Questo sito usa cookie per offrire una migliore esperienza. Procedendo con la navigazione, acconsenti ad usare i nostri cookie. Maggiori informazioni | Chiudi
  • Sei il visitatore n° 23.308.500
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Sabato 19 novembre 2016 alle 18:45

Vendemmia: la vicenda della gara ''Teleospedale'' narrata da una prospettiva diversa, in Aula l'esame della dott. Clementi

Cristina Clementi
Ha tenuto testa al pubblico ministero dimostrando competenza professionale e al contempo la determinazione di chi, sotto processo, potendo interloquire con il proprio accusatore, non ha intenzione di soccombere ma di restituire - punto per punto - pan per focaccia, argomentando e arrivando perfino a esemplificare pur di dimostrare non solo la propria estraneità ai fatti oggetto del procedimento ma anche la buona fede che ha guidato ogni mossa, dal semplice invio di una mail alla scelta di cambiare procedura, ritirando un bando di gara e proponendone dunque un altro. La dottoressa Cristina Clementi, meratese, classe 1966, giovedì pomeriggio, al cospetto del collegio giudicante della decima sezione penale del Tribunale di Milano, rendendo esame, a denti stretti, ha strenuamente provato a convincere il sostituto procuratore Eugenio Fusco della propria innocenza, guidandolo in un'interpretazione degli accadimenti che l'hanno trascinata a giudizio, differente rispetto a quella proposta - all'esito dell'attività investigativa - dagli uomini della Digos di Lecco, titolari dell'indagine balzata agli onori della cronaca con l'etichetta "Vendemmia".
A processo ormai in dirittura d'arrivo - dopo l'escussione di buona parte degli imputati, compresi il meratese Luca Stucchi e il lecchese Giulio Boscagli, a gennaio sarà il turno dell'ex dg della Sanità lombarda Carlo Lucchina, ultimo della lista prima che la parola passi al PM per la requisitoria finale - la vicenda è ormai stata sviscerata in ogni sua sfaccettatura. Cristina Clementi - implicata, stando al quadro accusatorio, esclusivamente nel "capitolo Vimercate", a sé stante rispetto al "capitolo Mantova" parte del medesimo fascicolo - è chiamata a rispondere in concorso con altri di turbativa d'asta in relazione al progetto Teleospedale. Nello specifico, alla professionista, quale allora - siamo a cavallo tra il 2009 e il 2010 -  direttore dell'Ufficio Approvvigionamenti dell'Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate nonché responsabile del procedimento e presidente della commissione giudicatrice della gara riguardante il "sistema Tv outdoor" viene contestato di aver concordato con un "concorrente" - la Multimedia Hospital di Bruno Della Negra e del conte Alberto Uva - tutti gli atti preparatori all'indizione della gara stessa, adattandoli alle caratteristiche proprie della società dell'imprenditore piemontese e del "nobile" di Missaglia, già usciti di scena patteggiando e già sentiti, nel corso del processo, dunque,  quali semplici testimoni. Alla meratese, viene poi addebitato l'aver annullato "il bando indetto con delibera n. 881 anziché assecondare le richieste pervenute dall'Assessorato Sanità Regione Lombardia, di procedere alla riapertura dei termini di partecipazione (intervenuta a seguito della mozione di minoranza presentata in consiglio regionale da Stefano Zamponi dell'Italia dei Valori) e, contestualmente, di bandire una nuova gara, modificando la procedura in favore della MMH...".
