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Scritto Venerdì 17 marzo 2017 alle 19:46

Lecco: 'questioni' sulla trascrizione della loro unione civile, portano in caso in Tribunale

Un momento della cerimonia
La loro era stata la prima unione civile registrata a Lecco ma ora Serena Gambin e Chiara Cavina hanno deciso di chiedere un risarcimento danni al Comune. I dettagli non si conoscono ancora con precisione ma la prima udienza è già fissata in Tribunale (in sede civile).
Nel 2014 le due ragazze si sono sposate in Portogallo e lo scorso settembre - dopo l'approvazione della Legge Cirinnà - avevano potuto trascrivere ufficialmente il proprio "matrimonio" in Italia. La cerimonia si era svolta nel salone consigliare di Palazzo Bovara ed era stata presieduta da Angelo Falbo, responsabile degli Uffici Demografici. Era la prima volta che una coppia gay veniva riconosciuta in città.
Entrambe psicologhe, Chiara e Serena, convivono a Lecco da alcuni anni e avevano già aderito al registro delle unioni civili istituito dall'amministrazione locale. Ora, dall'albo pretorio, arrivata la notizia della vertenza risarcitoria apertasi nei confronti di Palazzo Bovara. La motivazione sarebbe legata ad alcune formalità in merito alla trascrizione del doppio cognome.                      
"Il Comune è risultato coinvolto in quanto ha registrato la trascrizione del matrimonio, ma si tratta più che altro di un pretesto per contestare quella che ritengono essere l'incostituzionalità di alcune modifiche normative legate ai decreti attuativi" ha spiegato Luccisano. "Da parte nostra crediamo che gli uffici abbiamo seguito la corretta norma e per questo abbiamo deciso di costituirci in giudizio".
Le due ragazze avrebbero anche presentato una richiesta di risarcimento. Il Comune di Lecco ha già designato il proprio difensore in Tribunale: sarà l'avvocato Mario Pedrazzini del Foro di Como a rappresentare le ragioni dell'ente pubblico.
Da parte loro le due ragazze preferiscono per ora non rilasciare dichiarazioni, attendendo che l'iter giudiziario faccia il suo corso.

L'ufficio di stato civile del Comune di Lecco torna dunque ad essere al centro di una nuova controversia giudiziaria con richiesta di risarcimento danni.
Solo lo scorso ottobre il Tribunale ha condannato Palazzo Bovara a pagare un risarcimento di oltre 214.000 euro per non avere celebrato d'urgenza il matrimonio tra la olgiatese Ginevra Brivio e il compagno Sandro Frara, che si trovava ricoverato in fin di vita all'Ospedale Manzoni per una complicanza legata ad un intervento chirurgico. L'uomo purtroppo era spirato prima di poter vedere realizzato il suo ultimo desiderio: sposare la compagna di una vita e la madre dei suoi figli, anche per poter garantire loro tutte le tutele legali e amministrative derivanti dalle nozze. Si è in attesa della sentenza d'Appello.
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