Questo sito usa cookie per offrire una migliore esperienza. Procedendo con la navigazione, acconsenti ad usare i nostri cookie. Maggiori informazioni | Chiudi
  • Sei il visitatore n° 22.185.497
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Sabato 28 gennaio 2017 alle 17:54

ASST: 'porte aperte' per il 17° compleanno della Radioterapia. Cresce il numero di pazienti trattati, lista d'attesa fino a 80gg

Porte aperte, nella mattinata odierna, al piano – 2 dell’ospedale Manzoni di Lecco: la Radioterapia ha festeggiato infatti il 17esimo anno di attività proponendo un open day e offrendo così la possibilità a cittadini e scolaresche di “toccare con mano” la quotidianità di medici, infermieri e tecnici della Struttura.

Parte del personale della struttura

“Giornate come queste servono a smitizzare la paura” ha detto il primario Carlo Soatti accogliendo i ciclisti della Polisportiva di Monte Marenzo arrivati in “reparto” – accompagnati dal responsabile dell’Area sociale Angelo Fontana e dal sindaco Paola Colombo in fascia tricolore – per donare al personale un sacchetto di arance per l’Airc, in occasione dell’annuale raccolta fondi a sostegno della ricerca. Il medesimo concetto è stato ripetuto poi – declinandolo ovviamente in sfumature adatte all’età – sia agli alunni della Stoppani di Lecco (impegnati in un percorso sulla Salute, all’interno del quale è stata inserita dalle insegnanti responsabili del progetto la “tappa” odierna al Manzoni) sia ai ragazzi del Liceo Agnesi di Merate che, in momenti differenti, hanno fatto il loro ingresso nel “bunker” per scoprire come si combatte quel “brutto male” chiamato tumore.

786 i pazienti trattati nell’arco del 2016 facendo registrare quasi un +10% rispetto all’anno precedente, isorisorse e dunque potendo contare sulle stesse apparecchiature e sullo stesso personale (con qualche medico “precario” finalmente stabilizzato). “Tale aumento non è conseguenza di una maggiore incidenza dei tumori in provincia di Lecco” ha puntualizzato però il dr. Soatti, per due anni coordinatore regionale dei primari di Radioterapia e ora responsabile dell’analisi proprio dei flussi all’interno della rete dei centri lombardi. “E’ piuttosto, per un certo verso, un segno positivo: siamo riusciti a rispondere maggiormente alle richieste attirando pazienti che prima preferivano rivolgersi a grossi centri”. Attratti forse – aggiungiamo - più dal nome che da una differente qualità del servizio. Di contro, tra l’altro, è lo stesso ospedale Manzoni a essere presidio di riferimento per la Radioterapia per un bacino d’utenza che sconfina largamente i confini provinciali, arrivando a inglobare spingendosi fino a Desio da una parte e salendo fino alla Valtellina d’altra – secondo i calcoli fatti da Regione Lombardia – 450.000 cittadini.

Uno dei due acceleratori in uso alla Radioterapia dell'Asst di Lecco

Inevitabile – se non con l’iniezione in equipe di personale tecnico aggiuntivo per allungare l’orario di servizio – la formazione di code. “Purtroppo abbiamo liste d’attesa anche di 70 o 80 giorni” ha ammesso il dr. Soatti, spiegando come la definizione delle priorità non avvenga secondo la logica del “chi prima arriva meglio alloggia” ma in considerazione di un algoritmo che, prendendo in considerazione svariati parametri, a cominciare dal tipo di patologia e dallo stadio della stessa, pesa di fatto l’urgenza “incasellandola” in una tabella a punteggio.

Ma – come forse si potrà immaginare – il trattamento non è che la punta di un iceberg rispetto al lavoro proprio della Struttura di Radioterapia. “Il lunedì ci confrontiamo con i colleghi neurochirurghi per i tumori del cervello e con i senologi per quelli del seno. Il martedì abbiamo la riunione tra di noi. Il mercoledì vediamo i chirurghi per i casi toracici e addominali nonché i dermatologi. Il giovedì gli otorini. Il venerdì prima siamo con i ginecologi e nel pomeriggio, da qualche tempo, con il primario di Oncologia mi sposto a Merate per un dialogo diretto con  gli specialisti” ha asserito il direttore sintetizzando velocemente l’agenda attraverso la quale, per ogni paziente, viene definito in modalità interdisciplinare il proprio percorso di cura, verificato seduta dopo seduta da tecnici e infermieri e nelle visite di controllo dal medico che, a ciclo concluso, fissa poi ulteriori appuntamenti periodici per monitorare gli effetti cronici della terapia nonché per prevenire l’insorgenza di nuove neoplasie, rare ma ovviamente, purtroppo, non impossibili da ri-diagnosticare con “l’avventura che così ricomincia”.

Il dottor Carlo Soatti, direttore della Struttura

Perché questa scelta di andare personalmente al Mandic? “La Radioterapia è la Radioterapia dell’intera Azienda. L’ho già detto e sono stato per questo criticato ma la raccolta fondi per l’acquisto del nuovo acceleratore ha coagulato tutta la provincia: per una volta l’ospedale di Merate ha fatto qualcosa per l’ospedale di Lecco: siamo al Manzoni ma siamo la Radioterapia della provincia” la risposta del primario, recentemente scelto con il collega Fausto Declich (responsabile della fisica) per sedere ad un tavolo di lavoro di una società europea nel gruppo degli utilizzatori, per lo sviluppo del sistema di calcolo della radioterapia.
Qualche altro numero relativo all’attività del 2016: 94 le pazienti sottoposte a brachiterapia ginecologica e 96 gli uomini che hanno necessitato di sedute di brachiterapia alla prostata, effettuata quasi esclusivamente a Lecco e nei centri quali l’Istituto Tumori o lo IEO. E ancora 316 le donne seguite per tumori alla mammella, 50 i casi di neoplasie alla testa-collo e 30 quelli al retto…

La consegna delle arance da parte del sindaco di Monte Marenzo a nome della Polisportiva

“Quando ho iniziato a lavorare si parlava di sopravvivenza. Nei nuovi LEA siamo invece inseriti tra le malattie croniche”, evidenzia – lanciando così un messaggio di speranza e allo stesso tempo sottolineando come sia stato fatto un primo passo per il riconoscimento del percorso di cura – il dr. Soatti, affiancato nella giornata di oggi – vissuta come uno spensierato momento per fare informazione – dai propri collaboratori e da diversi ex utenti tornati nel “bunker” per un gradito saluto.
A.M.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco