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Scritto Lunedì 31 ottobre 2016 alle 08:09

'Guardandomi allo specchio il difetto che vedo è...la cellulite'. Parola di donna operata per tumore al seno. Tutte le tecniche

Il lavoro paga. Se lo spirito è rimasto quello della prima edizione ed a animare gli organizzatori è sempre la stessa volontà di informare, senza salire in cattedra ma dialogando coralmente, in un clima “famigliare”, con le partecipanti e i loro accompagnatori, il terzo “Bra Day” ha fatto registrare quest’anno un’impennata di presenze: l’aula bianca al pianterreno della palazzina amministrativa dell’ospedale Manzoni di Lecco mercoledì sera “brulicava”. Qualcuno è dovuto perfino rimanere pazientemente in piedi. Una bella soddisfazione per il dr. Tommaso Guzzetti, unico chirurgo plastico in servizio presso l’Asst, primo a portare nel capoluogo manzoniano la celebrazione della “Giornata Internazionale per la consapevolezza sulla ricostruzione mammaria e la divulgazione, presso la popolazione femminile, delle diverse tecniche di chirurgia ricostruttiva”, già promossa in una decina di Paesi del mondo.

Il pubblico presente in sala

Il silenzio, in sala, è calato solo quando la dottoressa Carla Magni ha preso il microfono, aprendo i lavori. Alla stimata responsabile della Brest Unit aziendale, l’unità multidisciplinare che raggruppa tutti gli specialisti che gravitano attorno ad una donna con tumore al seno, il compito di dare una dimensione alla problematica oggetto dell’incontro prima di cedere la parola a una collega oncologa e al dr. Guzzetti stesso, chiamato ad andare al nocciolo illustrando come sia ormai possibile cucire l’abito più adatto a ciascuna paziente, scegliendo – fuor di metafora - tra un variegato campionario di soluzioni e personalizzando così la ricostruzione che, all’interno dell’Asst di Lecco, al Manzoni e al Mandic, nel 98% dei casi avviene in immediato, nella stessa seduta operatoria in cui si procede alla demolizione, oggi ridotta – per quanto possibile - al minimo. Dal concetto “meglio togliere tutto” – ha asserito infatti la dottoressa Magni – nel tempo, grazie anche al fondamentale apporto del professor Veronesi, si è passati ad una nuova filosofia “conservativa”. “La chirurgia platica, poi, ha cambiato l’approccio” ha aggiunto ricordando come uscire alla sala operatoria senza un organo legato alla propria femminilità sia un’esperienza devastante anche perché la “mancanza” rimane lì, davanti agli occhi, ad ogni doccia e ad ogni cambio di maglietta, preservando indelebilmente il ricordo della malattia.

L'oncologa Federica Villa e la chirurga Carla Magni

“La cura ha fatto passi da gigante” ha confermato anche la dottoressa Federica Villa, giovane oncologa dell’Asst, sintetizzando l’evoluzione dei farmaci a disposizione per fronteggiare il “brutto male”. “La malattia è diventata oggi più guaribile” ha asserito, ricordando anche come vi sia anche una “maggiore attenzione alla qualità della vita”, durante e dopo il trattamento, in termini di benessere psicologico, sociale, spirituale e fisico. Rifacendosi poi a una domanda abbastanza comune tra le pazienti con tumore al seno, la professionista ha rimarcato come la chirurgia ricostruttiva e dunque l’uso di protesi non comporti alcuna alterazione della storia della malattia, “non modifica la sopravvivenza”, “non interferisce” ha affermato con convinzione dando il la all’atteso intervento del dr. Guzzetti, anticipato da un momento musicale affidato a una “dicotomizzazione del Trio La Donna” – sempre presente al Bra Day, in formazioni differenti – con la signora Antonella e due giovani accompagnatori che hanno eseguito per il numero pubblico brani di Bach e Morricone.

Il trio che ha regalato un intermezzo musicale alla serata

Il dr.  Tommaso Guzzetti con una protesi tra le mani

“Le pazienti chiedono sempre di più e noi cerchiamo di accontentarle” ha asserito il chirurgo plastico, lanciandosi poi in una vivace presentazione delle tecniche che egli utilizza. Servendosi anche di immagini relative a operazioni da lui stesso portate a termine ha così iniziato la propria trattazione del metodo più tradizionale, quello dell’espansore mammario e dunque l’inserimento di un “palloncino” che piano piano viene poi sgonfiato per lasciare posto ad una protesi definitiva di gel di silicone, quasi indistruttibile. Presentata poi la soluzione con tessuto biologico, alloggiata subito, con metodica dunque one-step, sintetizzando anche in questo caso – come per tutti gli altri – vantaggi e svantaggi da ponderare su ogni singola donna, guidata dal chirurgo nella scelta migliore per ognuna ed introducendo, parlando simpaticamente di “panzerotto” la tecnica “Braxon” introdotta recentissimamente sia a Lecco che a Merate (per visualizzare l’articolo dedicato, clicca qui).
Passando così dalle tecniche che richiedono supporti “altri” alle metodologie eterologhe, il dottor Guzzetti si è soffermato sulla ricostruzione mammaria effettuata tramite il “prelievo” – con spostamento sottopelle – di muscoli dell’addome o del dorso dell’utente, sacrificando dunque un lembo per avere poi una mammella naturale che “invecchia con la paziente, senza dover essere sostituita” e quella realizzata invece servendosi della lipostrutturazione e dunque utilizzando il grasso della malata stessa  per ricostruire il seno oggetto dell’intervento chirurgico. Il tutto senza dimenticare la ricostruzione del capezzolo, un “dettaglio” a cui lo specialista ha ammesso di tenere particolarmente, quale ultimo atto verso quella normalità poi testimoniata da due pazienti, Martina e Silvia che hanno chiuso l’incontro, lasciando poi spazio al buffet gentilmente offerto per l’occasione.

Al centro, seconda da sinistra, la dottoressa Daniela Rossi e il dr. Guzzetti

“Attraverso degli amici ho conosciuto la dottoressa Magni e il dottor Guzzetti” ha detto la prima, la cui inflessione ha tradito la provenienza da fuori regione. “Mi hanno salvato la vita!” ha asserito, ricordando l’operazione – dalla quale “sono uscita con le mie tettine nuove” – come lo spartiacque della propria esistenza. “Ho cambiato pagina: dalla vita prima del tumore, al vivere 33 chemio e l’intervento, al dopo. Ora non mi ferma più nessuno!”.
“Sono stata operata un anno fa” ha esordito invece la seconda. “Dal punto di vista fisico e estetico non ho mai avuto problemi. Mi sono perfino lanciata con il paracadute e… la protesi non è scoppiata” ha dichiarato, riprendendo la battuta del chirurgo sul famigerato – impossibile – episodio che avrebbe avuto per protagonista Carmen Di Pietro. “Dopo l’intervento, mi sono vista molto simile a prima: guardandomi allo specchio, il difetto che vedo è… la cellulite”. Una bella soddisfazione, non c’è altro da aggiungere, per il dottor Guzzetti.
A.M.
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