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Scritto Venerdì 19 maggio 2017 alle 10:32

Le esperienze e i 'progetti' di 6 ragazzi, impegnati in altrettanti differenti ambiti

Sala piena e partecipazione alle stelle per la serata "Lecco, una città per giovani!?", proposta presso il polo lecchese del Politecnico di Milano giovedì 18 maggio, nella quale destinatari e ospiti dell'evento sono stati proprio loro: i giovani lecchesi, in prima linea per farsi sentire.
In particolare ad essersi distinte sono state le voci di 6 ragazzi, ognuno con un bagaglio di esperienze diversissimo ma tutti accomunati dall'amore per questa città e dal desiderio di mettere del proprio per renderla migliore.

Clara Galbini, Francesco Lietti, Martina Locatelli

La prima a prendere parola è stata Clara Galbini, una delle ideatrici di "Floating City Lecco", progetto trasversale che ingloba gli ambiti educativo, culturale, turistico e delle nuove tecnologie. Nato successivamente alla partecipazione al "Bando delle Giovani Idee", il gioco virtuale - più propriamente definito "alternate reality game" - permette a chiunque lo utilizzi di conoscere la città grazie a indizi disseminati in diversi luoghi, attraverso i più comuni social networks di cui tutti dispongono, come Facebook, WhatsApp, YouTube e molti altri. Animato dall'idea secondo cui "se un ragazzo conosce la sua città e impara ad apprezzarla diventerà sicuramente un cittadino che la rispetta", nei suoi 8 mesi di vita il progetto ha fatto molta strada, diventando uno strumento apprezzato non solo a Lecco ma anche in altre città come Brescia.
In "ambito tecnologico" si colloca anche il secondo giovane ospite della serata, Francesco Lietti, studente all'ultimo anno dell'Istituto Badoni e creatore di un'app originale che rivoluziona il modo di approcciarsi al codice stradale: fondandosi sull'idea secondo cui far rispettare le regole premiando gli automobilisti è più efficace che farlo punendoli, l'applicazione consente infatti di accumulare chilometri - guida dopo guida - che potranno poi essere convertiti in premi in denaro o agevolazioni, riconoscimento per il rispetto delle norme e delle regole.

Pietro Regazzoni, Manuela Lancini e Francesco Paolo Manzari

Non sono mancate poi le testimonianze di giovani impegnati a livello sociale, come quella di Martina Locatelli, rappresentante della Caritas Ambrosiana di Lecco, che dopo una missione salesiana in Etiopia ha scelto di partecipare al servizio civile e di dedicare il suo tempo a proposte ed iniziative di volontariato accostandosi alle realtà di povertà presenti sul territorio; e quella di Pietro Regazzoni, ex rappresentante dell'Istituto Bertacchi, che dopo l'esperienza di Presidente della Consulta studentesca di Lecco ha alimentato la sua passione per la rappresentanza e per la politica iniziando gli studi in scienze politiche e assumendo il ruolo di segretario del Gruppo dei Giovani Democratici.
"Oggi si pensa che i giovani non siano interessati all'associazionismo e alla vita politica ma la realtà è un'altra" ha spiegato uno dei ragazzi. "I giovani hanno voglia di fare e di mettersi in gioco, e le possibilità non devono essere solo date ma anche create perché altrimenti si rischia sempre di dar la colpa a qualcun altro. Il vero problema è che senza qualcuno che ci creda soprattutto a livello locale andare avanti con un progetto diventa quasi impossibile".
Punto centrale nelle testimonianze di tutti i ragazzi è stata infatti la necessità di creare una rete di collaborazione tra le numerose realtà associative fiorite nel territorio lecchese, per creare un'unione che ci porti a "smettere di cercare la città perfetta per ciascuno, ma agire tutti insieme per creare una città che sia la migliore possibile per tutti".


Ultimi due ambiti presentati sono stati infine quello dello sport lecchese di cui si è fatta portavoce Melania Lancini, palleggiatrice della società Picco che approderà B2 e il tanto delicato quanto mai attuale tema dello "sguardo da fuori": a portarlo sotto gli occhi del pubblico di giovedì è stato Francesco Paolo Manzari, studente di ingegneria edile e architettura al Politecnico, che dal 2011 ha lasciato la città di Bari per motivi di studio trasferendosi all'ombra del Resegone.
Una serata quindi in cui a farsi sentire sono state proprio la genialità e creatività di quei giovani che rappresentano una Lecco pronta a mettersi in gioco, ad evolversi ed a creare per sé stessa per il suo futuro una realtà che sia all'altezza dei sogni che ha e che coltiva.
F.A.
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