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Scritto Mercoledì 11 gennaio 2017 alle 17:44

Calolziese, i sindaci sul Teleriscaldamento: ''ma i nostri comuni cosa ci guadagnano?''

Il “tour” di Silea martedì pomeriggio ha fatto tappa a Calolziocorte per un incontro con sindaci e amministratori sul progetto del Teleriscaldamento, che porterà acqua calda a 200 utenze (condomini, istituti superiori, l’ospedale) a Valmadrera, Lecco e Malgrate.

Al centro Virginio Brivio e Mauro Colombo

Si tratta di un investimento complessivo di quasi 60 milioni di euro: 8,5 per una nuova turbina (“che va in ogni caso sostituita” ha specificato il presidente del Cda Mauro Colombo), 13 per la centrale di cogenerazione e per le grandi caldaie di backup pronte a intervenire in caso di guasto o imprevisto, e 35 per la rete di distribuzione. Questi ultimi saranno“sborsati” non da Silea ma dauna società – Acel? O un privato? - che si occuperà anche della distribuzione dell’acqua calda.
Almeno una trentina di amministratori del circondario calolziese e non solo che hanno ascoltato Mauro Colombo e gli ingegneri illustrare con dati e previsioni il progetto della “maxi caldaia”.

In prima fila Sonia Mazzoleni, Luca Pigazzini e Giacomo Carsana

Tante le riflessioni e le domande poste, soprattutto su cosa succederebbe se si rinunciasse al progetto di Teleriscaldamento richiesto da Regione Lombardia al momento della concessione dell’autorizzazione integrata ambientale.
“Se non verrà realizzato, Regione darà all’inceneritore una sorta di cartellino rosso. Questo cosa comporterà? La chiusura di tutto l’impianto?” ha chiesto il calolziese Dario Gandolfi.
“Nel caso in cui non si facesse il Teleriscaldamento, quali scenari si aprono? Esiste un piano B?” è intervenuto il sindaco di Garlate Giuseppe Conti.

Alcuni degli amministratori intervenuti

“Regione Lombardia – ha risposto Colombo – vede il Teleriscaldamento come una “compensazione ambientale” che accrescerà l’efficienza del nostro impianto. Se non sarà fatto non risponderemo ad una prescrizione, e dovremmo aprire un confronto con il Pirellone per capire quale altre strade si potrebbero percorrere”.
In qualità di “risarcimento” ambientale, il Comune di Valmadera riceve un imporrante contributo da parte di Silea, pari a circa 400.000 euro all’anno.
“In futuro, se potranno godere dei vantaggi del Teleriscaldamento, credo che bisognerà ripensare tali contributi economici” ha sottolineato Luca Pigazzini di Carenno.

Paolo Cola, Wilna De Flumeri e Cesare Valsecchi

“Ne discuteremo” ha risposto Colombo, specificando comunque come il contributo che entra nelle casse di Valmadrera è dovuto non alle emissioni quanto al passaggio dei camion sul territorio comunale, che causano un incremento del traffico e l’usura delle strade.
Tutti i 300.000 cittadini lecchesi contribuiranno alla realizzazione del Teleriscaldamento. Ma solo alcuni godranno dei risparmi sulla bolletta (circa il 10%) che porterà l’acqua calda.

Dario Gandolfi, Aldo Valsecchi e Mauro Colombo

“Se Lecco e Valmadera vogliono il Teleriscaldamento nelle loro case, facciano loro stessi l’investimento: perché deve ricadere su tutte le amministrazioni?” si è chiesto Aldo Dal Lago, sconfinato da Colle Brianza in Val San Martino.
Noi altri comuni che porteremo il combustibile necessario (i rifiuti) cosa ci guadagniamo?” ha chiesto l’assessore di Calolzio Paolo Cola. Silea ha assicurato che si realizzerà un alleggerimento sulla tariffa di conferimento, dovuto agli introiti che incasserà la società.
Al di fuori del Municipio i politici sono stati accolti da un presidio contro il Teleriscaldamento organizzato da alcuni “semplici cittadini”, come si sono definiti, che “dicono no a un progetto inutile, costoso e dannoso per la salute dei nostri figli”.
Tra di loro anche il giovane artigiano calolziese Valentino Riva, vicino al Movimento 5 Stelle.
P.V.
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