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Scritto Giovedì 16 febbraio 2017 alle 07:46

Bione: 'non sappiamo nemmeno a che titolo è aperto'. E per il nuovo centro ci vorranno ancora anni

Era il 2015 e l'assessore Stefano Gheza annunciava che entro un anno sarebbero partiti i lavori per costruire il nuovo Bione. Ora siamo nel 2017 e tra le poche certezze intorno alla vicenda del centro sportivo c'è che per trovare il nuovo gestore ci vorranno - nel migliore dei casi - almeno 24 mesi.
Tanti ne occorreranno realisticamente per predisporre il nuovo bando di gara europeo che servirà a individuare il soggetto che - tramite una formula di project financing ancora tutta da definire - darà il via alla seconda vita del Bione. Cosa succederà fino ad allora è ancora un grande punto di domanda.

I consiglieri di opposizione

L'intenzione è fare un bando di gara entro l'estate per un affidamento provvisorio ma la vicenda del Bione ci ha insegnato che è meglio non fare previsioni. E anche nella migliore delle ipotesi - quella di non chiusura del centro - i lecchesi dovranno comunque armarsi di tanta pazienza e continuare ad allenarsi almeno fino al 2019 tra i mille grandi e piccoli disagi che chi frequenta il centro ben conosce.
Ai quali, almeno fino a che qualcuno non vi metterà mano, si sono aggiunti una serie di divieti imposti dopo che la commissione di vigilanza sui pubblici spettacoli nei giorni scorsi ha fatto un sopralluogo evidenziando una serie di carenze.
"Non a norma" (per usare le parole della dirigente Elena Todeschini) è stata ritenuta la "club house" al di sotto della nuova tribuna dove il Rugby Lecco - il cui presidente è lo stesso assessore Stefano Gheza - ha realizzato la sua tana: una sorta di club ricavato in quello che sostanzialmente è un grande sottoscala con tavoli, zona cucina e tanto di riscaldamento che, secondo quanto sarebbe emerso, non avrebbe tutti i requisiti di sicurezza.

La “Club house” del Rugby sotto la tribuna

Chiusi anche 2 blocchi spogliatoi su 3: quelli più verso Rivabella perché non rispettosi degli standard igienico sanitari e gli altri per carenze strutturali. Gli unici utilizzabili sono gli "spogliatoi del rugby". Una situazione che sta comportando ripercussioni anche nell'utilizzo dei campi da gioco: ovviamente non possono esserci sovrapposizioni nelle partite perché, nonostante i campi siano liberi, i giocatori non hanno un luogo dove cambiarsi e farsi la doccia.
Ancora, è stata dichiarata inagibile la tribuna per il tennis a causa di un parapetto non conforme.
Sono stati invece sostituite in fretta e furia - anche per evitare di far saltare il meeting di nuoto - le vetrate pericolanti della piscina.
Questa è la fotografia attuale.

Gli spogliatoi

Ora, ha spiegato ancora Elena Todeschini, bisognerà ottenere la certificazione complessiva degli impianti da parte dei Vigili del Fuoco: "Non dovrebbero esserci particolari lacune nella documentazione. Manca la dichiarazione di inizio attività che il gestore deve consegnare ai VVFF: seguirà un altro sopralluogo e poi potrebbero dare l'autorizzazione".
Ma non è l'unico nodo da sciogliere. Certamente la strada per arrivare all'attesissimo bando per il nuovo Bione è più in salita che mai (e lo ha detto bene il segretario comunale Michele Luccisano mettendo sul piatto tutte le criticità, clicca qui), allo stesso tempo non è in discesa nemmeno la transizione fino al 2019.
Le minoranze hanno chiesto maggiore chiarezza su questo aspetto ma di risposte chiare e precise, in oltre 2 ore di commissione, non ne sono state date.
"Oggi nel nostro centro sportivo c'è un gestore e non ci è stato ancora spiegato a che titolo sia lì. Sappiamo solo che la proroga è chiaramente scaduta al 31 dicembre e che mancano ancora certificati di sicurezza, che magari potranno esserci in futuro ma che al momento non ci sono" ha commentato il consigliere Alberto Anghileri (Cambia Lecco).

I consiglieri di maggioranza

La stessa delibera di giunta n.22/2017 non scioglie questo nodo. Recita infatti: "la gestione in concessione del Centro potrà essere garantita attraverso un differimento al 31 agosto 2017 del rapporto con Sport Management Spa" ma solo "una volta ottenuti i provvedimenti in ordine all'agibilità complessiva e all'uso dei locali e degli impianti del Centro sportivo".
Dura nella sua lucidità l'analisi di Filippo Boscagli (NCD): "L'attuale affidamento è stato fatto nel 2007 e già allora si sapeva che la scadenza naturale sarebbe stato il 31.12.2015. E' stata concessa una proroga di un anno e alle nostre domande l'Amministrazione ha sempre risposto che era tutto a posto. Poi però è successo l'imponderabile. Il Segretario ha confermato che l'affidamento, formalmente, è scaduto dal primo gennaio e allora mi chiedo cosa dovesse succedere se un terzo soggetto dovesse fare un ricorso contro l'attuale gestione visto che abbiamo dato in mano una struttura pubblica a un privato senza nemmeno fare una procedura aperta a tutti gli operatori" ha commentato. "Non capiamo quale sia il futuro del Bione ma nemmeno in quali mani siamo al momento: non sappiamo a che titolo attualmente sta aperto il Bione.  Ad oggi la ristrutturazione del Bione, con il quadro che è stato dipinto, sembra impossibile. Anzi sembra che i presupposti non ci siano mai stati nonostante quanto annunciato. All'Amministrazione chiedo di darci risposte precise sulla situazione di oggi e su quella di domani".
P.V.
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