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Scritto Lunedì 09 gennaio 2017 alle 11:28

Elezioni Provinciali: è già polemica tra Lega e Ncd. Simonetti: 'terremoto politico se avessimo corso insieme', Pasquini: 'tutta colpa di Nogara'

Flavio Polano con Antonio Pasquini. A destra Stefano Simonetti
L'ufficio elettorale centrale - dopo lo spoglio egregiamente gestito dai dipendenti comunali che "affinata la tecnica" hanno proceduto celermente alla conta dei voti - nel giro di qualche ora ufficializzerà il risultato.
Dai calcoli fatti seduta stante parrebbe però che Libertà e Autonomia, lista civica di centrodestra supportata da Lombardia Popolare-Ncd pur avendo corso senza alcun logo partitico, sia riuscita a superare, come già successo nella precedente tornata elettorale, la Lega Nord "in gara" a questo giro con Forza Italia e Fratelli d'Italia.
"C'è da chiedersi cosa sarebbe successo se fossimo riusciti a fare una lista unica con Ncd: un vero terremoto politico" ha affermato a caldo Stefano Simonetti che, sicuramente, rimarrà a Villa Locatelli, affiancato da uno o forse addirittura due compagni di viaggio.
"La miopia di Nogara ha impedito una alternanza in Provincia di Lecco. Ci confermiamo come il vero centrodestra degli amministratori" rincara la dose Antonio Pasquini, recordman di preferenze nei piccoli comuni sotto i 3.000 abitanti e nuovo titolare così di una poltrona in consiglio, probabilmente affiancato da Mattia Michele e da un terzo componente di Libertà e Autonomia. "Piaccia o non piaccia, il centrodestra lecchese rappresentato da Piazza, Nava, Signorelli e gli esponenti di Merate dimostra di avere un ampio e diffuso consenso sul territorio".
E mentre dunque a destra è già polemica, a sinistra c'è da registrare l'eslusione di La Nostra Provincia mentre Democrazia è partecipazione, per il rotto della cuffia, dovrebbe essere riuscita a confermare a Villa Locatelli Sergio Brambilla (alla scorsa tornata candidato con il Pd).
Il Partito Democratico parde così due poltrone in favore del centrodestra e una in favore della sinistra e esce dunque vincente (come da programma) ma di fatto sconfitto da questa consultazione elettorale con soli 5 rappresentanti, in minoranza rispetto alle "opposizioni" ( 3 Libertà e Autonomia, 3 Lega-Fi-FdI, 1 Democrazia è partecipazione)
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