Il Pm Eugenio Fusco
Quanto al primo aspetto, ancora una volta, il dr. Fusco ha basato la propria disanima sullo scambio di mail intercorso tra la dottoressa Clementi e i referenti della Multimedia, chiedendo conto all'imputata di ogni file ricevuto o inviato. Riassumendo, la donna ha spiegato di essere stata messa a conoscenza dell'idea alla base del progetto - "valido secondo loro" - dal direttore generale e dal direttore amministrativa d'azienda, non avendo mai avuto a che fare prima di allora direttamente con Uva e conoscendo Della Negra solo come uno dei fornitori dell'Ao. "Dovevo valutare se fosse sostenibile o meno" ha detto, ricordando come, da responsabile dell'Ufficio approvvigionamenti, il suo operato dipendesse dalla direzione strategica aziendale e di come dunque anche la prima richiesta di materiale avanzata al titolare della MMH in data 3 febbraio 2009 nascesse dal confronto con la d.a. Patrizia Pedrotti (indagata nella fase iniziale dell'inchiesta ma non arrivata a processo) indicata a più riprese, nel corso dell'esame, quale "riferimento" per il Teleospedale in quanto "né io né Amigoni, credo, avessimo preparazione specifica" mentre invece la dottoressa in una passata esperienza lavorativa si era occupata proprio di comunicazione. Negato anche di aver ricevuto, sempre da Bruno Della Negra, il capitolato di gara: "è il progetto, siamo ancora nella fase di studio" ha detto infatti l'interrogata in relazione a una mail del 15 maggio. "Se un primario mi chiede una risonanza magnetica 3T, io chiedo a Philips. L'unico modo per acquisire conoscenza è sentire il mercato. Soprattutto per una cosa assolutamente innovativa. Altrimenti si tirano giù i capitolati da internet: se uno ha fatto la ruota, copio la ruota da quello lì. Non mi metto io a reinventare la ruota" ha asserito, mandando in scacco, il PM. "Il fornitore può propormi qualsiasi cosa, io prendo quello che mi serve" ha aggiunto, mantenendo il gioco, proseguendo con l'analisi della mail successiva - tra quelle selezionate dalla pubblica accusa - relativa secondo il dr. Fusco a un'altra versione (la 18) del capitolato e secondo lei, invece, all'ennesima versione del progetto inoltratole da Della Negra. "Non ho mai prestato più di tanta attenzione a queste note. Mi documentavo, verificavo i requisiti e sulla base delle informazioni ottenute, andavo a fare il capitolato e le regole" ha sottolineato, ribattendo a tono anche in relazione a altri aspetti per poi cadere però - forse per colpa della fretta di allontanare da sé il "sospetto" - su un dettaglio marginare rispetto al quadro della vicenda. Quando il pubblico ministero, in una "pausa" tra la prima e la seconda delle articolazioni del capo d'imputazione, le ha mostrato l'elenco degli invitati all'ormai famoso party offerto da Uva a Villa Marzorati alla presenza di gran parte dei dg delle diverse Aziende ospedaliere lombarde, la dottoressa Clementi non solo ha affermato di non esserci stata ma ha anche evidenziato come sul foglio Uva avesse scritto Cristina Clemente. Invitata ad andare oltre alla lettera sbagliata, ha sbottato chiedendo al Pm se si riconoscesse in "Eugenio Fusca". Un passo falso. Il magistrato l'ha infatti pregata di leggere la "specifica" inserita dal padrone di casa: la sua carica all'Ao di Vimercate.
Il 'vecchio' ospedale di Vimercate, treatro della vicenda
Riaperta la partita si è passati al più sostanzioso passaggio della riproposizione del bando. Alle orecchie di profani in materia, è risultata decisamente lineare la spiegazione dell'accaduto resa dalla responsabile dell'Ufficio Approvvigionamenti. Andiamo per punti. Un consigliere regionale evidenzia come la prima gara sia stata indetta in periodo estivo, con pubblicazione dell'avviso, in Gazzetta, il 28 agosto 2009. Vuole dunque la riapertura dei termini, garantendo adeguate ed idonee forme di pubblicità. Regione Lombardia, per poter rispondere all'interrogazione, chiede conto dell'accaduto a Vimercate. La direzione amministrativa - ha sostenuto l'imputata - si dice pronta ad assecondare la richiesta ma, da tecnica, per evitare un precedente che avrebbe portato poi a doversi piegare alle pressioni di "qualunque politico che si fosse svegliato per aiutare il fornitore appoggiato", riaprendo una gara alla quale tre concorrenti avevano comunque partecipato, con uno - MMH - risultato titolare dei requisiti necessari, è lei a proporre di ritirare il bando e uscire con una nuova gara - questa volta in forma aperta - per poter allargare ulteriormente lo spettro dei possibili interessati, ripubblicando il tutto per 50 giorni, un lasso di tempo più ampio del precedente e rispondente così alle richieste del consigliere Zamponi. "Una modalità - quest'ultima - condivisa con la Regione che tramite il proprio avvocato ha dato suggerimenti poi acquisiti" ha dichiarato la dottoressa Clementi, pronta poi ad ammettere che sì, effettivamente, la seconda volta ha partecipato solo la Multimedia. "Non lo potevo sapere" ha però sostenuto, ritenendo che ci potesse essere una diversa risposta da parte del mercato.
