Questo sito usa cookie per offrire una migliore esperienza. Procedendo con la navigazione, acconsenti ad usare i nostri cookie. Maggiori informazioni | Chiudi
  • Sei il visitatore n° 29.789.050
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Venerdì 11 agosto 2017 alle 15:35

L'Adda mai così asciutta in quel caldo agosto del 2003

C’era ben altro, oltre all’uovo cotto sulla colonnina della benzina per i motoscafi, in quel caldissimo agosto del 2003, quando l’Adda raggiunse record con livelli eccezionalmente bassi nel tratto cittadino, lungo la riva del manzoniano quartiere di Pescarenico. La segnalazione arriva da residenti del quartiere con relativa documentazione fotografica. C’è la testimonianza dell’allora decano dei pescatori di Pescarenico, Renato Riva, 84 anni, che dichiarò “L’Adda ha toccato un livello basso mai raggiunto dopo la costruzione della diga di Olginate, ultimata nel 1943/1944, quindi 60 anni or sono”.

Il livello eccezionalmente basso del fiume Adda presso le case di Pescarenico

Sempre lui, nato e cresciuto in contrada del Pesce, sulla riva del fiume, dove il borgo di Pescarenico ha mantenuto praticamente intatte le caratteristiche descritte da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi, evidenziava il tratto di asciutto davanti alle case, che mostrava anche completamente scoperto il condotto di scarico in uscita da via Maggiore.
La consorte Angela, 77 anni, dichiarava “Confermo di non aver mai visto il fiume così basso davanti a piazza del Pesce e nel tratto che corre verso piazza Era, angolo sempre tanto ammirato da tutte le comitive che visitano i luoghi dei Promessi Sposi”.
Altra notizia che trovava spazio sulla stampa era quella relativa al santuario di Nostra Signora della Vittoria dove, ad ogni celebrazione eucaristica, “si pregava per la pioggia, tanto necessaria per la fertilità della terra e per l’ambiente naturale dell’uomo e della vita in generale”.

La siccità all’altezza del Ponte Vecchio

L’iniziativa era del rettore don Fernando Pozzoli e venne accolta con fervore dai fedeli che, con la medesima intenzione, accendevano lumini all’altare laterale della Madonna della Vittoria e della Pace, alla quale è dedicato il santuario inaugurato e consacrato nel 1932 dal cardinale Ildefonso Schuster. La preghiera per la pioggia, si sottolineava, rappresentava, in un certo senso, una novità per il santuario mariano, ma, si evidenziava che lo stesso era in una posizione di “guardiano” del fiume Adda a breve distanza dall’antichissimo ponte di Azzone Visconti. Il campanile della Vittoria poteva essere considerato un “faro” nella vicinanze dell’antica contrada del Lazzaretto, sponda oggi tra Ponte Nuovo e Ponte Vecchio, punto di ritrovo da tanti appassionati del lago.
Erano i giorni anche nei quali i quotidiani pubblicavano la notizia del Po in eccezionale cura “dimagrante”, dove a Felonica, in provincia di Mantova, era stato attraversato a piedi da Bruno Chinazzo, geometra di 60 anni, che da tempo sognava di ripetere un’impresa risalente alla grande secca del 1929 e raccontata dai genitori. Qualcuno suggerì di attraversare l’Adda a metà fiume, tra Ponte Nuovo e Ponte Vecchio. Esperti pescatori e barcaioli sconsigliarono l’impresa, in quanto l’altezza minima dell’Adda era sui tre metri, tenendo presente l’esistenza di alcune buche, ancora più profonde, dette dello “stravacun”, dovute alle bombe aeree lanciate dagli alleati nella primavera 1945, nel tentativo, non riuscito, di colpire il Ponte Vecchio.
A.B.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco