovanni Scacchi, diversi parlamentari, fra i quali i lecchesi Angelo Bonaiti e Vittorio Calvetti, il comm. Amedeo Bonomelli, il sindaco di Lecco, Alessandro Rusconi, il prevosto mons. Enrico Assi, ed altri.
La motivazione della medaglia evidenzia che si trattava di un riconoscimento collettivo che “coinvolge lavoratori, operatori, imprenditori del lecchese, che hanno dato un determinante contributo al potenziamento dell’economia provinciale, nel quotidiano impegno di lavoro e di direzione aziendale”. Nella pergamena che la accompagnava si poteva leggere “La città di Lecco, ricca per tradizioni di civiche virtù, di chiaro nome nel campo dell’arte e della cultura, aperta ad ogni iniziativa di carattere sociale, intesa ad assicurare ai propri abitanti un miglior tenore di vita”, merita un significativo riconoscimento che si allarghi dalle maestranze agli imprenditori, validi capisaldi attorno al quale fermenti continui di vita operosa rappresentano sicure garanzie per un ulteriore efficiente sviluppo.
Le medaglia d’oro venne consegnata al sindaco di Lecco Alessandro Rusconi. Il primo cittadino rivolse un vivo ringraziamento al presidente Scacchi, ricordando l’aiuto dato dalla Camera di Commercio a Lecco, in numerose iniziative economiche e sociali. Il riconoscimento – disse Rusconi – era meritato da Lecco, dai suoi operatori, dai suoi lavoratori e “qualche merito – sottolineò Rusconi – ha avuto anche il Comune, che è intervenuto per soddisfare le aspirazioni dei cittadini, ma senza indulgere alla demagogia, mantenendo sempre il bilancio in equilibrio economico e finanziario”.
A nome dei premiati, ringraziò la Giunta Camerale l’imprenditore Giuseppe Possenti, titolare della storica omonima fonderia in località Galandra del quartiere Castello. Erano gli anni dove, pur volgendo al declino il boom economico, Lecco era chiamata la “Manchester del Lario” per le sue grandi industrie e per una miriade di piccole officine. E’ una medaglia che è stata forse dimenticata nell’ultimo mezzo secolo trascorso.
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A.B.
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