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Scritto Sabato 18 marzo 2017 alle 11:32

Lecco: per il TIR DAY la città invasa da un carosello di mezzi pensanti. Tante le problematiche lamentate dagli autotraportati

Anche a Lecco, così come nel resto d'Italia, quella di sabato 18 marzo è stata una mattinata di proteste per gli autotrasportatori che hanno aderito al TIR DAY.
Partiti intorno alle ore 10 dal parcheggio del Bione a suon di colpi di clacson, circa 180 mezzi pesanti hanno calcato le strade in segno di protesta, paralizzando il traffico e gli spostamenti attorno alla cintura della città di Lecco: I motivi della mobilitazione sono le mancate risposte del Governo alle richieste del settore: si chiede di una determinazione dei costi indicativi di esercizio da far valere nei confronti dei committenti, azioni più efficaci contro la concorrenza estera sleale e l'abusivismo, sanzioni contro il mancato rispetto dei tempi di pagamento, sblocco delle autorizzazioni per i trasporti eccezionali contro i divieti pretestuosi su ponti e cavalcavia, proroga della circolazione per i mezzi Euro 3.

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LA PARTENZA DEL CORTEO


Un altro delicato problema che colpisce invece tutta la cittadinanza riguarda la Motorizzazione civile: a Lecco pare ormai imminente la chiusura della sede provinciale, di conseguenza occorrerà andare a Como per tutte le pratiche automobilistiche (patenti, passaggi di proprietà, targhe, eccetera). Nel frattempo le revisioni dei mezzi pesanti sono state bloccate anche nelle officine autorizzate, per cui gli autotrasportatori sono costretti ad andare nelle province vicine con gran dispendio economico e di tempo.

Cesare Fumagalli

Giorgio Colato

  "La manifestazione di oggi è un preavviso per non dover arrivare al fermo. Lunedì pomeriggio avremo un incontro con il presidente del Consiglio Gentiloni sul tema generale delle piccole imprese, ma porterò anche la sottolineatura di questi temi alla base della nostra richiesta di attenzione" ha dichiarato il segretario nazionale Confartigianato Cesare Fumagalli, intervenuto questa mattina al TIR DAY. "L'obiettivo è quello di evidenziare il problema senza crearne problemi ai cittadini, e nemmeno ricorrerendo con facilità continuamente alla minaccia del fermo. Crediamo si possano e si debbano trovare soluzioni rapide a problemi che per qualche verso si sono complicati più che in passato. Il tema dell'Europa, della cattiva integrazione di colpo fatta con l'est ha portato a una concorrenza nei trasporti".

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GLI INTERVENTI INTEGRALI DEI RAPPRESENTANTI DI CATEGORIA


Come anticipato, i problemi a cui fanno riferimento gli autotrasportatori nella loro protesta sono sia di carattere nazionale che locale. "Qui a Lecco viviamo il disagio della motorizzazione, per cui si paventa una chiusura con ovvi riflessi sulla categoria dell'autotrasporto ma non solo. Già lo scorso anno la motorizzazione ci ha negato la possibilità di fare delle revisioni, quindi ad oggi i nostri trasportatori sono costretti a migrare su province limitrofe. Riteniamo che questa sia una situazione insostenibile, quindi chiediamo una risoluzione al più presto" ha spiegato Andrea Colombo, presidente Confartigianato Trasporti Lecco. "Oltre a questo c'è il problema dei carichi eccezionali, per cui non vengono più rilasciate autorizzazioni, con una conseguente paralisi del settore. Inoltre ci sono problemi che riguardano l'abusivismo e concorrenze sleali che vengono fatte da aziende soprattutto dei paesi dell'est, dove il costo del lavoro è più basso. Si potrebbero trovare alternative a questi ponti chiusi, ma per ora le autorizzazioni sono ferme quindi il trasporto eccezionale si immobilizza" ha aggiunto.

Andrea Colombo

Fernando Battazza

Le proteste non si fermano qui. Fernando Battazza, vicepresidente interprovinciale FAI Como-Lecco, ha parlato anche dei disagi riguardo ai costi per l'attraversamento di cavalcavia, facendo anche riferimento ai tragici fatti di Annone: "Ogni ente, provinciale o comunale, che deve rilasciare un'autorizzazione ci fa richieste impossibili, come le verifiche dei ponti per lasciare un nulla hosta, o addirittura tombini. Per le autostrade si sono messi a speculare sulle disgrazie altrui: per ogni passaggio su un cavalcavia ci chiedono 250 €. Sono tutti costi che si riversano sul nostro lavoro. Martedì abbiamo un incontro a Roma e torneremo a battere chiodo. È inaccettabile che Autostrade per l'Italia chieda dei soldi per passare sui suoi cavalcavia. È una cosa vergognosa".
Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):

Alla voce rabbiosa dei tanti autotrasportatori si aggiunta infine anche quella di Giorgio Colato, presidente interprovinciale FAI Como-Lecco: "I trasportatori oggi si fermano per non fermarsi per sempre. Pagano con le loro tasche la benzina per venire qui, non vanno in giro a spasso. È da circa 12 anni che a Lecco non si faceva una manifestazione del genere. Credo abbiano pazientato tanto, ma ora gli autotrasportatori ne hanno le tasche piene di doversi alzare al mattino e dover pagare di tutti quelli che sono i sistemi burocratici. Smettiamola... abbiamo le tasche piene, anzi, le gomme vuote!"
P.M.
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