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Scritto Venerdì 19 maggio 2017 alle 10:01

Lecco è una città per giovani? La parola agli under 40, per trovare una risposta insieme

Lecco è una città per giovani: a seguito di quest'affermazione è opportuno un punto di domanda o uno esclamativo? Trovare una risposta è stato proprio l'obiettivo della serata proposta giovedì 18 maggio presso il polo locale del Politecnico di Milano, in cui a mettersi in gioco per discutere del presente - ma soprattutto del futuro - della nostra città sono intervenuti i diretti interessati, ovvero i ragazzi lecchesi.

Il prorettore Grecchi al microfono

Inserita all'interno dei "Dialoghi di Vita Buona" della Chiesa di Milano e realizzata grazie alla partecipazione del progetto "Avere Cura del Bene Comune" del Servizio Giovani di Lecco, l'incontro moderato dal giornalista e direttore di "Vita" Riccardo Bonacina si è aperto con il saluto di Manuela Grecchi, Prorettore del Politecnico lecchese, che ha poi immediatamente ceduto la parola ai numerosi ospiti intervenuti, tutti rigorosamente under 40.
Tra questi, prima a portare la propria testimonianza è stata Simona Piazza, Assessore alla cultura e alle politiche giovanili lecchese chem parlando "da cittadina e da studentessa che ha avviato il suo corso di studi a Lecco", ha ricordato il lungo e intenso percorso di trasformazione che la città ha affrontato negli ultimi anni e che l'ha portata ad acquisire non solo identità di centro culturale e turistico ma soprattutto di punto di accoglienza per studenti da ogni parte del mondo. Tra le proposte dell'Amministrazione Comunale vi sono state infatti l'allestimento di spazi di coworking per sostenere e alimentare i progetti giovanili, laboratori per la promozione della ricerca e attività formative e di supporto nell'ambito di istruzione e lavoro, tutte iniziative concretizzatesi nel progetto "Avere Cura del Bene Comune", incentrato su una rigenerazione urbana e culturale nella quale si colloca anche la serata di giovedì.

Simona Piazza e don Filippo Dotti

Una realtà, quella lecchese, che nella sua complessità dimostra quanto "la dimensione pubblica sia inevitabilmente legata a quella privata dei cittadini" - come ha asserito Filippo Dotti, responsabile della Pastorale Giovanile del Decantato di Lecco - in cui oltre alle possibilità educative, studenti e ragazzi di ogni età devono avere il diritto di esternare al meglio la loro indole e creatività. Un esempio di questo è stato portato da Afran, artista camerunense risiedente dal 2009 in Valsassina, che proprio a Lecco ha avuto possibilità di inseguire il suo sogno e spinto dal talento tutt'oggi realizza creazioni apprezzate anche fuori dai confini lacustri.
Non sono mancate anche le "polemiche" e le provocazioni, come quelle sollevate dal filosofo Silvano Petrosino, docente all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il quale si è soffermato sul termine troppo generico ed abusato di "giovane" ed ha sottolineato quanto sia "importante non occupare sempre e freneticamente il tempo, ma lasciare dei buchi dando libero spazio agli effetti prodotti dalla noia".

Riccardo Bonacina con Afran

6 ragazzi intervenuti: da sinistra Clara Galbini, Francesco Lietti, Martina Locatelli, Pietro Regazzoni,
Manuela Lancini, Francesco Paolo Manzari

Eppure a Lecco la voglia di fare c'è e a dimostrarlo sono stati non solo i ragazzi intervenuti nel vivo della serata con una tavola rotonda di confronto e dialogo, ma soprattutto le testimonianze video di varie realtà associative - come Scigamatt, Arci, Living Land e molte altre -  che nel loro piccolo tentano di rendere la città "a misura di giovane": le vere richieste arrivano da parte loro e si concretizzano sia in una maggiore "morbidezza" verso i ragazzi e la loro libertà di espressione sia in desideri più pratici, come l'apertura di un cinema o di centri sportivi, di dialogo e di confronto.

Shade e Silvano Petrosino

Primo a destra monsignor Maurizio Rolla

La serata si è poi conclusa con un momento musicale animato dal rapper italiano Vito Ventura, più noto al pubblico come Shade, che, oltre ad alcuni dei suoi brani più noti, ha presentato al pubblico la sua storia di artista e prima di tutto di giovane che si è fatto strada armato quasi esclusivamente  di una penna e dalle sue ambizioni musicali.
Tante le proposte e le idee messe sul tavolo, ma soprattutto evidente a pubblico ed organizzatori è stato l'amore verso una città che - sia per chi ci è nato sia per chi l'ha scoperta da poco - rappresenta una casa, da preservare e arricchire ognuno con i propri strumenti, per dimostrare una volta per tutte che Lecco può essere non solo una città per giovani, ma una città per tutti.
Francesca Amato
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