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Scritto Mercoledì 17 maggio 2017 alle 16:05

Rimandato in onda 'LSD – Inferno per pochi dollari', film girato a Lecco

I “patiti” lecchesi che seguono nella notte i canali televisivi cinematografici hanno improvvisamente notato sul piccolo schermo di “Iris” un paesaggio noto e familiare: quello del ramo lecchese del Lario, verso il Pizzo Erna. Era la proiezione del film “LSD – Inferno per pochi dollari”, una pellicola di spionaggio girata in città nell’autunno 1966.
    Nel periodo già intenso di avvenimenti lecchesi, dalle “Noci d’oro” al “Cuoco d’oro”, alle riprese televisive dei Promessi Sposi con il regista Sandro Bolchi, alla promozione del Lecco in serie A, ad iniziative di gemellaggio che portarono il Coro Alpino Lecchese in Cecoslovacchia, si aggiunse a settembre 1966 il set di un film con il regista Vittorio Sindoni.

Le riprese in piazza Manzoni

    Le prime riprese di interni erano state a Roma-Cinecittà, poi la troupe, il 15 settembre si trasferì per gli esterni a Lecco. La scena di un assassinio venne girata in piazza Manzoni, alla presenza di un folto pubblico. La pellicola presentava l’audace sorpasso, da parte di un’autobotte, di un taxi, poi una brusca frenata, un urlo soffocato dal frastuono del traffico ed una bella ragazza che fuggiva mentre arrivava la polizia. La circolazione venne, ovviamente, bloccata nella centralissima piazza Manzoni, con code di automezzi lungo le vie principali della città e veramente tanti furono i curiosi di una delle scene più movimentate del film di spionaggio e di intrighi internazionali.
    Altri ciak si registrarono in località Malnago sopra Acquate, poi all’Orsa Maggiore di Pradello, lungo la SS 36,e sulla strada da Ballabio ai Resinelli, sul lungolago, in piazza Garibaldi e vi fu anche una breve “puntata” a Bellagio, presso l’Hotel Serbelloni e villa Giulia. Le scene principali vennero però riprese sulla funivia di Versasio, che allora era stata da poco inaugurata: la cabina stava salendo verso Erna quando lo sportello venne, improvvisamente, aperto nel corso di una rissa, con il rischio di mortali cadute nel vuoto.
    Il regista del film era Vittorio Sindoni; gli attori principali: lo statunitense Guy Madison e poi Franca Polesello, Virgilio Gazzolo, Lucia Modugno, Maria Mattia Giorgetti, Isarco Ravaioli ed altri. Franca Polesello, attrice romana dalla breve carriera, era già venuta a Lecco per le “Noci d’oro”, allora organizzate dall’Azienda Turismo presieduta da Giacomo De Santis, che diede anche tutta l’ospitalità e l’assistenza possibile per le riprese del film. Franca Polesello ebbe qualche momento di popolarità quando “girò”, a fianco dei due grandi comici siciliani Franchi ed Ingrassia.

Gustavo Gnecchi, Luigi Spreafico e Alberto Bonifacino (al centro nella foto tre)

Una popolarità maggiore, almeno nel nostro territorio, venne riservata agli interpreti lecchesi del film. Spiccò Gustavo Gnecchi noto presentatore di spettacoli vari, nel ruolo di un poliziotto; Luigi Spreafico che dalla filodrammatica amatoriale Juventus Nova di Belledo ebbe nella pellicola la parte di un misterioso commerciante; il giovane Alberto Bonifacino, che aveva fatto il corteo manzoniano tra il gruppo dei bravi di don Rodrigo; era nella gang di abilissime spie giunte da non precisati paesi lontani. E’ c’era anche Nico Palizzato, atleta della Canottieri Lecco.
Il centro cittadino e la periferia lecchese, dalla via ai Poggi sopra Acquate alla funivia di Erna, videro per alcuni giorni il movimento del set, tra prove e controprove, riprese riuscite ed altre rifatte. La troupe lasciò Lecco per tornare a Roma, negli studi di Cinecittà e registrare gli ultimi interni con il relativo montaggio. Il film uscì l’anno successivo alle riprese, 1967, e con tale data si è presentato ancora oggi, cinquant’anni dopo, ai primi telespettatori che l’hanno visto sul canale televisivo “Iris”. Tornerà ad essere programmato. I lecchesi di allora, cinquant’anni or sono, non mancarono di affollare il locale di proiezione, il Cinema Nuovo, rivedendo tanti volti noti, in particolare nelle riprese della centralissima piazza Manzoni, quando un carosello tra la vettura dei banditi e quello della Polizia avveniva in un momento di grande traffico e di movimentata presenza dai negozi ai locali pubblici della piazza stessa.
La visione può essere una carezza alla memoria di una città cambiata, come appare nella celluloide del piccolo schermo televisivo.
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