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Scritto Lunedì 21 agosto 2017 alle 09:50

Lecco perduta/76: la lapide al garibaldino Lorenzo Balicco

Una lapide ormai scolorita ricorda il garibaldino Lorenzo Balicco, nella via omonima, che si colloca alle spalle della stazione ferroviaria cittadina.
Era nato a Bergamo nel gennaio 1827. Aveva 21 anni, nel 1848, quando fu volontario nella prima guerra di Indipendenza con il battaglione dei bersaglieri lombardi. E’ stato poi a Roma con la Legione Medici, vicino a Luciano Manara. Combatté nel giugno 1849 contro le truppe francesi del generale Audinot che volevano restaurare il potere temporale dei pontefici.
A Lecco Balicco giunse nel 1849, dopo le vicende della Repubblica Romana. Si era sposato e, nel 1852, nacque la figlia Nina, divenuta poi la consorte dell’industriale Romualdo Borletti. La villa di via Cantarelli (ora via Balicco) è stata costruita nel 1879. Balicco fu per diversi anni nel Consiglio Comunale di Lecco. Il 17 gennaio 1894 il sindaco Guido Ghislanzoni annunciava, con manifesto alla cittadinanza, la scomparsa di Lorenzo Balicco, assessore comunale. Venne tumulato tra le sepolture sottostanti la cappella centrale del cimitero Monumentale di Lecco. La lapide ricorda “il soldato delle patrie battaglie, il legionario della Repubblica Romana, il consigliere ed assessore municipale. Nel suo “medagliere” vi è l’attestato rilasciato dal generale Giacomo Medici, che ricorda “Lorenzo Balicco, combattente ai miei ordini nella difesa della Repubblica Romana del 1849, da Porta San Pancrazio al Vascello”.
La lapide ora scolorita risale al 1936, quando venne inaugurata dai bersaglieri della sezione di Lecco, ricordando il centenario di fondazione dei fanti piumati del generale Lamarmora.

La sezione di Lecco dei bersaglieri ha reso noto che, a metà del prossimo mese di settembre, organizzerà in città un raduno di fanfare dove sarà, ovviamente, in prima fila la locale formazione dedicata alla memoria di Guglielmo Colombo, diretta dal maestro Fabio Losa. Lecco annovera una tradizione di raduni con i fanti piumati, ad iniziare dal lontano 1955 quando era ancora presente il cappellano militare mons. Edoardo Gilardi, lecchese di San Giovanni, più volte decorato durante la prima guerra mondiale. Si susseguirono in anni successivi al 1955 altri raduni di bersaglieri che hanno vivacizzato la città con i passaggi squillanti per vie e piazze pavesate da tricolori.
Per il prossimo raduno di fanfare del mese di settembre è lodevole un intervento di restauro sulla lapide di Lorenzo Balicco, ricordato in un volumetto di Pino Tocchetti, uscito proprio nel 1936, in occasione dell’inaugurazione della lapide stessa.
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A.B.
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