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Scritto Domenica 08 gennaio 2017 alle 16:15

''Ecco come è stato spento l'incendio sul monte Due Mani'': Il racconto di 2 giorni di lotta contro il rogo degli uomini dell'AIB

Ripercorriamo due giorni di "battaglia" contro le fiamme che hanno divorato almeno 200 ettari di terreno sul Monte Due Mani con il dottor Renato Corti, funzionario del Gruppo Anticendio Boschivo (AIB) della Comunità Montana Lario Orientale e Val San Martino, che ha coordinato i lavori di spegnimento.

L'allarme è stato dato intorno alle 11.30 della mattinata dell'Epifania. Il rogo è partito dal versante di Morterone, con ogni probabilità dalla strada e ha iniziato a risalire velocemente la montagna.
"Si tratta di una zona molto complessa dal punto di vista orogafico: tra gli scenari peggiori dove poter operare perché le zone raggiungibili via terra sono limitate" ha spiegato Corti. "L'incendio si è sviluppato in modo rapido: la zona è ripida e con una vegetazione che brucia velocemente, per questo abbiamo subito capito che era una situazione particolarmente problematica, che richiedeva un intervento massiccio". Immediatamente la macchina dell'AIB si è subito messa in moto.

Ai Piani d'Erna - al rifugio Marchett - è stato creato il centro da dove il funzionario ha seguito e coordinato tutte le operazioni di spegnimento. Si tratta di un perfetto punto di osservazione, tanto che proprio i gestori sono stati tra i primissimi a lanciare l'allarme. Nelle vicinanze si trova inoltre una delle vasche di approvvigionamento idrico utilizzate dai 2 elicotteri regionali impiegati. Altre due riserve idriche sono state allestite dai volontari a Ballabio.  Una vasca del Gruppo Anticendio Boschivo della Comunità Montana che viene generalmente custodita proprio in paese, presso la sede degli Alpini e che dunque è stata predisposta in poco tempo mentre l'altra nella zona del cimitero.

"Sono state utilizzate dagli elicotteri. Quella in Erna, essendo in quota, è risultata utilissima e l'abbiamo sfruttata moltissimo" ha continuato ancora Corti. "E' importante inoltre sottolineare il lavoro che c'è dietro a questo procedimento: la manutenzione, l'allestimento, l'approvvigionamento idrico, l'utilizzo in modo efficace e così via non si improvvisano, ma sono il frutto di un grande impegno che coinvolge i volontari, la Comunità Montana e le istituzioni".
Una quarta vasca è stata allestita anche dalla Comunità Montana della Valsassina nella zona della Culmine di San Pietro ma l'utilizzo non si è reso necessario.
Oltre agli elicotteri, fin dal primo giorno è stato richiesto l'intervento dei due Canadair arrivati da Genova e da Roma Ciampino che hanno fatto la spola tra il Due Mani e il lago, cercando di arginare le fiamme.

"Lo sviluppo dell'incendio sul versante di Morterone - complice il vento, il secco e il tipo di vegetazione - è stato impressionante. I 4 mezzi aerei in volo non sono bastati a contenerlo e le fiamme si sono allargate, coinvolgendo anche il versante verso Ballabio".
I sindaci hanno seguito l'evolversi della situazione, chiudendo la strada per Morterone dove si sono verificate scariche di sassi. "Nella notte tra l'Epifania e il 7 gennaio l'incendio ha continuato a muoversi scendendo verso Ballabio e non abbiamo sottovalutato la situazione. In paese erano presenti i Vigili del Fuoco pronti a intervenire nel caso ci fosse stato un pericolo per la popolazione e abbiamo inviato anche i nostri uomini con 3 mezzi: erano sul posto pronti a operare nel caso di bisogno ma fortunatamente non è stato necessario".
Una delle priorità è stata quella di evitare che le fiamme si avvicinassero ai tralicci dell'alta tensione dove peraltro i Canadair non avrebbero potuto operare. Per questo nella mattinata di sabato i mezzi aerei sono stati concentrati soprattutto sul versante di Ballabio, limitando prima e spegnendo poi le fiamme.

"Le difficoltà non sono mancate. In Erna nella notte tra venerdì e sabato abbiamo toccato i -10 gradi. Con conseguenze anche sulle vasche di acqua: i velivoli hanno avuto alcune difficoltà per la formazione di ghiaccio. Devo ringraziare tutti i piloti per il grande sforzo e per l'ottimo lavoro fatto: sono stati semplicemente eccezionali". Dopo due giorni di lavoro le fiamme sono state domate. Un evento che rimarrà a lungo nel ricordo dei lecchesi e dei ballabiesi, che sono rimasti con il naso all'insù a osservare la furia della natura divorare un'intera montagna. Un calcolo preciso non è ancora stato fatto, ma si stima che siano andati in fumo 200 ettari almeno di vegetazione.

"Ci tengo a ringraziare i volontari che hanno lavorato per tutto il tempo necessario, con dedizione e capacità" ha concluso Renato Corti. "Sono ogni volta sempre più sorpreso dalla loro disponibilità e professionalità. Hanno dimostrato un grandissimo attaccamento al loro territorio. Il mio lavoro è stato quello di coordinare il loro intervento: la nostra macchina ha funzionato e abbiamo affrontato l'incendio in una delle peggiori zone dove potesse svilupparsi".
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P.V.
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