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Scritto Giovedì 18 maggio 2017 alle 09:48

Sull'ecocentro di Calolzio Ghezzi è impreciso: facciamo chiarezza

Cesare Valsecchi
“Ogni commento è del tutto inutile” conclude il capogruppo della Lega Nord, Marco Ghezzi, tornando sulla questione dell’Ecocentro-Silea e dell’affitto che sarebbe dovuto. I commenti forse sono inutili, ma sicuramente è utile, anzi necessaria, una precisazione per ricondurre il tema nel contesto corretto. I cittadini è giusto che siano informati circa i termini amministrativi, prima ancora di esprimere valutazioni politiche, illudendo che si potesse ricavare un guadagno che è tutto teorico.
La questione infatti non è come la si vuol fare intendere, basata su ipotesi opinabili. Ci si dimentica di distinguere, oppure volutamente si confonde, che una cosa è la cessione di un servizio in affidamento (che faceva riferimento all’Amministrazione comunale), un’altra è la vendita di un ramo d’azienda (di competenza e quindi gestita da Ausm, poi approvata dal Consiglio comunale).
Le due questioni non possono essere confuse come unica operazione e non si può semplicemente “tirar la somma” come fa il capogruppo Ghezzi.
La cessione del ramo d’azienda Ausm e l’affidamento del servizio hanno seguito condizioni e procedure diverse. Il servizio doveva essere trasferito in affidamento, con personale e mezzi (quest’ultimi ormai in gran parte da sostituire o non efficienti) entro il primo gennaio 2015. Il Comune stava trasferendo un servizio in gestione a un’azienda, la quale azienda aveva bisogno delle condizioni per operare, tra cui l’area di cui si tratta, per svolgere un servizio. Da non trascurare il fatto che un affitto più oneroso avrebbe alzato i costi di gestione con probabile corrispondente aumento delle tariffe. Ma non è questo il punto. La cifra cui fa riferimento Ghezzi deriva da stime tecniche (teoriche) ma devono essere confrontate coi valori realistici di mercato, e la cifra considerata non poteva essere raggiunta. Con la conclusione del trasferimento del servizio, il valore sarebbe sceso drasticamente: per fare un esempio, sarebbe come mettere in vendita un terreno edificabile che sta per divenire agricolo. Se non si vende entro i termini al valore teorico e voluto, da cui si ritiene di non scendere, si rischia di dover vendere a molto meno o nulla… La stima andava confrontata con la valutazione della controparte (e opportunamente in trattativa i valori si tengono inizialmente più alti e non al ribasso), e la trattativa ha dovuto seguire le condizioni mercato (oltre che, come detto, in funzione dei servizi ottimali e in efficienza secondo la migliore economia).
L’affitto è pertanto presunto, e è solo un’ipotesi, anzi un desiderio, la somma che si denuncia come un mancato guadagno: sarebbe come dire che se si vendesse un immobile a una cifra mentre si chiedeva il doppio, il guadagno sarebbe dimezzato e perciò si è persa la metà?
Per quanto riguarda la Corte dei Conti, ammesso poi che si pronunci in merito (perché potrebbe anche archiviare il tutto non rilevando osservazioni) attendiamo serenamente l’esito; al momento non siamo a conoscenza neanche della documentazione cui si fa riferimento, e come si presenta contestazione che comunque non può associare due questioni diverse e ben distinte, la cessione da parte di Ausm di un ramo d’azienda e l’affidamento del servizio con relativi spazi e mezzi.
Cesare Valsecchi, sindaco di Calolzio
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