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Scritto Lunedì 09 gennaio 2017 alle 17:05

Consiglio provinciale diviso a metà, 6 a 6. Il PD sconfitto alla ricerca dell’alleanza con NCD, banco di prova per le regionali

Le elezioni provinciali sono state la cartina di tornasole degli equilibri politici della Provincia.
Tra le pressoché indifferenza dei cittadini, i politici sono andati al voto e l’esito è quello di un Pd che ne esce sconfitto, o comunque alquanto malconcio rispetto a 2 anni fa.
Nell’ottobre 2014 la lista di centro-sinistra (si chiamava Provincia Insieme) conquistava 8 poltrone a Villa Locatelli. Oggi Pd e sinistre hanno corso separati: i democratici si sono così fermati a 5 seggi mentre la sinistra è riuscita a far eleggere – seppur per il rotto della cuffia – Sergio Brambilla, già sindaco di Valgreghentino, che 2 anni fa era risultato il più votato dagli amministratori del territorio.
Guadagna invece spazio il centro-destra.
Ncd/Area popolare (con la lista “Libertà e Autonomia”) ha confermato i consiglieri Micheli e Casaletto ma a loro si aggiunge Antonio Pasquini che con le armate dei piccoli comuni della Valsassina è riuscito a farsi spazio anche a Villa Locatelli.
Tre anche i consiglieri che saranno espressione di Lega – Forza Italia e Fratelli d’Italia: Stefano Simonetti, Claudia Ferrario ed Elena Zambetti.
Rispetto al 2014 il centrodestra può contare dunque su un maggior peso politico. Il centrosinistra ha perso due comuni importanti come Mandello del Lario e Colico, ma anche Brivio (dove l’intero consiglio comunale è espressione di diverse anime del centrodestra), Olgiate (dove comunque gli amministratori provengono da esperienze politiche molto diverse) e così via.
Certamente il centrodestra paga lo scotto di aver corso diviso. Le logiche nazionali hanno prevalso sugli interessi locali. Un errore di calcolo che è costato caro: se Ncd e Lega avessero corso uniti avrebbero potuto vincere.
E in tal caso c’è davvero da domandarsi cosa sarebbe successo in Consiglio provinciale. La Legge Delrio – pensata nella convinzione di una vittoria del Sì al referendum costituzionale – prevede che la durata del mandato del Presidente sia più lunga di quello del consiglio. Con la risicata vittoria del centrosinistra, solo per un soffio si è evitato di avere un presidente Pd e un consiglio provinciale in mano alla destra.
In ogni caso il risultato è quello di un consiglio spaccato a metà: 6 consiglieri a sinistra, 6 a destra, divisi in 4 liste.
Non sorprende, numeri alla mano, l’esclusione de “La nostra provincia” espressione di quei movimenti civici vicini ai Comitati, a partire da quelli per l’Acqua Pubblica e per i “Rifiuti Zero”.  Sensibilità che contano pochi amministratori eletti nei Comuni.
Qualche ragionamento possiamo provare a farlo anche sul voto degli amministratori del capoluogo: essendo l’unico comune sopra i 30.000 abitanti conosciamo la precisa distribuzione dei voti.
Sono 3 i consiglieri che non hanno partecipato al voto.
Il Partito Democratico – compatto nel votare “Provincia Insieme”, la lista di bandiera - ha tirato la volata a Luigi Comi che ha ottenuto 13 preferenze ed è riuscito a fare il suo ingresso nel consiglio di Villa Locatelli.
La lista “Provincia Insieme” – sostenuta dalla maggioranza – ha ottenuto 18 voti.
Le sorprese maggiori si sono però viste nel centrodestra. Quattro i voti ottenuti da Libertà Autonomia ovvero quelli dei consiglieri Filippo Boscagli e Laura Perossi (Ncd) e di Lorenzo Bodega e Pierluigi Lococciolo (Civica Bodega).
La lista di Lega-Forza Italia – Fdi invece ha totalizzato 6 voti.  Ovvero quelli di Alberto Negrini e dei 4 consiglieri leghisti. Il consigliere Tallarita (FI) tuttavia non è andato alle urne e dunque la lista di destra è riuscita a conquistare anche il voto di un consigliere della maggioranza.
Difficile dire chi sia il “responsabile”: siamo però pronti a scommettere che Ivano Donati ha appoggiato “La nostra Provincia” (il feeling con i Comitati non è mai stato nascosto) mentre Alberto Anghileri ha appoggiato il “suo” Sergio Brambilla. Qualcuno punta il dito su Dario Spreafico di Vivere Lecco che ultimamente ha espresso un certo malumore verso i suoi compagni di maggioranza, accusati di averlo isolato.
Il Pd dovrà costruire la maggioranza che ora non c’è: guarderà a sinistra e continuerà a camminare a braccetto con Sergio Brambilla o seguirà il modello romano e cercherà il sostegno del Nuovo Centro Destra?
Proprio a  Villa Locatelli potrebbero andare in scena le prove di governo e le alleanze in vista delle prossime votazioni in Regione.
Ora iniziano i veri giochi: quelli per ridare dignità e ruolo a una Provincia che è finita in un angolino , senza più soldi ne progettualità.
Paolo Valsecchi
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