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Scritto Mercoledì 17 maggio 2017 alle 13:19

Amarcord: anche il Venezia, neo promosso in serie B, nei ricordi del Calcio Lecco

Nella storia calcistica bluceleste, dopo la Spal, tornata in nella massima serie a distanza di 49 anni, c’è anche il Venezia che risale in serie B, dove era assente da 12.
Era domenica 14 maggio 1967, cinquant’anni or sono, quando si disputava allo stadio Rigamonti la partita del campionato fra Lecco e Venezia. E’ stata la penultima partita della serie A giocata al Rigamonti, in quanto il Lecco, al termine di quel campionato retrocedeva in serie B.

Il presidentissimo Mario Ceppi, a sinistra, con il vice Alessandro Rusconi

    La vittoria con il Venezia era la terza del campionato 1966/1967, ed anche l’ultima, dopo quella ottenuta, sempre sul terreno amico dello stadio comunale, domenica 30 aprile contro il Brescia. La vittoria sulle “Rondinelle” venne agguntata con ad una rete di Sergio Ferrari, il lecchese di Oggiono che poi giocherà nella Roma.
    Per quanto riguarda Lecco-Venezia del 1967, i blucelesti, ancora allenati da Angelo Piccioli, vinsero grazie ad una rete di Sacchi ed all’autorete del difensore lagunare Mancin. Per la squadra ospite, il gol del 2 a 1 venne realizzato da Loppoli, ala sinistra ventenne, che debuttava in serie A come il suo compagno di squadra Rosso. Il Lecco schierò la formazione Balzarini, Grossetti, Tettamanti, Schiavo, Pasinato, Bacher, Canella, Azzimonti, Clerici, Sacchi, Bonfanti. Arbitrava Canova di Bologna.
    Erano i tifosi lecchesi più fedeli quelli presenti quel giorno al Rigamonti, quando mancavano ormai solo due giornate alla conclusione del campionato e la classifica condannava inesorabilmente il Lecco alla retrocessione, essendo nelle ultime posizioni. Vi erano ancora, nel calendario del campionato, le partite con il Napoli e con il Milan. Quella con i partenopei sarà la partita di addio di “Gringo” Sergio Clerici, giunto a Lecco dal Brasile nel dicembre 1960. Ha poi giocato in serie A in diverse squadre, dal Napoli, alla Fiorentina, al Bologna.

L’allenatore Angelo Piccioli, a sinistra, premiato da tifosi blucelesti

Sergio Clerici, detto Gringo

Il Venezia poteva essere ricordato nella storia calcistica lecchese in quanto nella società dai colori arancione nero verdi, era passato Gino Raffin, menzionato come il clamoroso acquisto del Lecco, con il presidente Mario Ceppi, per il campionato 1955/1956, in serie C. Gino Raffin giunse in città dalla Juventus, dove aveva disputato nel precedente campionato 1954/1955, tre partite, segnando in bianconero anche una rete. Aveva esordito in serie A con la partita Sampdoria-Juve; la sua rete bianconera avvenne in occasione della partita tra la vecchia signora e il Pro Patria, la formazione di Busto Arsizio, dei “tigrotti” bianco-celesti, che stavano disputando quello che risulterà per loro l’ultimo campionato in serie A. Raffin era un centravanti ritenuto di “sfondamento” per la sua altezza di quasi metri 1,90 ed il peso di 84 chilogrammi. Nel Lecco 1955/1956 giocò 23 partite, segnando 10 reti. Ebbe più successo a Venezia dove disputò 91 partite, realizzando 39 reti, con due campionati in serie A. Concluse la carriera, per quanto riguarda la massima serie, nel Palermo e poi, per le serie minori, nella Pro Vercelli e nel Casale, due compagini storiche del calcio dei pionieri.

Tifosi blucelesti in partenza per una trasferta anni ‘65

Formazione del Lecco in allenamento al Rigamonti, anni ‘60

Il Venezia, quest’anno, oltre alla promozione in serie B, ha vinto la Coppa Italia della Lega Pro. Nella storia recente della società lagunare, che gioca sempre nello stadio storico detto dell’Isola di Sant’Elena, ma ufficialmente dedicato all’eroico ufficiale pilota Pier Luigi Penzo, vi sono anche due rifondazioni, continuando una tradizione calcistica lagunare avviata nel 1907. E’ stato un cammino generoso e coraggioso che può insegnare qualcosa anche al Lecco.

