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Scritto Venerdì 19 maggio 2017 alle 12:34

Lecco: acquisti alla gioielleria De Pascalis con assegno 'smarrito'. Il giudice condanna

È stato condannato a 3 anni di reclusione, al pagamento delle spese processuali, alla pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e alla refusione del danno da corrispondere a favore della parte civile quantificato in 12.300 euro. Si è chiuso questa mattina il procedimento a carico di Giuseppe Matteo Corti, accusato di truffa (art. 640 CP) e calunnia (368). In aula, davanti al giudice Enrico Manzi, sono comparse due vittime che hanno raccontato l'accaduto e cioè il pagamento ricevuto con assegni denunciati come smarriti e quindi protestati dalla banca.
Due le gioiellerie dove l'uomo, la cui famiglia aveva anni addietro un bar a Malgrate, ha fatto acquisti: la Clessidra di Milano e De Pascalis nella centralissima via Cavour a Lecco.
È stato proprio David De Pascalis questa mattina in aula a raccontare la vendita fatta al Corti. Il 5 marzo 2014 l'imputato, difeso dall'avvocato Roberto Corbetta, si era presentato nella nota gioielleria lecchese e aveva acquistato due orologi Rolex e un Panerai. Corti, che già nel mese di febbraio aveva comperato un altro orologio pagandolo con assegno e nelle settimane successive sempre presso De Pascalis si era recato per alcuni regali, aveva chiesto a David De Pascalis di compilare al suo posto l'assegno, tranne naturalmente nella parte della firma, poiché a suo dire aveva dimenticato gli occhiali da vista. Non ravvisando nulla di particolarmente problematico, il gioielliere aveva provveduto a inserire cifra, data e beneficiario dell'assegno porgendolo poi al cliente per la sigla. Il mattino successivo il titolare si era recato in banca per l'incasso, a seguito della vendita avvenuta il pomeriggio precedente, e lì se lo era visto protestare poiché il blocchetto da cui proveniva era stato oggetto di denuncia di smarrimento presso i carabinieri di Mandello.
Come riassunto dall'avvocato di parte Civile dr. Facchini, l'imputato utilizzava artifici molto simili fingendosi cliente della gioielleria dove si recava più volte facendo acquisti regolari, instaurando quindi un rapporto fiduciario con il commerciante, e poi facendo scattare il piano. Scelta la merce Corti pagava con assegno, che però faceva parte di un blocchetto denunciato in quanto smarrito. Nel caso specifico della gioielleria De Pascalis la denuncia era stata presentata il giorno successivo alla truffa, da qui anche il capo di imputazione di calunnia formale.
S.V.
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