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Scritto Sabato 10 dicembre 2016 alle 10:20

Lecco perduta/42: il gasometro che non c’è più da quasi vent’anni

La torre serbatoio che c’era in via Fiandra
Il colossale gasometro serbatoio di via Fiandra-via Besonda, in quartiere Caleotto, non c’è più. Tutto si è rinnovato, così il polmone di riferimento per la rete di distribuzione di gas metano, ritenuto all’avanguardia nei anni ’60 del Novecento, è apparso superato. E’ stato demolito e “qualcosa” è venuto a mancare per coloro che transitano nella zona. Non poteva passare inosservato un serbatoio torre di quasi 30 metri: era un riferimento nella viabilità cittadina.
    Era stato costruito quando via Fiandra era ancora un serpeggiante e sterrato tracciato tra ampi prati verso gli insediamenti rurali di Besonda Inferiore e Superiore, fattorie “campestri” d’altri tempi. E’ stata proprio la nuova sede dell’azienda del gas municipalizzato a realizzare la via Fiandra come ampia arteria asfaltata in mezzo ancora a zone campestri. Il tracciato verso il quartiere Belledo piegava in precedenza alla Petrolcarbo, arrivando al Caleotto, per via Marconi, passando davanti al complesso dell’istituto tecnico industriale Badoni, già sede di ospedale militare negli anni 1943/1945.
Il serbatoio del metano era stato costruito dalla Forni ed Impianti Industriali, nel suo vasto complesso cancellato alla Giazzera di corso Promessi Sposi, in quartiere Acquate, dove ora si trova il palazzo di Giustizia “sfollato” temporaneamente dalla sede storica di via Cornelio. Era formato da cilindri sovrapposti, che salivano a spirale, quasi ad elica. Era costruito con lamiere di acciaio calandrato, passato tra rulli per assumere forma semicircolare. Un serbatoio che avviò l’urbanizzazione dell’ultima vasta area verde che Lecco presentava alla periferia della città, negli anni ’60, tra Caleotto, Pescarenico e Belledo, sino a via Pergola, non dimenticata estensione di vigneti.
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A.B.
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