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Scritto Lunedì 11 settembre 2017 alle 18:32

Servizi alla persona: Consolida non è un monolite ma l’espressione di 24 coop. locali con 2000 addetti che offrono alle nostre Comunità un welfare di qualità


Egregio Direttore,
reagiamo a quanto pubblicato la scorsa settimana dalla vostra testata in riferimento al presunto al Consigliere Regionale Mauro Piazza.
Siamo rimasti molto colpiti dalle dichiarazioni del Consigliere non tanto quando esprime ergere le scelte politiche delle amministrazioni comunali della nostra Provincia, alla luce della nuova riforma socio sanitaria, bensì per le modalità poco rispettose con cui ci pare svilisca il ruolo giocato dalla cooperazione sociale in questi anni per costruire bene pubblico.
Concordiamo con Piazza infatti quando auspica una maggiore convergenza interdistrettuale a livello programmatorio e che sia finito il tempo delle rivendicazioni campanilistiche che hanno caratterizzato il dibattito di questi anni, più nelle affermazioni di principio che nella realtà della gestione dei servizi. Ci pare infatti che al di là delle diverse scelte gestionali, da considerarsi tutte legittime, integrazione delle politiche di welfare. Ne sono esempio le scelte compiute in questi anni per governare il sistema dei servizi rivolti alle fasce di popolazione più fragili delle nostre comunità come le persone diversamente abili, gli adulti in difficoltà i minori con disagio e difficoltà
Detto questo fatichiamo a ritrovarci con le semplificazioni proposte dal Consigliere Regionale quando riassume il dibattito sulle possibili forme gestionali del nostro territorio con un presunto dualismo tra Retesalute e Consolida.
In primis vorremmo ricordare che Consolida opera in co-progettazione con tutte e tre le forme di gestione (Bellano, Lecco e Merate) probabilmente a conferma della sua capacità di esprimere servizi di qualità e soprattutto di farsi carico con le amministrazioni comunali di una responsabilità sociale pubblica meratese con il consorzio della cooperazione sociale che si attiva in qualità di partner qualificato su bandi promossi da tutte le amministrazioni pubbliche singole o in forma associata della nostra provincia (Retesalute compresa!).
e monopolizza il ben 24 cooperative locali che compiono investimenti per le nostre comunità offrendo un lavoro stabile e dignitoso a quasi 2000 persone (1.934 nel 2016), ottanta per cento delle quali donne. La cooperazione sociale rappresentata da Consolida non ha ridotto i livelli occupazionali durante la crisi (+12,5% dal 2011 al 2016), non ha delocalizzato o ridimensionato le proprie imprese ma ha investito e portato nei diversi contesti risorse aggiuntive ai servizi del territorio per oltre 10.000.000 di euro negli ultimi dieci anni.
poste alle fasce più deboli, realizzando centinaia di inserimenti lavorativi di persone svantaggiate (132 solo nel 2016) ed offrendo prospettive e possibilità a centinaia di famiglie.
sussidiarietà, tanto sbandierata nel recente passato, sia passata di moda?
Cosa deve essere fatto ancora per ottenere il rispetto che qualunque sistema di imprese serio merita quando costruisce bene comune per le proprie comunità?
È proprio a partire dalla valorizzazione della ricchezza sociale ed imprenditoriale rappresentata da questo sistema che a nostro avviso debba essere guardato con ottimismo il futuro del nostro sistema di welfare.
La complessità dei bisogni sociali in costante evoluzione richiede nuove risorse e capacità di risposta che il sistema pubblico non sarà mai in grado di assicurare ai propri cittadini se non attraverso ociale coinvolto e responsabile e più in generale della comunità tutta (imprese, scuole, associazionismo, cittadini).
È di questo che vorremmo si parlasse nel dibattito politico in corso per immaginare forme di gestione che sappiano integrare le diverse risposte, ottimizzare le risorse e coinvolgere in forma attiva e trasparente tutti gli attori pubblici e privati in gioco.
Qualunque siano le forme di gestione che si vorranno scegliere sarà determinato dalla capacità di tenere insieme queste dimensioni.
In fede.
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