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Scritto Lunedì 19 giugno 2017 alle 14:38

Un 'itinerario del gusto' o 'laboratori fotografici': le idee di un gruppo di studenti del Poli per recuperare 4 case cantoniere

E' stato presentato quest'oggi, a mezzogiorno, presso il Campus universitario lecchese, il progetto di conservazione e di nuovo uso per quattro case cantoniere ANAS, che ha visto protagonisti gli studenti del Laboratorio di Restauro del corso di laurea Quinquennale in Ingegneria Edile Architettura del Polo di Lecco del Politecnico di Milano.

Lo sviluppo della tematica, che raccoglie l'invito di ANAS per la valorizzazione del patrimonio pubblico di pregio storico, artistico, paesaggistico a fini turistico-culturali, e che risponde più precisamente agli obiettivi del progetto pilota della società, vale a dire l'attivazione e la messa in rete di una serie di strutture ricettive  a supporto di differenti itinerari/aree geografiche (trattasi di 30 case cantoniere selezionate in base alle caratteristiche ed alla location), è stata coordinata  dalla titolare del laboratorio, prof.ssa Elisabetta Rosina e dagli assistenti arch. Alessia Silvetti, gli ing. Chiara Bonaiti e Francesca Andrulli, "una squadra davvero eccezionale", come l'ha definita la stessa Dott.ssa Rosina in apertura di incontro. "Il progetto dal punto di vista didattico ha avuto come obiettivo la possibilità di verificare i criteri e le informazioni consegnate ai ragazzi durante le lezioni teoriche su un caso reale", ha spiegato la coordinatrice.

La casa di Airuno

Quella di Garlate

La struttura di Dervio

"Nello specifico, gli studenti sono andati a verificare limiti e possibilità del restauro nell'ottica di una possibile valorizzazione del patrimonio esistente. Il percorso ha permesso quindi agli studenti di diventare familiari con le procedure del restauro, utilizzando i vari metodi del  rilievo, l'analisi storica, l'analisi strutturale, quella delle patologie, dei materiali, dei colori e dei rivestimenti delle strutture, le potenzialità di trasformazione degli edifici, ed infine l'identificazione dei punti salienti e dei gradi di libertà di trasformazione degli spazi".  

Gli studenti legati alla casa cantoniera di Airuno

Chi si è occupato della casa cantoniera di Dervio

Airuno, Dervio, Garlate ed Abbadia: sono queste le 4 case cantoniere del territorio che gli studenti hanno preso in esame. A guidarli, i criteri di "accessibilità", "efficienza energetica", "compatibilità", "riconoscibilità dell'intervento" e  la valutazione del "minimo intervento necessario" nella definizione del nuovo uso degli edifici. Le attente proposte degli alunni, sono partite dunque da un'accurata analisi Swot, che ha permesso di delineare come punti di forza di tutte e quattro le strutture prese in esame "gli ampi giardini e la presenza di una vegetazione abbonante", come punti di debolezza, ad esempio, "la presenza della strada statale sp 72, molto trafficata ma comunque da valorizzare come opportunità per via del flusso di turisti che l'attraversa", e come possibile minaccia "la concorrenza con locali simili nelle vicinanze, che ha mosso la necessità di mantenere l'unicità delle strutture e la loro identità per l'appunto di case cantoniere".


In seguito alla pianificazione strategica, sono andati dunque a delinearsi due "concept" principali: il primo, definito "Le case del gusto", un itinerario culinario che percorre tutte e quattro le case cantoniere, ciascuna associata ad una portata differente e ad un vino particolare ("a Dervio il pesce, ad Airuno i salumi e formaggi, ad Abbadia la carne e a Garlate i dolci, per sfruttare i numerosi alberi da frutto presenti nei giardini" come hanno spiegato i ragazzi) e il secondo, rinominato "Le case della scoperta", caratterizzato da laboratori fotografici che ripercorrono i paesaggi naturalistici dei diversi itinerari lecchesi e che si riassumono nel logo "co-walking space Idea".

Gli studenti legati alla casa cantoniera di Garlate

I ragazzi che hanno visionato la casa cantoniera di Abbadia

L’Ing. Francesca Andrulli, la titolare del laboratorio, Prof.ssa Arch. Elisabetta Rosina, l'Arch. Alessia Silvetti e l'Ing. Chiara Bonaiti.

I progetti presentati, hanno raccolto il vivo interesse e il plauso dei numerose rappresentanti intervenuti quest'oggi, e quindi l'ing. Giovanni Magarò e l'arch. Tiziana Blasi della sede ANAS di Roma, l'Ing. Arturo Montanelli del Politecnico di Milano, l'assessore Mauro Galbusera, in rappresentanza della Provincia di Lecco e l'assessore ai servizi sociali del Comune di Garlate, uno dei comuni interessati dai progetti, dott.ssa  Pierangela Maggi, che non hanno mancato di ribadire l'utilità dei lavori presentati nonché fornire qualche prezioso consiglio. Gli elaborati degli studenti del laboratorio di restauro, che si inseriscono all'interno della collaborazione tra Politecnico e Anas, rappresentano quindi il primo obiettivo raggiunto nel semestre marzo/giugno 2017 (comprendente anche lo studio di progetti per tesi di laurea) e che culminerà nella progettazione sistemica di 8 ulteriori case, situate tutte in Lombardia lungo strade montane e pedemontane. Un nuovo traguardo che accresce le file di successi della realtà universitaria lecchese.
Giulia Achler
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