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Scritto Mercoledì 11 gennaio 2017 alle 17:54

Lecco perduta/45: il lavatoio di Pomedo o di San Giorgio

Il lavatoio
Solitario all’inizio del solco selvaggio della Val Calolden, pietra miliare per gli escursionisti che affrontano il vecchi sentiero verso i Resinelli, il lavatoio di Pomedo, presso il ponte detto di San Giorgio è forse il più singolare della città. E’ formato da un porticato di pietra, protetto solo sul lato monte dagli spifferi della Calolden, aperto sui tre restanti. Rappresenta pure un cannocchiale verso Ponte Gallina, ma anche, con leggero spostamento, guardando in alto verso il pinnacolo roccioso detto “il campanile di San Pietro”.
    Nella preziosa pubblicazione-censimento dei lavatoi cittadini, realizzata da un gruppo di studenti del liceo classico Manzoni, con il coordinamento degli insegnanti Michele Donnanno, Laura Polo d’Ambrosio e Monica Putzu, è contrassegnato dal numero 36, tra i quattro menzionati in quartiere Laorca.
    Il lavatoio resta un ostello di transito e di sosta anche per brevi passeggiate fuori porta; si colloca lungo via Pacinotti dove il maniero tra quattro case potrebbe essere, per alcuni studiosi manzoniani, il palazzotto di don Rodrigo. Si arriva a Pomedo percorrendo, appunto via Pacinotti, imboccata da via Paolo VI, lambendo la località Piazzo, l’edificio di proprietà Bonardi, affrescato all’esterno da Antonio Sibella, con composizione religiosa nella quale spicca San Giorgio a cavallo. Quest’ultimo da il nome al vicino ponte sul Calolden, che conserva una parte di arcata ottocentesca. La vicinanza porta ad indicare anche il lavatoio come quello di San Giorgio.
    La struttura si pone, quindi, su un tracciato non privo di memorie e di richiami, provvidenziale riparo per gitanti e viandanti durante improvvisi acquazzoni estivi, nonché “parcheggio” per recuperare fiato dopo impegnative camminate.
    Il lavatoio di Pomedo o di San Giorgio è anche cimelio di eroismo invernale a lavar panni nel gelo della gola, prima del boom economico che ha portato le lavatrici. Insomma è un “cippo” di turismo ed escursionismo, avamposto di alte muraglie, forse di manzoniana memoria.
A.B.
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