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Scritto Mercoledì 13 settembre 2017 alle 13:58

Tappa a Lecco per Janus River, ottantenne russo-polacco che gira il mondo in sella ad una bicicletta

Per coronare la sua impresa straordinaria - che nel 2028 lo porterà sino a Pechino in bicicletta - Janus River, ciclista ottantenne russo-polacco che da 17 anni gira ininterrottamente il mondo in sella alla sua due ruote, è passato quest'oggi anche da Lecco, dove sarà ospite fino a domani.
Mattinata scandita dalla visita a Palazzo delle Paure e a Villa Manzoni per lui, seguita dall'accoglienza istituzionale in Comune alla presenza del sindaco Virginio Brivio e dell'assessore all'istruzione Salvatore Rizzolino. Domani, invece, sarà la volta della visita al Centro “Il Giglio” di Pescarenico e dell'incontro con gli studenti della scuola Ticozzi, per il racconto dal vivo della sua avventura.

Janus River

La particolarità di un viaggio già di per sé “mitico”, che porterà l'eccentrico personaggio ad attraversare in lungo e il largo il globo per compiere un'impresa fino ad ora mai tentata - e come dice lui “che nessun pazzo tenterà mai più” - sta anche nel fatto che River “si diverte” a sostenersi giorno dopo giorno con soli 3 euro e grazie soprattutto all'ospitalità delle genti che incontra. “E’ una cosa da Guinnes dei Primati, lo so, ma non mi interessano queste cose. Faccio un pranzo al giorno, il budget non mi permette di più, dormo sempre in sacco a pelo e anche quando mi offrono di pernottare in hotel sto per terra, non sono abituato al materasso. L'ultima volta che ho passato la notte nel mio letto è stato 17 anni fa”. Anche Lecco, quindi, è chiamata in questi giorni a fare la sua parte in termini di accoglienza, essendo stata scelta dal ciclista come luogo di passaggio del suo tour in quanto “Provincia sul lago” e permettendo così all'ottantenne siberiano di proseguire “in forma” la sua corsa.
Sono 300.000, intanto, i chilometri percorsi fino ad ora da River attraversando ben 152 Paesi. Come spesso accade le scelte più straordinarie di una vita vengono prese nel giro di un momento e così il ciclista (che al tempo viveva a Roma lavorando nel mondo del calcio e degli spettacoli in qualità di organizzatore di eventi), il 30 dicembre del 1999, “il giorno prima della preannunciata fine del mondo” come ricorda lui, ha deciso di mollare tutto per quella pedalata che non sarebbe più finita. “Guadagnavo bene a Roma ma ero stanco di come vivevo, così dopo aver letto su un giornale che uno studente italiano aveva deciso di fare il giro dell'Italia in bicicletta mi sono detto “posso farlo anche io”. Non ho detto nulla a nessuno, mi sono preso una bottiglia di prosecco e mi sono imbarcato su un traghetto per le Canarie. Sono scappato via”.

Janus River con. Virginio Brivio e l’assessore Salvatore Rizzolino

Dopo il viaggio in nave è iniziato il tour d’Europa fino a Capo Nord e a seguire le tappe in Africa e Asia. River è stato anche in Russia per qualche anno e, sul finire del 2016, è giunto quindi in Sicilia, dove partendo da Messina ha percorso tutta l’isola. “Qui in Italia farà il giro di 15 Regioni per circa 12.000 km di percorso. I primi giorni di maggio partirò poi per il Venezuela e farò un giro tale che sarà un vero miracolo se non verrà ammazzato” – ha scherzato (ma non troppo) il ciclista proseguendo: “se sopravviverò andrò in Patagonia, poi sarò in Australia e infine, come previsto, nel 2028 chiuderò a Pechino”.
Dietro alla stravaganza di una scelta di vita tanto estrema, tuttavia, a dispetto delle attese, nessun grande messaggio “ideologico” da lanciare al mondo. “A tutti piace fare i discorsoni, lanciare i messaggi importanti. Io dico solo: faccio questo perché voglio fare qualcosa che resti nella storia del mondo, qualcosa che nessuno ha fatto mai”. Come se le 20 lingue che conosce non fossero già abbastanza.
G.A.
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