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Scritto Lunedì 09 gennaio 2017 alle 19:41

Filippo Galbiati: i principi della riforma sanitaria sono corretti e la crisi ai PS lo conferma. In 6 mesi la geografia dei ''PreSST''

Un progetto serio, omogeneo e articolato per ambiti, per definire la geografia dei PreSST, i Presidi Socio Sanitari Territoriali, introdotti dalla nuova riforma sanitaria lombarda. E' il primo obiettivo che si è posto Filippo Galbiati, sindaco di Casatenovo, recentemente nominato alla guida del Distretto lecchese.
Luogo di accoglienza e di presa in carico per i malati cronici, le persone più fragili e gli anziani, il PreSST è concepito da Regione Lombardia quale primo passo per garantire un'adeguata assistenza extraospedaliera, e un cambio culturale che passa dalla cura al prendersi cura del paziente. Ed è quello che si intende attuare anche nel lecchese.

Filippo Galbiati, alla guida del Distretto dei sindaci lecchesi

''Vogliamo da subito interloquire con ATS e ASST - ha affermato Galbiati - e sotto la guida del Consiglio di Rappresentanza, proporre realmente un progetto distrettuale lecchese di PreSST, omogeneo ed articolato per ambiti. Certo ci vorrà tempo per l'attuazione, ma qualche idea ambiziosa il nostro territorio può e deve svilupparla: l'identità di Lecco su questi temi è già forte rispetto ad altri contesti lombardi e va valorizzata''.
I tempi non si preannunciano brevi, tuttavia il gruppo di lavoro guidato dal sindaco di Casatenovo si è dato quattro, massimo cinque mesi di tempo per elaborare una proposta di lavoro seria, che sia adeguata per il territorio e i tre Ambiti provinciali, definendo non soltanto la geografia dei PreSST, ma anche i servizi che ognuno di essi potrà offrire all'utenza, tenendo conto delle singole specificità.

Luca Picariello, vicepresidente del Distretto lecchese

''Sono abituato a lavorare per priorità. Ci siamo dati con Luca Picariello, vicepresidente, un primo obiettivo concreto che risponde ad una sollecitazione del consiglio di rappresentanza e che abbiamo condiviso con i colleghi Massimiliano Vivenzio di Merate e Riccardo Mariani di Lecco: definire nell'arco di qualche mese una geografia possibile dei PreSST sul territorio lecchese, che dovranno essere il luogo della continuità e dell'integrazione se sapremo lavorarci insieme. Abbiamo riunito prima di Natale i tre presidenti di Ambito, Bellano, Lecco, Merate, e chiesto loro di approfondire il tema con i sindaci dei rispettivi territori. Vogliamo delegare a loro questo percorso iniziale per valorizzare le singole specificità dei tre territori in un coordinamento che, questo sì, compete al Distretto. Dico subito che io lavorerò per il coordinamento e non la competizione degli Ambiti o dei relativi modelli gestionali. Il tutto deve essere fatto, per la nostra parte, d'intesa con ATS e ASST. Non nego che c'è grande fiducia nei direttori generali Massimo Giupponi e Stefano Manfredi, per come si sono mossi in questi mesi''.

                                                               Da sinistra il dottor Massimo Giupponi (direttore generale ATS Brianza)
                                                                         e il dottor Stefano Manfredi (direttore generale ASST Lecco)


Avviato, perlomeno sulla carta, quello di Introbio (primo Presidio socio sanitario territoriale di Lombardia), proprio per andare incontro alle esigenze di un territorio montano come la Valsassina, nell'ambito di Merate la strada è stata già tracciata per quel che concerne le strutture che dovrebbero sorgere a Casatenovo e Olgiate. Ma il progetto resta ancora in larga parte da scrivere, per dotare il territorio lecchese di strutture con profili differenti. Più sanitario laddove vi sia la necessità di affiancarsi all'attività del pronto soccorso per i codici minori, mentre dall'impronta socio-assistenziale in contesti diversi.

