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Scritto Martedì 09 maggio 2017 alle 19:55

Lecco: ecco Sveva, la piccola nata 7 minuti dopo l'arrivo in ospedale 'scortata' da una pattuglia della Polstrada lungo la '36' in cantiere

Papà Emanuele con la sua piccola Sveva
"E' stata un'avventura: se non ci fossero stati loro eravamo nella palta".
Non hanno dubbi mamma Diana e papà Emanuele: se questa notte la loro secondogenita è potuta venire al mondo in una sala parto è solo grazie ai due agenti della Polizia Stradale della Sottosezione di Bellano che, senza pensarci, hanno preso in mano la situazione. L'hanno chiamata Sveva, la loro piccolina frettolosa di vedere la luce. Sta bene e tra qualche giorno la porteranno a casa, a Dubino, dove ad attenderla troverà la sorellina maggiore, nata invece - ironia della sorte - dopo due giorni di travaglio. Sicuramente la risalita verso "la porta" della Valtellina sarà decisamente meno turbolenta della discesa "nottambula" verso il Manzoni, iniziata esattamente alla 1.26, come ricordano con precisione millimetrica i due giovani genitori. "Avevo le contrazioni. Non erano regolari ma ho capito che era meglio non aspettare e venire in ospedale per un controllino" ci ha raccontato Diana, trent'anni appena. Prese due cose, pronti, via, si parte. Destinazione Lecco. Emanuele imbocca la superstrada. Complice anche la tranquillità della notte, conta di fare in fretta. A Bellano però è costretto ad uscire dalla 36, chiusa per un tratto causa lavori di manutenzione straordinaria. Dinnanzi a lui le poche auto in transito sembrano incolonnarsi. Poi tutto si ferma. Deve esserci un problema. Ebbene sì, in località Bonzeno, lungo la sp62, un camion di panne sta mettendo in crisi la viabilità anche sulla "strada vecchia". "Era tutto chiuso" sintetizzato con un leggero tremore ancora nella voce i due coniugi mal celato da un travolgente sorriso di chi sa di essersi lasciato alle spalle il peggio. "Mi stavo per mettere a piangere" confessa infatti Diana.  "In lontananza ho visto un giubbettino, di quelli con la scritta Polizia. Ho pensato di chiedere a loro. La prima risposta degli agenti è stata che dovevo tornare indietro, fino a Dervio. Ma noi non avevamo tempo di farlo e loro non lo potevano sapere. Poi lei - racconta il marito indicando la moglie - ha detto "ho rotto le acque". Anche i poliziotti hanno così capito la situazione". E dimostrando assoluto spirito di iniziativa, hanno contattato la sala operativa per poi avvisare Anas: la superstrada andava riaperta. Punto. Così è stato.
"Ci hanno fatto passare in mezzo al cantiere. Era chiaro che chi stava lavorando sapeva che saremmo transitati di lì. La strada è sembrata infinita. Anche arrivati a Lecco gli agenti hanno continuato a aprirci la pista, facendoci passare velocemente ai semafori" ha proseguito Diana, entrata al Manzoni alle 2.11 e con Sveva già tra le braccia alle 2.18. "Sette minuti, ci ha messo solo sette minuti a nascere. La testolina ormai già si vedeva quando siamo arrivati qui. Se non avessi incontrato quei due agenti la bimba sarebbe venuta al mondo per strada, da sola perché io certo non sono un ginecologo" ha invece aggiunto papà Emanuele, stringendo la piccina tra le braccia nel reparto di Ostetricia del Manzoni.
Grande dunque il grazie che i neogenitori vogliono rivolgere a quei due angeli senza ali - ma con una divisa e un lampeggiante che hanno fatto la differenza - che gli hanno scortati fino ad una meta apparsa per interminabili attimi irraggiungibile.
A.M.
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