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Scritto Lunedì 31 ottobre 2016 alle 08:05

341 donne si sono ammalate di tumore al seno, in provincia di Lecco, solo nel 2015

La dottoressa Carla Magni
“Una donna su 8 è destinata ad ammalarsi”
: questo il primo agghiacciante dato fornito dalla dottoressa Carla Magni, presidentessa – tra le altre cose - di FareSalute, associazione che, tramite la dottoressa Daniela Rossi e le sue aiutanti, presenti come sempre al “Bra Day”, fornisce, in un ventaglio più ampio di servizi, anche assistenza psicologica alle pazienti oncologiche. “In Italia nel corso del 2015 si sono registrati 48.000 nuovi casi di tumore al seno. In Lombardia, abbiamo 10.000 nuovi casi l’anno. Il 32% dei tumori femminili è proprio alla mammella. Tale patologia è dunque prima per incidenza ma anche per mortalità ma entrambi i parametri sono in miglioramento. In Italia, in particolare, la sopravvivenza è tra le più alte d’Europa” ha proseguito la chirurga, ricordando come ciò sia reso possibile dal miglioramento delle terapie e da una buona adesione ai programmi di screening proposti con la nostra provincia, in questo senso, prima in Lombardia. “341 donne nel 2015 si sono ammalate nel lecchese. 305 quelle curate presso le strutture dell’Asst. L’età media si sta abbassando ma questo è un tumore presente in tutto l’arco della vita” ha asserito, focalizzando poi l’attenzione su una serie di fattori con incidenza dimostrata sull’insorgenza della malattia. Dallo stile di vita, dunque, all’utilizzo della pillola anticoncezionale o alla scelta di sottoporsi a trattamenti ormonali per la menopausa - pratica quest’ultima “non più vista come il diavolo” ma a cui sottoporsi “per un numero limitato di anni e con trattamento personalizzato” – arrivando poi al delicato tasto della “famigliarità” e dell’ereditarietà del cancro, balzato agli onori della cronaca dopo la scelta di Angelina Jolie di sottoporsi a doppia mastectomia preventiva. “Bisogna distinguere il tumore in famiglia dal tumore ereditario che implica una mutazione genetica trasmessa. Quest’ultimo è molto raro nella popolazione. Di tutti i tumori, la mutazione genetica si riscontra solo nel 5% dei casi” ha spiegato la dottoressa Magni, ricordando come anche una soluzione radicale come quella per la quale ha optato l’ormai ex moglie di Brad Pitt, non azzeri il rischio.
La mammografia rappresenta l’esame diagnostico cardine: “è obbligatoria dai 40 anni, con intervallo personalizzato” ha detto la professionista ricordando come per una diagnosi precoce, prima di arrivare al traguardo degli “anta” siano fondamentali l’autopalpazione, per riscontrare eventuali anomalie già al tatto, una visita periodica dal senologo e un’ecografia a intervalli differenti a seconda delle caratteristiche stesse di ciascun seno. “L’obiettivo non è non ammalarsi ma arrivare – nel caso – a una diagnosi in fase sub-clinica. Qualora si percepisca un sintomo, il medico in caso di paziente under 35 deve prescrivere l’ecografia, oltre i 35 anni anche la mammografia” ha argomentato prima di passare allo step successivo: il trattamento della patologia, un trattamento – ha sottolineato – assolutamente personalizzato e multidisciplinare che, all’interno della nostra Asst coinvolge – in egual misura al Manzoni e al Mandic – la medesima squadra che si muove sui due presidi e settimanalmente si riunisce per condividere e coordinare le scelte che riguardano l’evoluzione della cura di ciascuna delle pazienti in carico, in ottemperanza alla richiesta – partita direttamente dalle donne – di “armonia” nel percorso che ha portato negli anni alla nascita delle Brest Unit. “Tutte le figure professionali devono andare a braccetto. La squadra, nella nostra realtà, offre a Lecco quanto a Merate, le stesse possibilità di cura” ha assicurato, in conclusione, il camice bianco.
A.M.
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