Attese, non sono mancate le domande sul cocktail elettorale promosso in favore di Boscagli ("abbiamo prestato la mia casa che è un bed&breakfast ma lo ha organizzato la sezione del partito") e sulle ormai arcinote regalie, dalla penna alla borsa. Come già una propria collaboratrice, la referente dell'Ufficio acquisti ha ricordato di aver sempre messo a disposizione dei propri sottoposti quanto le veniva indirizzato, giudicando "fuori luogo e inappropriato" il dono a marchio Prada consegnatole a gara espletata da Uva, nel giugno 2010. "Ho detto subito che era un regalo che non doveva essere accettato" ha confermato, ricordando di aver portato la busta bianca, ancora sigillata, a casa propria solo nel mese di ottobre, dopo che la stessa era rimasta per mesi in archivio, in occasione dell'avvio delle operazione di trasloco verso la nuova sede ospedaliera "a petalo". "L'avete trovata in cucina ancora impacchettata" ha rammentato, rivolgendosi forse all'ufficiale di polizia giudiziaria più che al Pm. "Come funzionario mi sono comportata più che correttamente, a tutela dell'Ufficio e mia".
Poche - e solo a precisazione - le domande poste dall'avvocato Marcello Perillo, suo difensore.
Il processo riprenderà il 18 gennaio: al banco siederà Carlo Lucchina.
Articoli correlati:
30.06.2016 - Vendemmia: dinnanzi agli stessi giudici del processo per le spese pazze Boscagli si smarca da Stucchi, Uva e...cognato
30.06.2016 - Vendemmia: ''non ero nemmeno favorevole a avere il broker''. In Aula la parola al meratese Stucchi, dalla Dc al posto da Dg
14.05.2016 - Vendemmia: ficcante deposizione di una collaboratrice della dottoressa Clementi. In Aula anche tre manager della Sanità
01.04.2016 - Vendemmia: quando Stucchi disse 'ho uno stop dal 30esimo'. Uva racconta la vicenda brokeraggio. 'Boscagli? Ininfluente'
12.03.2016 - Vendemmia: al processo la prima parte della testimonianza sul ''Teleospedale'' del faccendiere missagliese Alberto Uva
22.01.2016 - Vendemmia, dopo il patteggiamento Della Negra racconta la sua verità: ''non abbiamo turbato la gara per il Progetto TV''
18.11.2015 - 'Vendemmia', la parola alle difese per il controesame di Nera. Su Luca Stucchi: 'non era il vaso di coccio tra i vasi di ferro'
21.10.2015 - Vendemmia: in aula la vicenda del brokeraggio assicurativo per l'Ao di Mantova. L'attenzione sul dg Luca Stucchi, tra Uva e 'la politica'
25.09.2015 - Vendemmia: tra la questione Vimercate e il caso Mantova, 'appendice' sul dott. Rasetti
03.07.2015 - Vendemmia: gli atti della gara per il Teleospedale predisposti dalla società in corsa, lo proverebbe un fitto scambio di mail
28.05.2015 - Vendemmia: decriptati, i diari del conte Uva sono le 'scatole nere' del processo. Tra le annotazioni, l'incontro con Salvini
28.05.2015 - Vendemmia: il sostituto commissario Nera (Digos) 1° teste al processo sugli appalti pilotati negli ospedali, 'avviato' da Galli
26.03.2015 - Vendemmia: al processo sugli appalti pilotati negli ospedali dichiarate 'inutilizzabili' le intercettazioni disposte da Lecco
04.11.2014 - 'Operazione Vendemmia': il processo resta a Milano, i primi testi escussi in avvio 2015
18.09.2014 - Operazione Vendemmia: per l’inchiesta sugli appalti pilotati negli ospedali, i legali sollevano l’incompetenza territoriale
28.05.2014 - Operazione "Vendemmia": 10 rinvii a giudizio per gli appalti teleospedale e brokeraggio nelle A.O. Vimercate e Mantova
A.M.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco