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Scritto Giovedì 18 maggio 2017 alle 22:35

Lecco: l'arresto del consulente finanziario Sarti è il primo in provincia operato per 'fatti di bancarotta' e reati fiscali. Tutte le accuse a suo carico con 'intrighi' tra Italia, Svizzera e Malta

Marco Sarti
Quella odierna sarà la prima notte trascorsa dietro le sbarre da Marco Sarti, noto consulente fiscale con residenza a Malta e casa in centro Lecco, destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip dr. Paolo Salvatore su richiesta del sostituto procuratore dr. Nicola Preteroti all'esito di un'intricata attività investigativa delegata al Nucleo di Polizia Tributaria del Comando provinciale e dunque agli uomini del t. colonnello Mario Leone Piccinni.
Il 57enne - già gravato da precedenti specifici e al momento assistito dall'avvocato Alessandro Dell'Oro - risulta indagato per fatti pluriaggravati di bancarotta fraudolenta nonché per reati fiscali.
E' la prima volta, almeno a memoria d'uomo, che nella nostra provincia viene chiesta e ottenuta l'applicazione di una misura cautelare di questo tipo per tali fattispecie, seppur non così inusuale in altri contesti. Quando ci sono i presupposti - e dunque il rischio di reiterazione della condotta oppure il pericolo di inquinamento delle prove o di fuga -  "si va in carcere, senza passare dal via" anche per questo genere di ipotesi accusatorie: questo il messaggio lanciato in maniera forte dalla Procura, quale monito per i "furbetti" ed a ulteriore riprova dell'impegno profuso a salvaguardia del tessuto economico sano del territorio.

Il sostituto procuratore Nicola Preteroti e
il t.colonnello Mario Leone Piccinni
LE ACCUSE
Due le bancarotte - patrimoniali e/o documentali - al momento ascritte all'uomo, già condannato in anche per un episodio di corruzione e con un passato da amministratore condominiale tra la provinciale di Lecco e quella di Bergamo. La più "piccina" in relazione alla Brianza Car, autofficina di via Cadorna a Cremella, dichiarata fallita nel 2014: per tale crack, dopo un primo patteggiamento, risulta ora a giudizio l'ultimo amministratore di diritto dell'impresa, irrintracciabile, ritenuto però "prestanome" del Sarti, a carico del quale è stato dunque aperto dal sostituto procuratore Preteroti un "fascicolo parallelo". Il lecchese poi - secondo le risultanze investigative, chiaramente ancora da dimostrare in sede giudiziaria - risulterebbe coinvolto anche nel fallimento della LO.SERV, società cooperativa, originariamente di ragguardevoli dimensioni, nata nella bergamasca ma dal 2013 iscritta nel registro delle imprese del capoluogo lariano a seguito del trasferimento della sede legale nel "cuore" delle città, presso uno studio in piena ZTL. E' dichiarata "morta" dal Tribunale nelle persone del Presidente Secchi e dei giudici Lamberti e Lombardi nel gennaio di quest'anno su ricorso proprio del dr. Preteroti che, già nel mese di ottobre, aveva ordinato perquisizioni in sede e a carico degli amministratori. Nello specifico tale realtà - attiva prevalentemente nel facchinaggio ed arrivata a contare anche un centinaio di dipendenti per lo più stranieri con trattamento economico non propriamente "da re" - avrebbe negli anni fatturato milioni di euro senza versare l'IVA relativa, arrecando così - ritengono gli inquirenti - un danno alla salute economica pubblica (con tanto di guadagni migrati Oltralpe) e allo stesso tempo "alterando" in qualche modo il mercato all'intero del settore, potendo offrire prestazioni a prezzi decisamente concorrenziali in danno agli altri operatori più ligi al rispetto delle regole.
Ascritta a Sarti quale supposto amministratore di fatto - poi - e addotta quale motivazione della richiesta della misura cautelare, sempre in riferimento alla LO.SERV, anche l'omessa tenuta delle scritture contabili. Contestati infine al 57enne anche reati fiscali per i quali è stato disposto il sequestro per equivalente di quote societarie, beni mobili ed immobili in Costa Smeralda, a Lecco, Bergamo per circa un milione di euro. Nel dettaglio la cooperativa avrebbe omesso la dichiarazione dei redditi relativi agli anni d'imposta 2012 e 2013 nonché il versamento dell'Iva per il 2014.

GLI INTRIGHI TRA ITALIA, SVIZZERA E MALTA
L'attività investigativa non ha avuto però quale elemento focale solo la LO.SERV e la Brianza Car.  Sarti, infatti, come tra l'altro si legge nella nota stampa diffusa quest'oggi dalle Fiamme Gialle "in qualità di amministratore di fatto di diverse società operanti nel territorio della provincia di Lecco e Bergamo, mediante artifizi fiscali e la simulazione di operazioni economiche fittizie, avrebbe sottratto ed occultato in società italiane ed estere, al fine di evadere le imposte, diversi milioni di euro. In pochi mesi, i militari della Guardia di Finanza di Lecco hanno ricostruito il complesso sistema di frode che sarebbe stato ideato e posto in essere dall'arrestato, individuando anche le società svizzere e maltesi strumentalmente utilizzate dal professionista per evadere il fisco". In altre parole - schermandosi dietro prestanome sia per quanto riguarda l'amministrazione sia per la gestione - l'uomo avrebbe creato diverse società elvetiche (con sede tutte a Chiasso) e alcune maltesi utilizzate quali controparti negoziali per drenare risorse da imprese italiane ormai decotte: egli, per usare una metafora, secondo l'impianto accusatorio, parrebbe aver perfezionato un sistema per "spolpare il cadavere" di realtà in cattive acque acquisite per un nulla e destinate poi a naufragare, "esportando" gli utili all'estero e disinteressandosi delle perdite, sul "gobbo" dell'Erario. Arrivate infine in Procura anche segnalazioni per operazioni sospette, con movimentazioni in Svizzera: aziende italiane avrebbero ricevuto somme poi subito rigirate verso stati esteri come Cipro, l'Olanda, la Germania e l'Austria. Si sta dunque valutando l'ipotesi di riciclaggio.
Ciò che è certo l'intento che muove indagini come questa: dimostrare all'imprenditore onesto che, al contrario dei "mezzucci", il mantenersi onesti paga.
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A.M.
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