Questo sito usa cookie per offrire una migliore esperienza. Procedendo con la navigazione, acconsenti ad usare i nostri cookie. Maggiori informazioni | Chiudi
  • Sei il visitatore n° 21.116.322
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Mercoledì 11 gennaio 2017 alle 13:57

Gilardoni: ecco le contestazioni mosse agli ulteriori 4 indagati

Oltre a quanto già contestato, e già bene dettagliato ieri (Clicca qui) nei confronti di Mariacristina Gilardoni e Roberto Redaelli, rispettivamente presidente del Cda della Gilardoni Raggi X di Mandello del Lario e direttore del personale, il "415 bis" fa rifermento, come annunciato, anche ad altre ipotesi di reato, secondarie, ascritte ad ulteriori 4 indagati. Si tratta di Andrea Paolo Federico Ascani Orsini, classe 1963 residente a Mandello; Stefano Marton, classe 1960, residente a Pavia; Maria Papagianni, classe 1972 di origine greca e residente a Milano; Alberto Comi, classe 1946 residente a Lecco.

In particolare ad Ascani Orsini, unitamente alla Gilardoni e a Redaelli, viene contestato in qualità di direttore della produzione sviluppo e qualità, di avere omesso di "provvedere a informare adeguatamente ciascun lavoratore circa il rischio specifico di esposizione in relazione all'attività svolta e alle relative disposizioni aziendali in materia, nonchè circa le misure e le attività di protezione e prevenzione adottate dall'azienda, in epoca anteriore al 29 settembre 2016 (art. 36 comma 2, lett a), C9 in relazione all'art. 55 lett c9 dlgs 81/2008). Sempre ai tre viene contestato inoltre di avere omesso di "fornire sufficiente e adeguata formazione a ciascun lavoratore in materia di salute e sicurezza anche rispetto alle conoscenze linguistiche con particolare riferimento ai concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale nonchè rischi inerenti le mansioni e i possibili danni nonchè conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione, tipiche del comparto di appartenenza". La contestazione del magistrato si allarga anche alla presunta omissione di misure appropriate per ridurre i rischi alla vista e agli occhi, nonchè alla postura e all'affaticamento fisico e mentale legate all'utilizzo di video terminali in uso presso gli uffici della direzione. Allo stesso modo le postazioni suddette non avrebbero avuto i requisiti minimi normativi e nei confronti di 5 lavoratori non sarebbe stata rispettata la periodicità delle visite di controllo mediche previste. Nei confronti di un'altra dipendente Ascani Orsini, Gilardoni e Redaelli avrebbero omesso di adempiere alle indicazioni previste dal medico circa le visite, vista l'esposizione della sua attività lavorativa con agenti chimici pericolosi (piombo). Nell'ambito poi del programma di formazione finalizzato alla radioprotezione gli indagati "non ottemperavano all'obbligo di rendere edotti i lavoratori, in riferimento alle relative mansioni, circa i rischi specifici di esposizione alle radiazioni ionizzanti".
Sintetizzabile in una "colpa in vigilando" rispetto alle norme previste dal testo unico in materia di sicurezza sul lavoro quanto al momento ascritto a Ascani Orsini, nipote di Mariacristina Gilardoni e socio di minoranza con il 45% delle quote dalla spa.  

A Maria Papagianni, medico competente coordinatore della Gilardoni, e Stefano Marton medico competente collaboratore si contesta che "per colpa generica consistita in imprudenza, imperizia e negligenza nonchè colpa specifica consistita nella violazione ed inosservanza degli obblighi inerenti la funzione di medico" causavano "lesioni personali gravi come malattie professionali psichiche e/o psicosomatiche giudicate guaribili in un tempo superiori ai 40 giorni" a 22 dipendenti in un lasso temporale compreso tra l'1 febbraio 2012 e il 29 settembre 2016. I due medici, inoltre, risultano indagati anche per l'omesso collaborare con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione alla valutazione dei rischi, anche "ai fini di effettuare la programmazione della sorveglianza sanitaria, la predisposizione dell'attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori, l'attività di informazione e formazione" nonché, secondo il Pm, i due omettavano di porre le proprie firme ad integrazione di alcuni DVR aziendali e a indicare nelle schede di due lavoratori i fattori di rischio. Papagianni e Marton, infine, non avrebbero effettuato la sorveglianza sanitaria attraverso la predisposizione di protocolli sanitari definiti in funzione dei rischi specifici e relativi alla tipologia di attività aziendale e secondo gli indirizzi specifici. Solo alla dottoressa Papagianni è contestato di non avere fornito sia ai lavoratori sia ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, le informazioni sul significato della sorveglianza sanitaria alla quale risultavano sottoposti in ragione delle mansioni svolte.  

Ultimo in ordine di lista il lecchese Alberto Comi indagato per la fattispecie di reato prevista dall'articolo 348 del codice penale in quanto, pur non essendo iscritto all'albo dei consulenti del lavoro, avrebbe esercitato abusivamente la professione in favore della società Gilardoni occupandosi della gestione del personale, dei rapporti di lavori e delle trattative sindacali in un'epoca compresa tra il 3 settembre 2007 e il 29 settembre 2016.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco