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Scritto Giovedì 03 novembre 2016 alle 16:11

PreSST della Valsassina, firmato l’accordo per il primo presidio socio sanitario lombardo

Nascerà in Valsassina il primo Presidio Socio Sanitario Territoriale (PreSST) della Lombardia, un luogo che diventerà punto di riferimento (ed esempio da esportare in altre aree regionali) per l’erogazione dei servizi al cittadino, caratterizzata da un’integrazione sempre maggiore tra i sistemi sanitario, socio sanitario e sociale in modo da garantire un percorso di assistenza adeguato ai singoli bisogni, caratterizzato da continuità e appropriatezza di cura.

L'assessore regionale Giulio Gallera firma il documento d'intesa

Nella mattinata di oggi, giovedì 3 novembre, l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera ha raggiunto il presidio sanitario di Introbio, teatro della sottoscrizione del documento di intesa alla base della futura attività del PreSST. La sua attivazione, perseguendo le linee guida della Legge Regionale 23/2015, costituisce una vera e propria “rivoluzione culturale”, come spiegato da alcuni dei firmatari, che mette al centro la persona con una “presa in carico” a 360 gradi. Per la prima volta protagonisti di una collaborazione attiva sono sia soggetti “programmatori” (Ats e Consiglio di Rappresentanza dei sindaci) che erogatori di servizi (medici di medicina generale, Asst, Federfarma e Servizi sociali territoriali).

L’importante traguardo, salutato con gioia dal sindaco di Introbio Adriano Airoldi, è significativo proprio perché segna un legame stretto con il territorio, proponendo un modello organizzativo che consentirà di aggiungere nuovi servizi a quelli già esistenti.

L'arrivo dell'assessore a Introbio

“Grazie ad una pluralità di soggetti che lavorano insieme, da oggi a marzo 2017 sarà attivata una start up” ha spiegato il direttore Ats della Brianza Massimo Giupponi, che ha introdotto gli interventi dei presenti a partire dai presidenti dei Consigli di rappresentanza dei sindaci lecchese e monzese Riccardo Mariani e Maria Antonia Molteni, prossimi a nuove elezioni e ad una unione che si rifarà alla suddivisione territoriale dell’Ats. “Il PreSST costituisce il perno dell’integrazione tra il sistema socio sanitario e sociale, una sperimentazione che ci ha messo alla prova sugli obiettivi indicati dalla normativa regionale” ha spiegato Mariani, sottolineando come la tradizione e il Know how del territorio lecchese abbia saputo evolversi in questa direzione. “Il consiglio di rappresentanza insieme a Monza faciliterà il coinvolgimento degli enti locali, ed è importante che il primo esempio nasca in Valsassina, un territorio che ha già messo in campo molto. Con questo atto si promuove un cambiamento culturale, la tradizione del territorio lecchese lo rende protagonista di una stagione che si pone come obiettivo quello di rispondere a nuovi bisogni”.

I sottoscrittori dell'intesa

Aspetti ribaditi dal presidente del consiglio di rappresentanza dei sindaci del territorio monzese, che ha sottolineato come l’obiettivo comune sia quello di garantire un intervento sempre più efficace per la presa in carico di patologie e fragilità.
A partire dai medici di medicina generale, a stretto contatto con i pazienti e che proprio nel distretto di Introbio, dal mese di giugno, si sono organizzati in modo da garantire la presenza costante – tutti i giorni della settimana e il sabato mattina – a servizio della popolazione. “Con il Presst sarà possibile aggiungere servizi aggiuntivi come la gestione diretta del centro prelievi, e un front office unico in modo che la persona non si perda tra un ufficio e l’altro insieme al suo bisogno” ha spiegato Libero Tamagnini, coordinatore di Medicina di rete Valsassina. “Queste scelte hanno come obiettivo il miglioramento della sanità del nostro territorio. Ci siamo non soltanto per fare, ma per essere parte attiva del cambiamento”.

Il direttore generale dell’Asst Lecco Stefano Manfredi, sottolineando come al di là di sigle e definizioni tecniche al cittadino interessi ciò che gli viene offerto, ha parlato del Presst come di una risposta concreta fatta di servizi, destinati ad intercettare bisogni. Il tutto in un’ottica non di maggiori costi, bensì di guadagno. Se una persona trova sul territorio le risposte che sta cercando, ad esempio, non sarà costretto a rivolgersi al Pronto soccorso.

Cristina Bartesaghi, Maria Antonia Molteni, Riccardo Mariani

Proprio grazie alla capacità di associarsi che hanno dimostrato i protagonisti del territorio, come spiegato dal Presidente dell’ambito territoriale di Bellano nonché sindaco di Abbadia Lariana Cristina Bartesaghi, è stato possibile trasformare le debolezze territoriali in una potenzialità unica in Lombardia. Un progetto che coinvolge anche le farmacie (9 quelle presenti in Valsassina, cui si aggiungono dispensari), sempre più “sociali” cioè parte attiva nell’assistenza puntuale agli utenti, come raccontato dal presidente Federfarma Lecco Andrea Braguti.

Massimo Giupponi direttore Ats Brianza, l'assessore Giulio Gallera, il direttore generale Asst Stefano Manfredi

Presenti anche il dottor Pierfranco Ravizza, presidente dell’Ordine de medici lecchesi, che ha garantito piena collaborazione, e Cristina Tentori responsabile Ipasvi, che ha citato l’“infermiere di famiglia” come una delle funzioni territoriali di prossimo sviluppo, in un’ottica di prossimità al cittadino evidenziata anche dalla referente regionale di Cittadinanza Attiva Paola Pelliciari.

Il sindaco di Introbio Adriano Airoldi, il dottor Libero Tamagnini, il presidente Federfarma Andrea Braguti

L’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera ha espresso “orgoglio” per la realtà che in Valsassina nascerà grazie all’idea condivisa che lavorando insieme si può affrontare la sfida che pone al centro il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. “Amministratori locali, medici e farmacisti hanno capito che il tema non è la riforma fatta dalla Regione, ma che il cambiamento d’epoca è in atto, e forse siamo sulla strada giusta. Prima il sistema sanitario era ospedalocentrico, con strutture costruite ad hoc per la cura delle acuzie, mentre i medici di medicina generale operavano in modo autonomo e individuale, e i Comuni si dibattevano tra difficoltà e problematiche sul fronte assistenziale. Oggi il mondo è cambiato, ed è necessario costruire una risposta ai nuovi bisogni di chi vive per molto tempo con una malattia che necessita di cure continue. Oggi diamo il via  qualcosa di innovativo, è la plastica dimostrazione di come la riforma possa attuarsi, anche in un territorio come questo lontano dai grandi presidi ospedalieri, grazie a persone pronte a mettersi in gioco e fare squadra”.


Pierfranco Ravizza, Cristina Tentori, Paola Pelliciari

I cittadini potranno quindi divenire i destinatari di una presa in carico non più settoriale, in un sistema che prevede anche la presenza del’assistente sociale. Nel 2017 le prenotazioni di prestazioni specialistiche saranno gestite anche dai medici di medicina generale, in una integrazione con le altre attività sanitarie, socio sanitarie e sociali che porterà ad una risposta più efficace ai bisogni dei singoli.
R.R.
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