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Scritto Lunedì 11 settembre 2017 alle 22:55

Lecco, inchiesta Fort Knox: la prescrizione 'chiude' il processo a Felice Tavola e due imprenditori

Non doversi procedere essendo i reati estinti per intervenuta prescrizione. Questa la sentenza, pronunciata nella mattinata odierna dal giudice Enrico Manzi, che pone la parola fine al procedimento penale ingenerato dall’inchiesta “Fort Knox”, che aveva portato nel 2012 alla denuncia di 53 persone in relazione a 77 società del territorio lecchese e bergamasco operanti nel settore manifatturiero, metallurgico e meccanico, ritenute dagli inquirenti – a vario titolo – coinvolte in un sistema fraudolento promosso per evadere sia l’Iva che le imposte dirette.
8, a distanza di quattro anni, gli imprenditori effettivamente rinviati a giudizio (Cesare Falerni, Clementino Binda, Ambrogio Giuliano Colombo, Maria Pia Pozzi, Nicoletta Rota, Roberto Santucci, Ruggero Sella e Renato Bonfanti) oltre al commercialista Felice Tavola, indicato quale supposto “promotore” del presunto sistema orchestrato ad hoc.
Usciti di scena già in prima udienza tre degli imputati, nel corso del processo era stata poi “azzerata” anche la posizione dei signori Nicoletta Rota e Ruggero Sella (difesi dall’avvocato Pelizzari) nonché quella di Roberto Santucci (assistito dal collega Olivetti). Il procedimento era così proseguito per Maria Pozzi, Renato Bonfanti (limitatamente ad alcuni capi di imputazione) e Felice Tavola, con quest’ultimo, l’ex assessore lecchese alle finanze della prima giunta leghista al governo della città, chiamato a rispondere di una serie di accuse di natura tributaria, dall’indebita compensazione all’omesso versamento di ritenute e Iva, mosse nei suoi confronti dal sostituto procurare Nicola Preteroti che aveva ereditato il fascicolo dalla dottoressa Rosa Valotta, a sua volta subentrata al titolare Luca Fuzio.
Nella (rapida) udienza di questa mattina l’epilogo della vicenda giudiziaria per tutti e tre gli imputati superstiti. Tutto prescritto.
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