                                                     I presidenti dei tre distretti della provincia lecchese: da sinistra Paola Viganò (Lecco),
                                                                             Ferdinando De Giambattista (Bellano) e Adele Gatti (Merate)


''Da medico ospedaliero dell'urgenza - ha proseguito Galbiati - mi permetto di dire che i PreSST che dovranno avere una fisionomia più sanitaria dovranno essere quelli di Merate e Lecco, dove ci sono i dipartimenti di emergenza-urgenza e gli ospedali. Presidi che lavorino con continuità giornaliera e settimanale, in modo integrato con la parte prettamente ospedaliera, che garantiscano prestazioni per i codici minori con possibilità di accedere a servizi ospedalieri di base. I professionisti di medicina generale hanno secondo me una grande voglia di veder ridotti i loro impegni burocratici amministrativi che sono folli e recuperare tempo e risorse per il loro vero ruolo di prossimità al paziente che è importantissimo ed affascinante. Ho letto l'intervento sul vostro giornale del dottor Lovisari, che personalmente non conosco, ma l'ho trovato interessante e centrato sulle aggregazioni di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta''.

Il dottor Mauro Lovisari, ex direttore generale A.O. Lecco


Del resto, a detta di Galbiati, per attuare in maniera concreta la ''presa in carico'' del paziente, tra i principali ''leit-motiv'' della riforma sanitaria lombarda, le parole chiave sono due: integrazione sociosanitaria e continuità assistenziale. Sulla prima dovranno essere i sindaci a fare la propria parte, proponendosi con progettualità nuova. Sulla continuità assistenziale invece, il grosso dovranno farlo le ATS e ASST.
Un cambio di mentalità rispetto a quanto è stato fatto in negli ultimi vent'anni, con notevoli investimenti da parte di Regione Lombardia, in termini di risorse, per potenziare le strutture ospedaliere del territorio, puntando molto sulle alte specializzazioni. ''Questo ha fatto per certi versi molto bene, anche alla sanità pubblica che nella competizione si è rinnovata, garantisce alta qualità. Penso alle nuove tecnologie chirurgiche, all'interventistica mini-invasiva, alle reti oncologiche ed ematologiche, agli investimenti sul patrimonio immobiliare ospedaliero, all'imaging di alto livello. Abbiamo vere eccellenze anche a Lecco e Merate, non serve andare a Milano per avere il meglio'' ha aggiunto Galbiati, secondo il quale però, bisogna ora puntare sulla continuità assistenziale, ovviamente in presenza delle risorse economiche adeguate. Inevitabile un cenno alla situazione del pronto soccorso, che al Manzoni come al Mandic sono stati presi d'assalto in questo periodo segnato dalle festività natalizie, mostrando tutti i limiti di un'organizzazione in grado di andare ''in tilt'' a causa di una prevedibile epidemia influenzale.
''Paradossalmente i problemi di questi giorni, ciclici da anni, con i PS al collasso dicono una cosa: gli obiettivi della riforma sono corretti. Un nuovo orientamento di sforzi sui territori, sull'assistenza extraospedaliera è indispensabile. Però deve essere un modello radicalmente riformato, altrimenti si cambiano solo le sigle. Del resto, leggendo correttamente i dati lombardi, si capisce che spazi di razionalizzazione ce ne sono. La riforma dovrebbe portare ad attuare tutto ciò, recuperando risorse da investire sull'assistenza territoriale, sui pazienti cronici, sulle fragilità. Le nozze con i fichi secchi in sanità non sono possibili, neanche nell'assistenza territoriale. Continuità ed integrazione sono parole vuote senza risorse''.
Anche nell'elaborare il progetto sui PreSST, i tre ambiti dovranno avere ben chiaro il quadro economico a disposizione, altrimenti il rischio è quello di portare avanti qualcosa di davvero ambizioso e innovativo, ma inutile poichè non attuabile. ''Lavoro ce n'è ed è anche una materia interessante su cui il lecchese può qualificarsi con un progetto nostro. Certo tutti siamo in attesa di capire se Regione e le varie ATS vorranno veramente riformare i territori ed investire seriamente le risorse che servono. Del resto, si riforma davvero se si spostano risorse e non sigle. Vedremo''.

G.C.
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