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Scritto Lunedì 27 marzo 2017 alle 11:02

Lecco perduta/55: la contrada del Pozzo, deposito di barche

Il pozzo
La contrada del Pozzo, nel cuore del vecchio borgo, nel settore forse più antico dello stesso, deve tale denominazione proprio alla presenza di un pozzo. Quest’ultimo era una struttura provvidenziale nel triangolo fortificato, in particolare in caso di assedio: c’era l’acqua fresca del pozzo ad assicurare il rifornimento idrico alla comunità assediata.
    Nella storia del borgo lacustre, la contrada del Pozzo è ricordata perché vi erano i magazzini di deposito delle barche della riva; erano le barche dei turisti e dei gitanti. La stagione si apriva il lunedì dell’Angelo, dopo la Pasqua, e si concludeva dopo la prima domenica di ottobre, antica festa di Lecco. I barcaioli portavano, o toglievano, le barche dalla “scarpa” di approdo della riva e, nella stagione invernale i natanti erano collocati nei magazzini di via del Pozzo, nei quali luogo aveva anche una straordinaria manutenzione di fine stagione in preparazione della seguente.
    C’è ancora un pozzo nella contrada, ma è stato collocato “a memoria” nel 1998. Il pozzo è stato posizionato al centro della piazzetta: risale, come costruzione, alla fine dell’Ottocento o ai primi anni del Novecento. E’ stato costruito con marmo di Carrara, del tipo bianco calacatta, ed è stato realizzato su un disegno del Cinquecento. Proviene da una villa rurale o da un vasto casale agricolo della fascia territoriale tra Liguria e Toscana. E’ visibile tra gli stemmi il giglio biancorosso, simbolo della città di Firenze.
    Il pozzo è stato portato a Lecco ed acquistato dal consorzio tra esercenti e proprietari della contrada, tramite l’esperto di antichità Ennio Ligari, residente a Gera Lario.
    Il pozzo è stato donato al Comune di Lecco durante la cerimonia ufficiale di inaugurazione, svoltasi nella tarda mattinata della prima domenica di ottobre 1998, in occasione dell’antica festa di Lecco organizzata dall’ELMA. La donazione venne ricevuta, con apposita pergamena, dal sindaco Lorenzo Bodega. La benedizione al pozzo venne impartita dal prevosto mons. Roberto Busti.
E’, quindi, un pozzo “fiorentino”, quello che si presenta oggi nella piazzetta della contrada, rammentando anche una storia di barche sulle non lontane acque del lago
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