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Scritto Lunedì 11 settembre 2017 alle 18:48

Lecco: domenica i bersaglieri tornano con fanfare e memorie

I bersaglieri lecchesi hanno 90 anni, ma rimangono sempre giovani, come la loro fanfara “Guglielmo Colombo” che festeggia, invece, il ventennale. Sono date che tornano alla memoria a pochi giorni dal raduno regionale dei fanti piumati a Lecco, nel prossimo fine settimana di domenica 17 settembre. E’ una tradizione avviata nel 1955.
Un raduno di bersaglieri è avvenimento che entusiasma giovani ed anziani; questi ultimi hanno i ricordi dei verdi anni e degli avvenimenti lieti e meno lieti vissuti sotto la naia; i giovani non possono che apprezzare il suono festoso delle fanfare, il passo di corsa dei fanti piumati che attraverseranno anche in questo prossimo raduno il centro cittadino.

Il manifesto del raduno del 18 giugno 2000

La sezione di Lecco dei bersaglieri può ricordare personaggi gloriosi del Corpo, fondato da Alessandro Lamarmora, nel lontano 1836. La sezione è dedicata alla memoria di Aminto Caretto, medaglia d’oro al valor militare, comandante del 3° reggimento bersaglieri sul fronte orientale 1941/1942. Non mancano i richiami a Luciano Manara, di Barzanò, in Brianza, che si distinse nella difesa di Roma, cadendo sui bastioni di Porta San Pancrazio, a Villa Spada. La via sul retro della stazione ferroviaria è dedicata a Lorenzo Balicco, patriota lecchese di adozione, nativo di Bergamo, ricordato con una lapide inaugurata il 20 settembre 1936, sulla casa di via Balicco dove ha abitato. La l’effige di Balicco si deve allo scultore lecchese Giuseppe Mozzanica che l’ha modellata nel bronzo.

Il busto di Luciano Manara

Cappellano dei bersaglieri lecchesi è stato mons. Edoardo Gilardi, più volte decorato durante la guerra 1915/1918. Una lapide lo ricorda sulla facciata della sua casa natale nel quartiere lecchese di San Giovanni. Si dedicò ai mutilati e, soprattutto, ai ciechi e, nel 1931, organizzò a Civate la Casa del Cieco, rivolta in particolare ai combattenti e reduci. E’ deceduto il 26 settembre 1962 ed è stato sepolto nel cimitero di Civate, vicino ai suoi ciechi.

Una sfilata in piazza XX Settembre

Era ricordato come il “cappellano del Carso”. Il tenente Emilio Marella, croce di guerra al merito, ufficiale del IX Bersaglieri, operò in prima linea nell’Africa settentrionale, cadde nell’inferno di fuoco e di sabbia della battaglia di El Alamein; i suoi resti sono stati composti in un loculo del cimitero degli eroi ad El Alamein. La fanfara dei bersaglieri Lecco è dedicata alla memoria di Guglielmo Colombo, classe 1879, fondatore nel ’26 della sezione.

Il portaordini Luigi Farina (nel 1955), decorato sul Piave

Nelle pagine di storia dei bersaglieri lecchesi non mancano personaggi singolari di grande fedeltà allo spirito di Corpo. Il 40° del 1966 vedeva più che mai arzillo il bersagliere ardito Pietro Castelli, classe 1895. La vigilia del 4 novembre 1963, giunto a Redipuglia per prendere parte alle cerimonie rievocative della Vittoria, non trovò alloggio in albergo. Trascorse, quindi, la notte fra le tombe del sacrario, con la mantella del 1915 e dichiarò “Vicino a tanti miei commilitoni, sepolti nel cimitero dove riposano per sempre e che io avevo visto al mio fianco nelle trincee, nei camminamenti e nei mortali assalti al nemico”.

La fanfara nella centralissima via Cavour

Era presente ai primi raduni anche il bersagliere portaordini Luigi Farina, decorato di medaglia d’argento sulla linea del Piave.
Domenica prossima il momento saliente sarà la sfilata in mattinata per le vie del centro cittadino con la “carica” in piazza Garibaldi. Parteciperanno oltre alla bersaglieri “Colombo” di Lecco, gli ospiti delle fanfare di Lonate Pozzolo, di Villafranca, di Cremona. Sabato sera, alle 21, presso l’auditorium della Camera di Commercio, in quartiere Olate, è in programma il concerto della fanfara lecchese che prevede l’esecuzione dei più famosi brani, dal Risorgimento ai giorni nostri.
Aloisio Bonfanti
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