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Scritto Martedì 30 maggio 2017 alle 09:04

ASST, intervista a un ginecologo non obiettore. 'Sono parte di una squadra che ha come obiettivo la salute della donna'

Utilizzando quale spunto una recente intervista rilasciata dall'assessore regionale al Welfare Giulio Galleria in tema di interruzioni volontarie di gravidanza, paragonando - seppur senza citare la "controparte" - la realtà lombarda con l'esperienza di altri "angoli d'Italia" (un esempio su tutti la necessità del San Camillo di Roma di indire un concorso per soli medici non obiettori), abbiamo chiesto all'Asst di Lecco la possibilità di scambiare due chiacchiere con un ginecologo dell'ospedale Manzoni. Il tema è proprio quello della fine di una gestazione non desiderata, visto con gli occhi di una professionista che, per scelta, si occupa anche di tale aspetto. Risponde la dottoressa Tiziana Dell'Anna, in forza alla struttura di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale Manzoni.

L'ospedale Manzoni di Lecco
- Partiamo da una premessa numerica: quante sono le donne che annualmente a Lecco e Merate decidono di interrompere una gravidanza? Negli ultimi anni si è registrata una contrazione delle IVG, come legge tale dato?

Il Ministero della Salute ha pubblicato a dicembre 2016 i dati definitivi relativi alle interruzioni di gravidanza negli anni 2014 e 2015. Rifacendoci allo stesso periodo le interruzioni di gravidanza registrate nel 2014 a Lecco sono state 240 e 230 a Merate, 159 e 130 rispettivamente per il 2015. I numeri sono in riduzione, confermando la tendenza nazionale e crediamo che questo sia il frutto di più azioni sinergiche messe in atto: donne sempre più consapevoli ed informate e un accesso alla contraccezione facilitato grazie alle attività dei consultori.

- Nelle scorse settimana l'assessore al Welfare Giulio Gallera ha affermato con convinzione che "Regione Lombardia garantisce a tutte le donne con professionalità, tempestività ed efficacia la libertà di scelta di interrompere volontariamente la gravidanza, prevista dalla legge nazionale 194. Legge che viene applicata in tutte le ASST della Lombardia, per questo non abbiamo necessità di ricorrere a concorsi per reclutare medici non obiettori". Sempre per rimanere sulla "statistica": a Lecco quanti sono i ginecologi in servizio e quanti di questi non sono obiettori? Il numero risulta congruo in relazione alle richieste? A Merate?
Nella realtà di Lecco le parole dell'assessore trovano conferma. Il numero di ginecologici non obiettori in servizio presso l'Ospedale Manzoni sono sei su un totale di quindici mentre a Merate sono 2 su 9. Quindi un numero di sicuro adeguato a sostenere il modo ottimale il servizio.

- L'assessore ha inoltre sottolineato: "Lo scorso anno sono state effettuate nelle nostre strutture 14.111 interruzioni volontarie di gravidanza di cui circa il 15% su donne provenienti da fuori regione". Anche nella nostra ASST si evidenzia questo afflusso da fuori territorio?
Nella nostra ASST la percentuale di donne che giunge da altra regione non è così elevata ma credo che il dato sia legato all'accentramento che le città più grandi, come la vicina Milano, esercitino su chi si sposta da un'altra regione per sottoporsi ad una interruzione di gravidanza. 

- Qual è l'iter che una donna che ha intenzione di non portare a termine la gravidanza deve seguire?
Nella nostra ASST il percorso è ben codificato e concertato fra i consultori e le strutture ospedaliere di riferimento. La donna viene accolta in consultorio da un'ostetrica, affidata all'assistente sociale, una psicologa è sempre a disposizione, viene valutata dal punto di vista clinico da un ginecologo che rilascia una certificazione che attesti che la gravidanza sia insorta entro i 90 giorni e successivamente la donna viene indirizzata in ospedale dove l'interruzione viene praticata.

- Come viene praticata nel concreto l'interruzione? E' in uso la RU486? Se si è la donna che sceglie la modalità - chirurgica o pillola - oppure il medico?
Il primo criterio è temporale. L'interruzione farmacologica può essere fatta fino alla settima settimana di gravidanza. Solo se questo primo criterio è rispettato al donna può optare per l'interruzione farmacologica. 

- "Mi preme, infine sottolineare, che la prevenzione dell'Ivg è obiettivo primario di sanità pubblica. Regione per questo attua importanti azioni relative all'educazione sessuale e all'attenzione a gravidanze indesiderate, attraverso l'attività dei consultori" ha dichiarato ancora l'assessore Gallera. Dalla nostra ASST quali sono le azioni intraprese in questo senso?
Di nuovo dobbiamo dire che la realtà della nostra ASST è una realtà in cui si è fatto e si fa molto in questo senso. La rete consultoriale è ben strutturata sul territorio ed è in atto un processo di riorganizzazione che prevede un interscambio continuo fra territorio ed ospedale. Ne è un esempio concreto la contraccezione con metodi a lunga durata d'azione, come spirali ed impianto sottocutaneo, che vengono illustrati e proposti alla donna in consultorio e poi applicati direttamente al momento dell'interruzione in ospedale. 

La dottoressa Tiziana Dell'Anna
- Passiamo, dopo questa panoramica, a qualche quesito più personale. Prima di tutti, per presentarsi preventivamente ai lettori e alle lettrici che non la conoscono in pochissime righe, come sintetizzerebbe il suo "bagaglio di esperienza" dal punto di vista lavorativo?
Da dieci anni, sin da subito dopo la specializzazione in ginecologia e ostetricia, lavoro come medico ospedaliero per il sistema sanitario nazionale. La mia grande passione è la ginecologia oncologica grazie alla quale mi sono occupata di tumore del collo dell'utero e di papilloma virus. Mi occupo, quindi, di malattie a trasmissione sessuale, di contraccezione e inevitabilmente di interruzioni di gravidanza.  

 - Come mai la scelta di non essere obiettore?
Quello che ho scelto è di fare la specialità di Ginecologia ed Ostetricia il resto, nel mio caso, è stato automatico. Volevo occuparmi anche di questo aspetto della disciplina.

- Ha un ricordo nitido del primo intervento di questo tipo effettuato nel corso della sua carriera lavorativa?

Ho un ricordo nitido di quando ho comunicato al mio Professore, al secondo anno di specializzazione, l'intenzione di essere un medico non obiettore e di come mi sia sentita, da quel momento, più vicina all'idea del tipo di ginecologo che avrei voluto diventare.

- Le pazienti arrivano a lei dopo essere già state "valutate" in consultorio. Si crea comunque un qualche rapporto con loro?
Come può immaginare, entriamo in contatto con la donna in un momento di grande fragilità. Non creare un rapporto è impossibile e soprattutto non è quello che noi medici non obiettori desideriamo. Io mi sento parte di squadra che ha un obiettivo comune, quello di garantire nel limite del possibile la salute fisica e psicologica di una donna che sta vivendo l'esperienza di una gravidanza indesiderata e ritengo sia mio esplicito compito fare in modo che non le ricapiti di vivere la stessa esperienza e, più in generale, che capiti ad un minore numero di donne possibile. 
A.M.
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