Nella storia calcistica bluceleste, dopo la Spal, tornata in nella massima serie a distanza di 49 anni, c’è anche il Venezia che risale in serie B, dove era assente da 12.
Era domenica 14 maggio 1967, cinquant’anni or sono, quando si disputava allo stadio Rigamonti la partita del campionato fra Lecco e Venezia. E’ stata la penultima partita della serie A giocata al Rigamonti, in quanto il Lecco, al termine di quel campionato retrocedeva in serie B.
    La vittoria con il Venezia era la terza del campionato 1966/1967, ed anche l’ultima, dopo quella ottenuta, sempre sul terreno amico dello stadio comunale, domenica 30 aprile contro il Brescia. La vittoria sulle “Rondinelle” venne agguntata con ad una rete di Sergio Ferrari, il lecchese di Oggiono che poi giocherà nella Roma.
    Per quanto riguarda Lecco-Venezia del 1967, i blucelesti, ancora allenati da Angelo Piccioli, vinsero grazie ad una rete di Sacchi ed all’autorete del difensore lagunare Mancin. Per la squadra ospite, il gol del 2 a 1 venne realizzato da Loppoli, ala sinistra ventenne, che debuttava in serie A come il suo compagno di squadra Rosso. Il Lecco schierò la formazione Balzarini, Grossetti, Tettamanti, Schiavo, Pasinato, Bacher, Canella, Azzimonti, Clerici, Sacchi, Bonfanti. Arbitrava Canova di Bologna.
    Erano i tifosi lecchesi più fedeli quelli presenti quel giorno al Rigamonti, quando mancavano ormai solo due giornate alla conclusione del campionato e la classifica condannava inesorabilmente il Lecco alla retrocessione, essendo nelle ultime posizioni. Vi erano ancora, nel calendario del campionato, le partite con il Napoli e con il Milan. Quella con i partenopei sarà la partita di addio di “Gringo” Sergio Clerici, giunto a Lecco dal Brasile nel dicembre 1960. Ha poi giocato in serie A in diverse squadre, dal Napoli, alla Fiorentina, al Bologna.
Il Venezia poteva essere ricordato nella storia calcistica lecchese in quanto nella società dai colori arancione nero verdi, era passato Gino Raffin, menzionato come il clamoroso acquisto del Lecco, con il presidente Mario Ceppi, per il campionato 1955/1956, in serie C. Gino Raffin giunse in città dalla Juventus, dove aveva disputato nel precedente campionato 1954/1955, tre partite, segnando in bianconero anche una rete. Aveva esordito in serie A con la partita Sampdoria-Juve; la sua rete bianconera avvenne in occasione della partita tra la vecchia signora e il Pro Patria, la formazione di Busto Arsizio, dei “tigrotti” bianco-celesti, che stavano disputando quello che risulterà per loro l’ultimo campionato in serie A. Raffin era un centravanti ritenuto di “sfondamento” per la sua altezza di quasi metri 1,90 ed il peso di 84 chilogrammi. Nel Lecco 1955/1956 giocò 23 partite, segnando 10 reti. Ebbe più successo a Venezia dove disputò 91 partite, realizzando 39 reti, con due campionati in serie A. Concluse la carriera, per quanto riguarda la massima serie, nel Palermo e poi, per le serie minori, nella Pro Vercelli e nel Casale, due compagini storiche del calcio dei pionieri.
Il Venezia, quest’anno, oltre alla promozione in serie B, ha vinto la Coppa Italia della Lega Pro. Nella storia recente della società lagunare, che gioca sempre nello stadio storico detto dell’Isola di Sant’Elena, ma ufficialmente dedicato all’eroico ufficiale pilota Pier Luigi Penzo, vi sono anche due rifondazioni, continuando una tradizione calcistica lagunare avviata nel 1907. E’ stato un cammino generoso e coraggioso che può insegnare qualcosa anche al Lecco.
A.B.
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