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Scritto Giovedì 30 marzo 2017 alle 19:10

Il Tribunale di Lecco è settimo in Italia quanto a 'produttività'. L'abnegazione volontaria dei lavoratori la chiave del risultato

Il dr. Ersilio Secchi
"Non è affatto detto che i tribunali dove ci sono forti scoperture di organico siano anche quelli meno produttivi. Ovviamente, vale anche la regola inversa: pur disponendo di tutti i magistrati e del personale amministrativo, ci sono uffici giudiziari che arrancano"
. E' questo l'incipit dell'articolo - a firma di Antonello Cherchi e Valentina Maglione - pubblicato nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore a commento dello studio "sperimentale" condotto da Fabio Bartolomeo, direttore del servizio statistica del ministero della Giustizia nonché rappresentante italiano presso la Cepej (la commissione per l'efficienza della giustizia del Consiglio d'Europa) chiamato a valutare la "produttività" di 140 Tribunali italiani, prendendo in considerazione esclusivamente le cause civili ed in particolare gli affari contenzioni. E proprio partendo da tale affermazione e dunque all'evidenziata non automatica correlazione tra forze in campo e "laboriosità" delle strutture abbiamo chiesto al presidente del Tribunale di Lecco un commento non tanto alla "graduatoria" stilata dall'analista - aperta da Bolzano e chiusa da Enna, con il Foro cittadino inserito nella top ten - quanto piuttosto sulle reali condizioni in cui il personale si trova a lavorare tra gli "specchi" delle Blue Towers di Corso Promessi Sposi. "La considerazione ha ragion d'essere" ha esordito il dr. Ersilio Secchi, scorrendo l'elenco e rimarcando come "tutti i primi 10 Tribunali della lista hanno carenze - per quanto attiene l'organico - che oscillano tra il 24-25% e addirittura il 53% di Bolzano. E' vero se si vuol dire che più forte delle carenze sono le capacità organizzative. E' distorcente invece se così si vuole sostenere che non è necessario colmare gli organici" ha argomentato, con schiettezza e "dall'alto" della settima piazza - a livello nazionale - conquistata da Lecco con 2.247 procedimenti in corso al 31 dicembre 2016 di cui solo il 5% pendenti da oltre tre anni ("una percentuale fisiologica che testimonia come qui i magistrati non fanno dormire le carte") ed una durata media di ciascun processo di 537 giorni, dato quest'ultimo tra i più bassi all'interno della short list dei primi 10 Fori, con risultati migliori ottenuti solo da Torino, Rovereto (488) e Lodi (515). Il tutto a fronte di una pianta organica con "buchi" sia per quanto attiene il numero di magistrati (-13%) sia per quanto concerne gli amministrativi (-31%).

La tabella pubblicata dal Sole 24 ore (Clicca sull'immagine per ingrandirla)

"La nostra è un'ottima performance nonostante le scoperture" ha asserito il Presidente. Ma a quale prezzo? "Ci tocca contare su prestazioni rese al di là di ogni obbligo contrattuale. E' questo ciò che si verifica puntualmente. Andiamo avanti grazie all'abnegazione volontaria di buona parte del personale. Abbiamo - ha esemplificato - cancelliere che dovrebbero finire alle 14 ma che accettano di garantire anche le udienze pomeridiane, non sempre avendo la copertura degli straordinari (che in ogni caso è esigua), in pregiudizio degli impegni famigliari" ha aggiunto, raccontando di madri e moglie che sacrificano tempo e energie che potrebbero dedicare invece a figli e mariti così come di figlie che limitano per esigenze lavorative le risorse che potrebbero investire per assistere - al contrario - genitori anziani. "Non c'è da stupirsi - ha così dichiarato il dr. Secchi - che non appena c'è l'occasione qualcuno ci lasci. La Giustizia deve essere efficiente e quindi rapida: è doveroso nei confronti della popolazione che è il nostro datore di lavoro. Ma allo stesso tempo è altresì doveroso che lo Stato - il Ministero nel nostro caso - assolva ai propri compiti fornendo personale di ruolo non rendendo necessari questi eroismi".
Il Tribunale di Lecco
In altre parole, una buona produttività ottenuta con poche-stoiche unità non deve diventare un alibi per non rimpolpare le fila con personale selezionato ad hoc e non catapultato in Tribunale, pescando tra le lista di mobilità come oggi succede. Sono infatti cassaintegrati e beneficiari di borse lavoro a "salvare" gli Uffici, con il loro "validissimo apporto" nonché giovani impegnati nel servizio civile, studenti universitari alle prese con stage e tirocinanti di fatto "volontari" e quindi solo "parzialmente retribuiti" con riconoscimenti economici più simili a un rimborso spese che ad un vero e proprio stipendio. Un esempio su tutti: la cancelleria fallimentare, con un carico annuo di 1.500 pratiche può contare soltanto su di un funzionario, un ausiliario e due "rinforzi" messi a disposizione - previa apposita convenzione - dall'Ordine dei Notai di Lecco, come evidenziato dal Presidente, arrivando ai numeri: 41 sono infatti i lavoratori previsti dalla pianta organica, un numero già tra i più bassi in Italia se raffrontato con la popolazione "servita". "Il 42esimo è il posto della dottoressa Marino che si divide tra qui e il Tribunale dei Minori di Milano". 27-28 le posizioni effettivamente coperte, calcolando anche i lavoratori part-time. 50 anni, poi, l'età media degli amministrativi, altro dato su cui ragionare in considerazione del turn over e della necessità di stare al passo con le moderne tecnologie, come richiesto dall'evoluzione del lavoro. "Il Ministero deve disporre la copertura". Forse più necessaria di tanti sondaggi.
A.M.
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