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Scritto Mercoledì 09 agosto 2017 alle 18:44

Il calolziese Gatti a Malta per salvare i migranti, ''nonostante gli spari della Guardia Costiera libica contro la nostra nave''

Riccardo Gatti
Si trova a Malta il calolziese Riccardo Gatti, pronto a imbarcarsi l'ong spagnola "Proactiva open arms" per soccorrere i migranti tra la Libia e l'Italia.
Da anni si trova in prima linea per salvare le vite di centinaia e centinaia (se non migliaia) naufraghi della speranza che cercano disperatamente di raggiungere l'Europa, dall'Africa e dal Medio Oriente.
Della sua esperienza ne abbiamo già scritto più volte (qui http://www.leccoonline.com/articolo.php?idd=27760 e qui http://www.leccoonline.com/articolo.php?idd=17421).
Quest'oggi lo abbiamo di nuovo contattato per ascoltare il suo racconto a seguito delle vicende che hanno portato la "Proactiva" agli onori della cronaca nazionale.
Domenica una delle navi dell'associazione impegnata nel salvataggio in mare è stata avvicinata dalla Guardia Costiera Libica che ha aperto il fuoco delle mitragliatrici contro l'imbarcazione dell'Ong: il video nel quale si sentono chiaramente i colpi degli spari ha presto fatto il giro dei media di tutto il mondo.
Ma non è tutto: anche la seconda nave dell'associazione, la "Golfo Azzurro", è stata protagonista di una disputa tra Italia e Malta e per tre giorni è rimasta in acque internazionali con tre profughi a bordo in attesa di ricevere il permesso di entrare in porto.
E' di poco fa la notizia che la nave - insieme ai migranti e ai membri dell'ong - ha fatto il suo ingresso a Pozzallo dopo aver dichiarato un'avaria a bordo, mettendo fine così alla "prigionia" in acque internazionali.
Quando abbiamo contattato Gatti, nel primo pomeriggio di oggi, il via libera delle autorità non era ancora arrivato.


Riccardo, puoi raccontarci cosa sta succedendo?

La nostra nave Golfo Azzurro non ha ricevuto il permesso di entrare in porto al termine di una missione di salvataggio che ci è stata richiesta dalla Guardia Costiera italiana, permettendoci di recuperare 3 migranti provenienti dalla Libia.
Il motivo è una contesa tra Italia e Malta su chi dovrebbe accogliere i profughi: Malta da tempo ha chiuso i suoi confini e si rifiuta di fare entrare le navi sul suo territorio.
E' una situazione che ritengo patetica e che fotografa la realtà dell'Unione Europa che non fa nulla di fronte a Stati membri (Malta non è l'unico) che decidono di chiudere le proprie frontiere.


Come avete vissuto questo momento di stallo?

Ovviamente è una situazione che avremmo voluto evitare. Perché per 3 giorni la nostra imbarcazione è stata ferma quando avrebbe potuto svolgere le missioni di salvataggio in mare.

La vostra seconda nave invece è stata attaccata dalla marina libica. Per quali motivi? Cosa è avvenuto?

La nave (personalmente non ero a bordo) si trovava a 13 miglia dalla costa libica quando è stata avvicinata dalla guardia costiera libica che prima ci ha rivolto alcune comunicazioni particolarmente aggressive e minacciose, accusandoci di essere trafficanti di uomini e poi ha addirittura aperto il fuoco.
Quello che voglio sottolineare è che a spararci è stata una nave data alla Libia dall'Italia e con a bordo personale addestrato sempre dall'Italia.


Ma quali sarebbero state le motivazioni di questi spari?

E' evidente che ci vogliono togliere di mezzo. Da tempo ci stanno accusando di essere trafficanti di uomini, ma una bugia non si trasforma in verità nemmeno se la si ripete centinaia di volte.
Tutte le accuse che sono state rivolte alle Ong non sono mai state dimostrate: sono falsità e nulla più.
Quello che ci interessa è solamente salvare vite umane.

Un gruppo di attivisti
I giornali hanno scritto molto sull'avvio dell'operazione anti-migranti portata avanti da 'Generazione identitaria', il gruppo di destra che ha lanciato la campagna Defend Europe contro lo sbarco di profughi sul continente europeo. Avete già avuto contatti con questa realtà?

Si siamo stati avvicinati da questi attivisti che ci hanno accusato, come fatto dalla guardia costiera libica, di essere trafficanti di uomini e di collaborare con gli scafisti.
Non è qualcosa da sottovalutare, può anzi creare parecchi problemi. Bisogna sempre ricordare che ogni salvataggio in mare è un'operazione particolarmente complessa, delicata ed estrema.
Ho paura che se questi attivisti anti immigrati dovessero avvicinarsi mentre siamo impegnati nel soccorso in mare potrebbero alimentare il panico, magari con persone che si trovano già in acqua. C'è il rischio che con il loro comportamento possano mettere ulteriormente a rischio delle vite umane già in pericolo.


Il "clima" politico nel Mediterraneo sta vivendo settimane particolarmente complesse, come dimostrano gli spari libici ma anche il braccio di ferro tra Roma e Malta. Cosa pensi succederà in futuro?
Vogliono toglierci di mezzo e purtroppo credo che prima o poi ci riusciranno. Personalmente sono convinto che la decisione di sparare non sia stata una scelta improvvisata dall'equipaggio della nave libica ma arrivi da più in alto. Questo la dice lunga.
Finora abbiamo visto un'Europa completamente assente su tutta la questione dei profughi che attraversano il Mediterraneo ma ora questo atteggiamento è cambiato e notiamo una certa ostilità, a volte è velata, altre volte decisamente meno.
Non sono state portate avanti vere politiche di accoglienze. Adesso si parla persino di accordi con la Libia, una nazione dove non c'è alcun rispetto dei diritti umani, che i profughi descrivono come un vero e proprio inferno di violenza. Vogliono riproporre l'assurdo accordo fatto con Erdogan.


Ora cosa farai?
Non appena la Golfo Azzurro potrà operare mi imbarcherò per circa una mese per continuare a fare salvataggi in mare nel tratto tra l'Italia e la Libia.
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P.V.
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