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Scritto Venerdì 19 maggio 2017 alle 13:04

Don Agostino del don Guanella al Giro d’Italia, da Oropa a Milano

Don Agostino Frasson, appena conclusa la cerimonia di posa e benedizione della prima pietra della nuova ala della Cascina Guanella, a Valmadrera, ha pensato alle pedalate sulle strade della grande corsa con la maglia rosa, ovvero il Giro d’Italia. La prima tappa dei 15 amatori del pedale di Casa Guanella, che seguiranno don Agostino, è quella che si conclude al santuario della Madonna di Oropa, a quasi 1200 metri di quota.

Don Agostino al Ghisallo con alcuni ciclisti

    Il rettore del santuario, don Michele Berchi, ha “sponsorizzato” la preghiera del ciclista, fatta conoscere attraverso iniziative promosse dal Panatlhon Club e della Federazione Ciclistica regionale di Piemonte e provinciale di Novara. La preghiera si deve ad Ernesto Zucchi e Silvio Palabella ed ha avuto l’appoggio del vescovo emerito di Novara, mons. Renato Corti, lecchese di Galbiate, che Papa Francesco ha nominato Cardinale nell’ultimo Concistoro. Gli autori della preghiera, Zucchi e Palabella, hanno dichiarato che il prossimo obiettivo è centrato sul Giro d’Italia, edizione n. 100, che propone la significativa tappa Castellania-Oropa, durante la quale verrà distribuito al grande pubblico il testo dell’invocazione al Signore di don Michele Berchi, rettore del santuario di Oropa.

Don Michele Berchi del santuario di Oropa

    Don Agostino, con due fedelissimi ciclisti amatoriali, Giorgio Mazzieri di Merate e Roberto Stropeni di Mandello, percorrerà tutto il restante tracciato del Giro, dopo la tappa di Oropa; pedalerà sulle strade brianzole della tappa verso Bergamo, che passa da Brivio e dal suo ponte quest’anno centenario, sulle acque dell’Adda. Verrà ricordato Tino Ausenda, nato in paese nel 1919 e deceduto nel 1976. Ha partecipato a cinque Giri d’Italia, ottenendo il miglior risultato nel 1948, con il 20° posto; è stato al Tour de France, giungendo con Fiorenzo Magni, al Parco dei Principi, nel 1949, con la maglia azzurra della nazionale cadetta B.

Simone Petilli

    La pubblicazione di qualche anno fa “Brivio, lo sport, le tradizioni”, a cura di Angelo Carozzi, ricorda la figura di Tino Ausenda con fotografie delle gare dell’immediato dopoguerra 1945, dove l’atleta vinse nel 1946 la Torino-Biella.
    Don Agostino ed i suoi collaboratori, pedalando in “anteprima” sul tracciato della corsa rosa e sostando poi nelle varie sedi di tappa, avranno modo di incontrare corridori, accompagnatori, tecnici, giornalisti ed addetti vari della “carovana”. Sarà occasione per cercare Claudio Chiappucci, che segue il Giro d’Italia come telecronista della TV francese ed invitarlo alla Cascina Guanella, di Valmadrera, per presentare il recentissimo libro “El diablo racconta”, scritto da Beppe Conti, storico del ciclismo, al Guanella di Lecco, quando arrivò in città il Giro di Lombardia.
    Nel gruppo dei corridori impegnati al Giro, la comitiva lecchese saluterà sicuramente Simone Petilli, 24 anni, di Dervio, che si sta distinguendo nella classifica generale e nella classifica per i i giovani. Ha ricordato, in una recente intervista, di aver iniziato a pedalare sulle ripide strade della Val Varrone, sopra Dervio, nelle sfide fra coetanei adolescenti. Chissà, magari anche a don Agostino proporrà, passando da Dervio, una sosta alla pizzeria di papà Nicola per chiedere quella che Simone ritiene la pizza migliore, nutriente, ristoratrice dopo le fatiche anche di una corsa pesante: quella al salmone con la rucola. Se sarà così, vorrà dire che il Giro d’Italia è diventato anche goloso.
A.B.
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