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Scritto Domenica 08 gennaio 2017 alle 16:13

Due Mani: nelle immagini del Cai Ballabio le conseguenze dell’incendio, rifugi risparmiati

Giro di ricognizione nella mattinata di oggi, domenica 8 gennaio, per il presidente del Cai Ballabio Giuseppe Orlandi detto “Calumer” e il consigliere Marco Anemoli, che si sono avventurati sul monte Due Mani per valutare la situazione in seguito allo spegnimento dell'incendio che per due giorni ha devastato la vegetazione in quota.

I due uomini, entrambi volontari della XIX Delegazione Lariana del Soccorso Alpino, sono partiti da Ballabio dove si sono sincerati delle condizioni della baita in gestione al Cai in località Bongio, che fortunatamente non è stata toccata dalle fiamme, per poi salire al Bivacco Emanuela, che si è salvato grazie all'erba tagliata.
Il giro è proseguito sul sentiero delle creste fino alla croce del Due Mani, il cui bivacco è stato anch'esso risparmiato dal fuoco, per poi scendere verso località Gera e la Baita del Peppo.

“A causa del vento il fuoco è avanzato a macchie, risparmiando i bivacchi. Non abbiamo riscontrato alcun danno alle strutture, e anche le baite di Olino si sono salvate. L'incendio è partito dalla ferrata che sale alla vetta del Due Mani, in prossimità della strada per Morterone, è salito da dietro e poi è scollinato passando sul versante di Ballabio” ha spiegato Marco Anemoli. “Ad andare a fuoco sono state soprattutto le sterpaglie, e così i sentieri adesso si stagliano nitidi sulla terra bruciata; sono stati invece pochi gli alberi interessati dalle fiamme. Da quanto abbiamo potuto constatare i danni alla vegetazione non sono irreparabili e già da primavera l'erba dovrebbe cominciare a ricrescere: d'altronde già in passato i boscaioli davano fuoco al sottobosco per liberarsi delle sterpaglie e tenere i sentieri in ordine”.
Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):

Il monte Due Mani sembra così avviarsi verso un naturale “recupero”. Unico neo i camosci, che solitamente affollavano in gran numero la zona vicino alla cima: “ne abbiamo incontrato solo uno lungo tutto il percorso. D'altro canto però non abbiamo trovato alcuna carcassa, quindi è probabile che si siano spostati allontanandosi dalle fiamme”.
E.T.
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