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Scritto Mercoledì 15 febbraio 2017 alle 14:29

Riva (5 Stelle) chiede più controlli su Silea. 'Non possiamo vigilare sulle ditte esterne'

Massimo Riva
"Quello che si consegna a Silea è un affidamento in-house "annacquato" perché la società non svolge direttamente il servizio ma si appoggia a ditte esterne su cui non abbiamo alcun controllo".

Con queste parole il consigliere lecchese Massimo Riva (5 Stelle) ha chiesto che vengano fatti alcuni approfondimenti giuridici sull'affidamento del servizio di raccolta e dei rifiuti alla società di Valmadrera.
Al centro della discussione, il fatto che Silea - che è una partecipata dai Comuni lecchesi e dunque da essi "controllata"- si affidi però a ditte terze per lo svolgimento di parte dei servizi: a Lecco, ad esempio, il braccio operativo per la raccolta è ancora Econord.
"L'affidamento in-house è in buona sostanza un affidamento diretto. Ma Silea non è in grado di svolgere in completa autonomia l'intera gestione dei rifiuti e dunque si avvale si soggetti esterni su cui però noi amministratori e consiglieri non abbiamo alcun controllo: non possiamo nemmeno visionarne i bilanci. Verso queste realtà esterne non vi è alcun controllo analogo da parte nostra" ha continuato Riva, denunciando dunque il rischio che non ci sia vigilanza da parte della politica su chi si occupa di dare il servizio ai cittadini.  "La normativa dell'in-house è chiara: Silea dovrebbe occuparsi di tutto il servizio previsto dall'affidamento. Credo che occorra svolgere alcuni approfondimenti giuridici su questo aspetto, soprattutto per evitare che soggetti terzi - visto anche l'evoluzione che sta vivendo il settore dei rifiuti al giorno d'oggi - possano decidere di fare ricorso".
Riva è intervenuto con queste parole durante la seduta della Commissione Ambiente del Comune di Lecco.
Solo ieri il consigliere comunale di Ballabio Paolo Dell'Oro ha criticando la scelta di Silea di inviare una lettera nella quale sottolineava la necessità di approvare alcune modifiche prevista dalla legge allo Statuto della stessa società e che queste richiedessero un'approvazione da parte della Giunta (e dunque non del consiglio comunale.
"Bene ha fatto Dell'Oro a sollevare la questione. Trovo alquanto inopportuna l'ingerenza della società Silea Spa che arriva a dare indicazioni sul percorso di discussione di modifiche statutarie dando dei pareri e delle indicazioni non richiesti ai Sindaci Soci quasi avessero bisogno di un "tutore". Peraltro in discussione vi è una modifica statutaria a mio giudizio sostanziale che invece meriterebbe l'adeguato approfondimento in Consiglio Comunale, viste le implicazioni che potrebbe avere se venisse applicata.
Auspico che a Lecco se ne discuta in Consiglio Comunale quanto prima, dando senso compiuto a quel "Controllo Analogo" cui è sottoposta la società di proprietà di tutti gli abitanti della Provincia di Lecco. C'è tutto il tempo per farlo"
ha commentato il "5 Stelle". Ma non è tutto.
Il consigliere grillino ha chiesto anche più trasparenza nella rendicontazione dei ricavi che Silea ottiene con la raccolta dei rifiuti: "Oggi i comuni non sanno esattamente quanti sono i ricavi che derivano dai materiali raccolti sul loro territori: tutto finisce nell'unico calderone del bilancio e poi vengono distribuiti gli utili ai soci. Sono invece convinto che si debba fare una rendicontazione più precisa delle quantità dei materiali raccolti e dei ricavi provenienti. In questo modo i cittadini potrebbero vedere con chiarezza come il loro impegno nella differenziazione si trasforma in un guadagno economico".
Da segnalare poi la richiesta di Filippo Boscagli di vincolare i proventi dalle sanzioni all'informazione dei cittadini sulle modalità della raccolta dei rifiuti, al miglioramento del verde urbano e alla possibilità di introdurre un giro ulteriore dell'umido nel periodo estivo e/o alla riduzione della Tari.
P.V.
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