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Scritto Martedì 11 ottobre 2016 alle 08:39

Ospedale Manzoni: una settantina di pazienti sottoposti a terapie 'biologiche' per la cura della psoriasi. Nuove 'cure' in arrivo

Il dr. Fabrizio Fantini
Lo spettro delle possibilità di cura della psoriasi a breve si allargherà ulteriormente con l’introduzione di innovativi farmaci anche per bocca. A Lecco, in ogni caso, sono già tra i 70 e gli 80 i cittadini affetti da psoriasi in forma medio-grave in carico alla Dermatologia dell’Ospedale Manzoni trattati con le nuove terapie “biologiche”, ovvero prodotti – iniettabili – che agiscono a livello molecolare sui meccanismi infiammatori della patologia, “terapie particolarmente gradite ai pazienti – puntualizza il dr. Fabrizio Fantini, direttore alla Struttura – in quanto consentono un ottimo controllo della condizione cutanea con un minimo impegno”.
In pratica – con un minimo di conoscenza – sembrerebbe essere destinato a finire il tempo in cui ci si teneva “il fastidio” perché “l’aveva mio padre e prima ancora mio nonno, non c’è nulla da fare”.

Ma che cos'è la psoriasi?
Si tratta di una patologia infiammatoria cutanea, a decorso cronico-recidivante. Si presenta in molte forme, nella forma più comune con chiazze sulla pelle ricoperte da squame. Le cause non sono ancora completamente note. Intervengono infatti fattori genetici (il rischio di svilupparla aumenta di 10 volte se un familiare ne è affetto) ma anche fattori ambientali scatenanti (infezioni, fumo, abuso di alcool, stress, traumi…)

Quali sono le parti del corpo più “esposte”?

Più frequentemente si manifesta sui gomiti, sulle ginocchia o sul cuoio capelluto. Ma può estendersi anche in ogni altra sede ed in molti casi può avere un impatto invalidante sulla vita di relazione, anche se limitata ad alcuni punti: basti pensare alle mani, al volto, agli organi genitali…

Si tratta di una patologia particolarmente diffusa?
La prevalenza – ovvero il numero di persone complessivamente affette nella popolazione – è stimata tra il 2 ed il 3% nel mondo, con una maggiore frequenza tra coloro i quali hanno la pelle chiara. In Italia si ritiene sia intorno al 3%, con 2 milioni di affetti di cui circa 10.000 in provincia di Lecco.
L’incidenza – il numero di nuovi casi per anno – invece non è nota ma è stimabile intorno ai 50-60/100.000 persone/anno. E’ diffusa più o meno in ugual misura nei due sessi. Per quanto invece riguarda l’età, la malattia può insorgere sempre, soprattutto però tra i 20-30 anni e tra i 50-60 anni.
Nella maggior parte dei casi, comunque, si tratta di forme lievi, solo il 10% sono forme gravi (eritrodermiche o pustolose generalizzate). Negli ultimi anni, poi, si stano sempre meglio definendo le associazioni della psoriasi con altre malattie, tanto è vero che l’approccio di cura è sempre più multidisciplinare: da tempo è nota la connessione con l’artrite (in circa il 10% dei casi), si riscontra un aumento del rischio cardiovascolare nonché un'associazione con malattie infiammatorie intestinali (rettocolite e malattia di Crohn), con uveite e con ansietà/depressione.

Come viene tratta la psoriasi a Lecco?
La Dermatologia di Lecco è Centro Regionale di riferimento per la psoriasi: i pazienti vengono seguiti ambulatoriamente e, se necessario, in ricovero. Presso l’ambulatorio dedicato vengono visti – in due sedute settimanali – 12-14 pazienti la settimana, tra primi accessi e controlli. Vi accedono, tramite prenotazione, utenti con diagnosi di psoriasi provenienti da medici di medicina generale o specialisti. L’ambulatorio si occupa di confermare la diagnosi, dell’eventuale coordinamento con gli altri specialisti interessati e della gestione della terapia del caso. I pazienti con psoriasi lieve spesso sfuggono all’osservazione specialistica, venendo seguiti direttamente dal curante, con la classica terapia topica. Per quanto riguarda invece i pazienti con forme medio-gravi, che necessitano di terapia sistemica, sono ancora frequenti i casi di soggetti non a conoscenza della possibilità di nuove cure e rassegnati dunque a tenersi la psoriasi o a praticare esclusivamente lunghe e impegnative terapie locali. In realtà oggi si dispone di un ampio ventaglio di possibilità di cure, dalle tradizionali (immunomodulatori e fototerapia) alle nuove terapie “biologiche” che richiedono una somministrazione ogni 15-30 giorni o perfino una volta ogni tre mesi, consentendo un soddisfacente controllo della malattia.

Insomma, non sembrerebbe più necessario tirare avanti “incremandosi” dalla testa ai piedi con il vecchio preparato dei tempi della nonna. Tanto più che i professionisti della Dermatologia di Lecco sono attivi non solo in ospedale anche presso i presidi territoriali, con regolare attività ambulatoriale. La speranza e lo sforzo della struttura sono volti a riuscire ad estendere ulteriormente, in futuro, la presenza sul territorio al fine di informare e raggiungere il maggior numero di pazienti.
A.M.
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