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Scritto Giovedì 18 maggio 2017 alle 18:07

Emergenza personale negli uffici scolastici, anche a Lecco

Anche in Provincia di Lecco, al pari dell’intera Regione Lombardia, all’interno degli uffici scolastici territoriali e delle segreterie
Mario Rampello
dei vari istituti del territorio la situazione del personale – in continua e progressiva riduzione – preoccupa e rischia di compromettere la qualità dei servizi in vista del prossimo anno scolastico.
Cgil Cisl Uil della funzione pubblica e dei lavoratori della conoscenza e Confsal della Lombardia e di Milano hanno scritto una missiva al ministro dell’Istruzione Università e Ricerca, Valeria Fedeli, all’assessora regionale Istruzione Lavoro, Valentina Aprea, e ai gruppi politici del Consiglio regionale in merito all’emergenza organici nell’Ufficio Scolastico Regionale (USR) e negli Uffici Scolastici Territoriali (UST) e alle ricadute sulle scuole.   

“In questi giorni si sente parlare delle assunzioni per quanto riguarda il corpo docente, ma anche per il personale Ata e amministrativo sussistono gravi difficoltà” ha spiegato Mario Rampello, Cisl Scuola Lecco. “Rispetto a qualche anno fa il numero di chi lavora nelle segreterie e Ust è drasticamente diminuito, con il risultato che per alcuni dipendenti l’impegno risulta triplicato perché sono chiamati ad affrontare diverse mansioni. I direttori di servizio non sono di ruolo cioè non hanno più la garanzia di un contratto a tempo indeterminato, ogni anno si assiste ad un turnover. Questa non è decisamente una “buona scuola”. Nella nostra Provincia siamo sotto organico del 35-40%”.

A livello regionale, come si evince dal comunicato unitario delle sigle sindacali, su un organico previsto di 675 unità gli effettivi in servizio negli uffici scolastici lombardi sono 314. Se per l’anno in corso la scopertura è di circa il 50%, per il prossimo, con i 55 pensionamenti, salirà al 57% .
“Le attività sono prossime al collasso. Con l'aggravante, causa blocco del turn over, che i (pochi) lavoratori più giovani superano i 40 anni d’età, mentre gli altri si attestano di media sui 58. Pertanto se va in pensione l'unico lavoratore adibito ad uno dei servizi dell'Ust, quello chiude perché manca il sostituto. Ed è il caso dell'Ust di Mantova e Cremona: i docenti che maturano il diritto alla pensione rischiano di non andarci perché l’ufficio preposto alle loro pratiche è rimasto senza addetto. Ma è a rischio anche l'avvio del prossimo anno scolastico. L’attuale è partito grazie alla straordinaria disponibilità del personale che ha lavorato anche fino alle ore 20, sabato e domenica inclusi.
Le lavoratrici e i lavoratori hanno maturato centinaia di ore di straordinario (pagate, a oggi, solo al 25%!) per garantire il diritto all'istruzione a tanti ragazzi lombardi. Ma ora basta! Non si può sempre far ricadere la responsabilità e il peso di politiche sbagliate sulle spalle dei lavoratori e dell'utenza.
Grave è anche la situazione delle segreterie scolastiche, sia perché ridotte di organico, anche per lo storico utilizzo degli ausiliari, tecnici e amministrativi (Ata) spostati in supporto agli Ust, sia perché provate da norme che oggi non consentono sostituzioni in caso di assenze di personale, aggravando così la scopertura. Queste soluzioni tampone non sono più praticabili e riteniamo assolutamente insufficiente assumere solo 22 unità per la Lombardia a fronte di un organico più che dimezzato.
È necessario che si proceda subito ad affrontare l’emergenza, con azioni straordinarie: assunzioni, mobilità intercompartimentale da altre Pa e interregionale verso gli uffici scolastici lombardi.
Alla politica tutta si fa appello perché prenda coscienza del rischio di blocco di enti e servizi dello Stato con conseguenze non solo su lavoratrici e lavoratori ma su studenti e famiglie”.
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